domenica 24 maggio 2026

Vinitaly celebra Matelica: una verticale per capire un grande bianco italiano

Ci sono territori che non hanno bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare: Matelica è uno di questi. Una nicchia riconosciuta tra i grandi bianchi italiani, un luogo dove il Verdicchio assume un’identità precisa, più austera, più verticale, più legata alla montagna che al mare. La masterclass “Il Matelica in verticale”, organizzata dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini e dal Comitato Matelica all’interno di Vinitaly, ha voluto raccontare proprio questo: la specificità di un territorio con altitudini diverse, escursioni termiche e una cultura del vino profondamente radicata.

A guidare il viaggio due voci autorevoli: Giuseppe Carrus, curatore nazionale della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, e Roberto Potentini, enologo, docente e autore del più ampio testo tecnico dedicato al Verdicchio di Matelica. Due prospettive diverse, quella critica e quella tecnica, che si sono intrecciate per dare profondità a una verticale dal 2008 al 2024, con otto aziende storiche del territorio.

Carrus ha ricordato come Matelica sia una valle particolare: l’unica nelle Marche che corre parallela all’Appennino. Questa conformazione crea un clima diverso dal resto della regione, più continentale, con notti fresche ed escursioni termiche marcate, ma allo stesso tempo illuminato da una luce mediterranea piena e costante. Da questo equilibrio nasce il carattere del Verdicchio di Matelica: un vino teso, fresco, con un’acidità naturale che gli dà slancio e una mineralità nitida. I profumi restano essenziali e puliti, e la struttura gli permette di evolvere bene nel tempo.

Le cantine presenti – La Monacesca, Tenuta Colpaola, Gagliardi, Borgo Paglianetto, Tenuta Piano di Rustano, Provima, Bisci, Cantine Belisario – hanno portato in assaggio non solo le loro etichette, ma soprattutto la loro interpretazione del Verdicchio, mostrando come questo vino sappia attraversare gli anni con eleganza e sorprendente longevità.

La degustazione si è aperta con La Monacesca Verdicchio di Matelica DOC La Monacesca 2024, un vino giovanissimo, paglierino brillante, immediato nella freschezza e già capace di restituire la tensione tipica del territorio.

Si è poi passati ai Tenuta Piano di Rustano Torre del Parco 2023, più delicato nel colore, fresco e con una sapidità ben evidente, per poi arrivare al Cantine Belisario Meridia 2023, dorato e quasi “muffato” nell’aspetto, più maturo e solare ma comunque sostenuto da una buona acidità.

Il 2022 un’annata buona dove quello che è stato definito nella masterclass il “socio di maggioranza” dall’alto ha lavorato bene per quanto riguarda le condizioni climatiche. Il 2022 ha offerto quattro interpretazioni molto diverse: Gagliardi con Maccagnano Edizione Trentennale, paglierino quasi dorato, più strutturato e profondo; Provima con Materga, dorato, equilibrato nonostante l’annata calda; Tenuta Colpaola con A’Monte, giallo intenso, sentori di ananas, pesca gialla, diretto e fresco; e Tenuta Piano di Rustano con Brondoleto, paglierino, solido e ben costruito, con una buona tenuta.

Il La Monacesca Mirum 2021, dorato, intenso, ha riportato in sala una delle etichette più rappresentative del territorio, una Riserva che da anni è un riferimento per Matelica. Dal 2020 è arrivato il Borgo Paglianetto Jera, paglierino, elegante, preciso, con una progressione pulita, persistente.

Il 2019 ha portato tre vini molto diversi tra loro: Bisci Vigneto Fogliano, paglierino, moderatamente intenso fine e verticale; Borgo Paglianetto  Vertis, dorato, intenso, sentori di idrocarburi piacevolissimi, equilibrato e teso; e Provima  90° Anniversario, più ampio ma sempre sostenuto da freschezza, maturo, equilibrato, anche qui i sentori di idrocarburi predominano.

La verticale è poi scesa nel tempo con Bisci Senex 2018, dorato, sentori di pesca matura, moderatamente intenso, già in una fase evolutiva interessante; Cantine Belisario Cambrugiano 2016, dorato, maturo e armonico; e Tenuta Colpaola Colpaola 2015, dorato, sorprendentemente vivo e ancora ben teso. A chiudere, il vino più anziano della degustazione: Gagliardi Maccagnano 2008, intenso all’olfatto, a mio avviso forse ormai al limite per la degustazione.

La masterclass ha confermato ciò che gli appassionati sanno da tempo: è un bianco che vive di profondità, di stratificazioni, di una mineralità che nasce dal territorio. Chiede attenzione e la ripaga con una longevità sorprendente, capace di attraversare gli anni senza perdere identità.

Carrus e Potentini hanno guidato la sala con competenza e misura, alternando analisi tecnica, aneddoti e riflessioni sul territorio. Ogni annata ha aggiunto un tassello alla comprensione di Matelica.

“Il Matelica in verticale” non è stata solo una degustazione, ma un viaggio nella memoria del territorio. Un’occasione per capire come il Verdicchio, in questa valle unica, sappia parlare una lingua diversa rispetto al resto delle Marche: più severa, più nitida, più verticale.

Ringraziamenti

Un ringraziamento sincero all’Istituto Marchigiano di Tutela Vini, al Comitato Matelica e alla signora Marina di Ispopress per l’organizzazione, la cura e l’attenzione dedicate all’evento.

By Antonello

I vini

BISCI Verdicchio di Matelica Riserva DOCG Senex 2018

BISCI Verdicchio di Matelica DOC Vigneto Fogliano 2019

BORGO PAGLIANETTO Verdicchio di Matelica Riserva DOCG Jera 2020

BORGO PAGLIANETTO Verdicchio di Matelica DOC Vertis 2019

CANTINE BELISARIO Verdicchio di Matelica Riserva DOCG Cambrugiano 2016

CANTINE BELISARIO Verdicchio di Matelica DOC Meridia 2023

GAGLIARDI Verdicchio di Matelica Riserva DOCG Maccagnano “Edizione Trentennale” 2022

GAGLIARDI Verdicchio di Matelica DOC Maccagnano 2008
LA MONACESCA 
Verdicchio di Matelica Riserva DOCG Mirum 2021

LA MONACESCA Verdicchio di Matelica DOC La Monacesca 2024

PROVIMA Verdicchio di Matelica Riserva DOCG 90° Anniversario 2019

PROVIMA Verdicchio di Matelica Riserva DOCG Materga 2022
TENUTA COLPAOLA 
Verdicchio di Matelica DOC A’Monte 2022

TENUTA COLPAOLA Verdicchio di Matelica DOC Colpaola 2015

TENUTA PIANO DI RUSTANO Verdicchio di Matelica Riserva DOCG Brondoleto 2022

TENUTA PIANO DI RUSTANO Verdicchio di Matelica DOC Torre del Parco 2023







sabato 23 maggio 2026

Quando Roma si tinge di rosa: il racconto di Rose Rosé

Dall’11 al 17 maggio Roma ha accolto la IV edizione di Rose Rosé, promossa dall’Associazione Matrix e da MKTG Advisor. Una settimana dedicata agli amanti del vino e della moda che ha trasformato Via Borgognona in un piccolo teatro a cielo aperto. Le rose e gli allestimenti floreali sulle boutique hanno creato un’atmosfera intima. Le vetrine sono diventate luoghi in cui vino, moda e arte dialogavano senza bisogno di presentazioni. Al centro di questa trasformazione c’era il Cerasuolo d’Abruzzo come protagonista. Nata nel 2010, è la prima denominazione italiana dedicata esclusivamente ai rosati. Ha portato con sé freschezza, profumi fruttati e un’identità territoriale. È un rosato da interpretare e degustare.

Il primo grande momento della settimana è stato però il Wine Tasting del 13 maggio al St. Regis Rome, dove le sale dell’hotel si sono trasformate in un salotto raffinato.

I produttori e i sommelier guidavano gli ospiti tra sfumature e territori, tra le opere di Betta Serena di Lapigio, esposte negli ambienti. La degustazione è iniziata con Roberta Farcomeni, sommelier attenta e competente, e con due Metodo Classico, il Brut Fenaroli di Citra da uve a bacca bianca, perlage fino e persistente, armonico ed equilibrato, e il Dosaggio Zero di Casal Thaulero, sempre blanc de blancs, un bel giallo dorato e un’ottima persistenza.

Poi Talamonti, dove la sommelier Cristina Santini mi ha presentato con la solita professionalità e gentilezza Trabocchetto, pecorino in purezza, il cui nome ricorda i famosi trabocchi della costa abruzzese. Un bel giallo paglierino, una buona complessità aromatica con frutta bianca, fresco e persistente. Poi Rosè, montepulciano d’Abruzzo in purezza, sentori di frutta a bacca rossa, una buona complessità con la giusta freschezza.

Al banco di Tenuta I Fauri mi ha accolto la sommelier Eleonora Caione con competenza e amabilità. Il percorso è iniziato con lo Spumante Brut da Chardonnay e Pecorino, metodo Charmat, con le sue note di frutta bianca, una buona acidità, da bere giovane, per poi proseguire con Baldovino, Cerasuolo d’Abruzzo, un bel rosato, intenso all’olfatto e una buona persistenza e armonia.  

Con Katia Masci, Valle Martello, l’occasione di degustare la cococciola, vitigno bianco abruzzese che negli ultimi anni sta vivendo una piccola rinascita. Giallo paglierino, un bel bouquet dove predominano gli agrumi, una buona freschezza e sapidità.

Infine, Caterina Cornacchia di Barone Cornacchia ha presentato Poggio Varano, Cerasuolo d’Abruzzo Colline Teramane Superiore, che fermenta spontaneamente in 2 anfore Tava da 16 hl ciascuna e successivamente fa un affinamento ancora in anfora per 6 mesi e poi ulteriori 6 mesi in bottiglia. Un bel rosso rubino, al naso prugna matura e confettura, e poi tanta morbidezza, equilibrio e persistenza.

 Il giorno dopo, il 14 maggio, la scena si è spostata all’aperto, lungo una Via Borgognona animata da un’energia nuova. Le boutique – da Alysi a Carolina Herrera, da Forte_Forte a Gianvito Rossi, fino a Il Bisonte, Marina Rinaldi, Dondup e il Ristorante Nino – si sono trasformate accogliendo i vini nei loro ambienti

I sommelier e i produttori hanno accolto gli ospiti raccontando vini e territori.

Avevo finito con l’anfora al St. Regis e ho ripreso con l’anfora a via Borgognona con Cerasuolo Fosso Cancelli 2023 di Ciavolich, bottiglia 1.911 di 2.661, Montepulciano in purezza. Una parte del mosto in fermentazione viene prelevata dal fondo del vaso vinario con il classico salasso e trasferita nelle anfore di terracotta, dove prosegue la fermentazione spontanea senza controllo di temperatura. L’affinamento continua sulle fecce nobili, sempre in anfora, fino all’imbottigliamento nei primi giorni di primavera. Sfumature aranciate, una bella acidità e nel complesso equilibrato.

La passeggiata a via Borgognona è finita con Mirta Lucà Dazio, della Cantina Dazio, che mi ha accolto con Rocca Valle Grande Cerasuolo d’Abruzzo DOP 2025, un bel rosa intenso, frutta rossa all’olfatto e un buon equilibrio e persistenza.

Ringrazio Rose Rosé, l’Associazione Matrix e MKTG Advisor per l’ottima organizzazione e per aver reso questa settimana così piacevole da vivere e raccontare.

By Antonello











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