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sabato 23 maggio 2026

Quando Roma si tinge di rosa: il racconto di Rose Rosé

Dall’11 al 17 maggio Roma ha accolto la IV edizione di Rose Rosé, promossa dall’Associazione Matrix e da MKTG Advisor. Una settimana dedicata agli amanti del vino e della moda che ha trasformato Via Borgognona in un piccolo teatro a cielo aperto. Le rose e gli allestimenti floreali sulle boutique hanno creato un’atmosfera intima. Le vetrine sono diventate luoghi in cui vino, moda e arte dialogavano senza bisogno di presentazioni. Al centro di questa trasformazione c’era il Cerasuolo d’Abruzzo come protagonista. Nata nel 2010, è la prima denominazione italiana dedicata esclusivamente ai rosati. Ha portato con sé freschezza, profumi fruttati e un’identità territoriale. È un rosato da interpretare e degustare.

Il primo grande momento della settimana è stato però il Wine Tasting del 13 maggio al St. Regis Rome, dove le sale dell’hotel si sono trasformate in un salotto raffinato.

I produttori e i sommelier guidavano gli ospiti tra sfumature e territori, tra le opere di Betta Serena di Lapigio, esposte negli ambienti. La degustazione è iniziata con Roberta Farcomeni, sommelier attenta e competente, e con due Metodo Classico, il Brut Fenaroli di Citra da uve a bacca bianca, perlage fino e persistente, armonico ed equilibrato, e il Dosaggio Zero di Casal Thaulero, sempre blanc de blancs, un bel giallo dorato e un’ottima persistenza.

Poi Talamonti, dove la sommelier Cristina Santini mi ha presentato con la solita professionalità e gentilezza Trabocchetto, pecorino in purezza, il cui nome ricorda i famosi trabocchi della costa abruzzese. Un bel giallo paglierino, una buona complessità aromatica con frutta bianca, fresco e persistente. Poi Rosè, montepulciano d’Abruzzo in purezza, sentori di frutta a bacca rossa, una buona complessità con la giusta freschezza.

Al banco di Tenuta I Fauri mi ha accolto la sommelier Eleonora Caione con competenza e amabilità. Il percorso è iniziato con lo Spumante Brut da Chardonnay e Pecorino, metodo Charmat, con le sue note di frutta bianca, una buona acidità, da bere giovane, per poi proseguire con Baldovino, Cerasuolo d’Abruzzo, un bel rosato, intenso all’olfatto e una buona persistenza e armonia.  

Con Katia Masci, Valle Martello, l’occasione di degustare la cococciola, vitigno bianco abruzzese che negli ultimi anni sta vivendo una piccola rinascita. Giallo paglierino, un bel bouquet dove predominano gli agrumi, una buona freschezza e sapidità.

Infine, Caterina Cornacchia di Barone Cornacchia ha presentato Poggio Varano, Cerasuolo d’Abruzzo Colline Teramane Superiore, che fermenta spontaneamente in 2 anfore Tava da 16 hl ciascuna e successivamente fa un affinamento ancora in anfora per 6 mesi e poi ulteriori 6 mesi in bottiglia. Un bel rosso rubino, al naso prugna matura e confettura, e poi tanta morbidezza, equilibrio e persistenza.

 Il giorno dopo, il 14 maggio, la scena si è spostata all’aperto, lungo una Via Borgognona animata da un’energia nuova. Le boutique – da Alysi a Carolina Herrera, da Forte_Forte a Gianvito Rossi, fino a Il Bisonte, Marina Rinaldi, Dondup e il Ristorante Nino – si sono trasformate accogliendo i vini nei loro ambienti

I sommelier e i produttori hanno accolto gli ospiti raccontando vini e territori.

Avevo finito con l’anfora al St. Regis e ho ripreso con l’anfora a via Borgognona con Cerasuolo Fosso Cancelli 2023 di Ciavolich, bottiglia 1.911 di 2.661, Montepulciano in purezza. Una parte del mosto in fermentazione viene prelevata dal fondo del vaso vinario con il classico salasso e trasferita nelle anfore di terracotta, dove prosegue la fermentazione spontanea senza controllo di temperatura. L’affinamento continua sulle fecce nobili, sempre in anfora, fino all’imbottigliamento nei primi giorni di primavera. Sfumature aranciate, una bella acidità e nel complesso equilibrato.

La passeggiata a via Borgognona è finita con Mirta Lucà Dazio, della Cantina Dazio, che mi ha accolto con Rocca Valle Grande Cerasuolo d’Abruzzo DOP 2025, un bel rosa intenso, frutta rossa all’olfatto e un buon equilibrio e persistenza.

Ringrazio Rose Rosé, l’Associazione Matrix e MKTG Advisor per l’ottima organizzazione e per aver reso questa settimana così piacevole da vivere e raccontare.

By Antonello











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