Adua Villa e Alessandro Stocchi guidano un viaggio tra vini e stagionature
Il 9 giugno Roma ha ospitato due workshop dedicati all’incontro tra Parmigiano Reggiano e vini della Valpolicella, un doppio appuntamento che ha riunito operatori, stampa e appassionati in un percorso sensoriale costruito su stagionature, annate e territori. A guidare le degustazioni sono stati Adua Villa, globetrottergourmet, giornalista e sommelier, per il Consorzio Valpolicella, e Alessandro Stocchi, rappresentante APR – Assaggiatori Parmigiano Reggiano e uno dei soli 24 battitori al mondo del Consorzio Parmigiano Reggiano. Dopo le masterclass, un wine tasting aperto al pubblico ha chiuso la giornata.
Gli appuntamenti
romani si inseriscono nel programma D’OPERA – Quality Heritage of Europe,
il progetto triennale cofinanziato dall’Unione Europea e promosso dai Consorzi
del Parmigiano Reggiano e dei Vini della Valpolicella. Un’iniziativa
nata per valorizzare due DOP simbolo dell’agroalimentare italiano e per
raccontare, attraverso eventi e degustazioni, il ruolo del tempo nella
maturazione dei prodotti.
Alessandro
Stocchi ha aperto il percorso
portando il pubblico dentro la storia del Parmigiano Reggiano e del
suo Consorzio, raccontando un prodotto che nasce in un territorio preciso –
Parma, Reggio Emilia, Modena, una parte di Bologna e una parte di Mantova – e
che coinvolge una filiera imponente. Ha spiegato come l’alimentazione
naturale delle bovine e la lavorazione del latte crudo siano alla base di un
processo fatto di gesti antichi, dalla cagliata alla cottura, fino alla nascita
delle forme. Tra i momenti più affascinanti, il racconto della battitura:
ventiquattro battitori, martelli artigianali e un suono che rivela la qualità
interna del formaggio.
Stocchi ha parlato anche della protezione del Parmigiano
Reggiano, uno dei prodotti più imitati al mondo. Fuori dall’Europa il nome
“Parmesan” può essere usato liberamente, e il mercato del falso può arrivare
fino a nove volte quello del vero. Per questo la tutela legale e la cultura del
consumatore sono diventate fondamentali. Ha spiegato poi perché il Parmigiano
Reggiano abbia un costo elevato: anni di stagionatura, controlli
continui, perdita naturale di peso e cura quotidiana. Una forma che arriva a 48
o 90 mesi ha richiesto tempo, spazio e lavoro, e questo si riflette nel prezzo
finale. Nel descrivere le stagionature più lunghe, ha evocato anche
l’odore del bancale, quello che si sente entrando nei magazzini: legno, umidità
controllata, crosta, formaggio maturo. Un profumo che racconta anni di riposo e
diventa parte del carattere del formaggio.
Il percorso sensoriale
ha seguito tre stagionature. Il 30 mesi, giallo paglierino e
ancora elastico, con aromi lattici e vegetali, ha mostrato una tirosina appena
accennata. Il 48 mesi ha portato più intensità, più cristalli e aromi di
fieno, frutta secca e spezie. Il 90 mesi, asciutto e complesso, ha
mostrato una tirosina abbondante e aromi profondi di spezie, legno e magazzino.
Stocchi ha ricordato che il Parmigiano non
ha scadenza e continua a evolvere nel tempo, proprio come il vino. Ha poi
raccontato l’attività dell’APR, Assaggiatori Parmigiano Reggiano, che
forma nuovi assaggiatori con lezioni di veterinari e tecnologi, visite
ai caseifici e degustazioni guidate. Da settembre i corsi arriveranno anche
a Roma.
Adua
Villa ha introdotto il pubblico al
mondo della Valpolicella partendo dalla storia del Consorzio e dal
territorio, un mosaico geologico che spiega la freschezza naturale dei vini. Ha
parlato del cambiamento del gusto contemporaneo, della ricerca di bevibilità e
dell’importanza crescente della parte agronomica in un contesto di climate
change.
La mattina si è
aperta con due Valpolicella DOC 2024: il primo dell’Azienda Sabaini,
più leggero e diretto, il secondo di Vantini Luigi e Figli, proveniente
da Marano, più concentrato e riconoscibile. Con il 30 mesi entrambi
hanno mostrato abbinamenti diversi ma equilibrati.
Sono seguiti due Ripasso
2020: quello di Domìni Veneti, più fine e armonico, e quello di Boscaini
Carlo, più strutturato e profondo. Con il 48 mesi il primo ha creato
un “matrimonio d’amore”, mentre il secondo ha mostrato una sensazione
pseudo-calorica nel finale.
La sessione del
mattino si è chiusa con l’Amarone 2015 Centenarie di Tenuta Villa
Bellini, elegante e profondo, che con il 90 mesi ha dato un
abbinamento molto espressivo.
Il pomeriggio
ha seguito un percorso simile, con due Valpolicella 2024: uno della Famiglia
Curia, più leggero e contemporaneo, e uno di Zeni, più classico e
concentrato. L’abbinamento con il 30 mesi ha mostrato due approcci
diversi: più spazio al formaggio nel primo caso, maggiore corrispondenza
strutturale nel secondo.
Sono arrivati poi i Ripasso
Superiore 2021: Campi Magri, legato alla figura di Marinella
Camerani, più fine ed elegante, e Rocca Sveva, più strutturato e
avvolgente. Con il 48 mesi, il primo ha convinto chi cercava finezza, il
secondo chi voleva maggiore corpo.
Il percorso si è
chiuso con l’Amarone DOCG 2014 di Secondo Marco, annata difficile
ma sorprendente per freschezza ed equilibrio. L’abbinamento con il 90 mesi
è stato intenso, con il vino che ha restituito slancio e profondità al
formaggio.
La giornata si è
chiusa con il wine tasting, che ha visto ai banchi undici cantine della Valpolicella.
Un momento conviviale e partecipato, molto apprezzato dal pubblico per la
qualità dei vini e per il cibo firmato Signorvino, che ha accompagnato,
insieme al Parmigiano Reggiano offerto dal Consorzio, la
degustazione con equilibrio e gusto.
Si è conclusa così una
giornata dal messaggio semplice: non esiste un abbinamento migliore in
assoluto, ma quello che racconta meglio il momento. Un percorso che ha unito
due territori diversi attraverso il tempo, la cura e la cultura del gusto.
Un ringraziamento
sentito va ad Adua Villa, ad Alessandro Stocchi e a Chiara
Pasini del Parmigiano Reggiano, ai due Consorzi, al
progetto D’OPERA, a Signorvino per l’ospitalità e a Studio Cru,
con Anna, Cecilia e Anita, per
l’organizzazione. Una giornata costruita con attenzione e passione.
E ora non resta che
aspettare con impazienza l’arrivo dei corsi da assaggiatore di Parmigiano
Reggiano a Roma.
By Antonello
ELENCO VINI E CANTINE
WORKSHOP 1 – Valpolicella & Parmigiano Reggiano
- Sabaini –
Valpolicella DOC 2024
- Vantini
Luigi e Figli – Valpolicella DOC Classico 2024
- Domìni
Veneti – Valpolicella Ripasso DOC Classico Superiore “La
Casetta” 2020
- Boscaini
Carlo – Valpolicella Ripasso DOC Classico Superiore “Zane” 2020
- Tenuta
Villa Bellini – Amarone della Valpolicella DOCG Classico “Centenarie”
2015 (organic)
Parmigiano Reggiano in abbinamento: 30 – 48 – 90
mesi
WORKSHOP 2 – Valpolicella & Parmigiano Reggiano
- Famiglia
Furia – Valpolicella DOC 2024
- Zeni
1870 – Valpolicella DOC 2024
- Camerani
Marinella – Valpolicella Ripasso DOC Superiore “Campi
Magri” 2021 (organic)
- Rocca
Sveva – Valpolicella Ripasso DOC Superiore 2021
- Secondo
Marco – Amarone della Valpolicella DOCG Classico 2014
Parmigiano Reggiano in abbinamento: 30 – 48 – 90
mesi
ELENCO CANTINE IN DEGUSTAZIONE – WINE TASTING
- Domìni
Veneti
- Famiglia
Furia
- Ilatium
Morini
- Rocca
Sveva
- Rubinelli
Vajol
- Sartori
di Verona
- Siridia
- Tinazzi
- Valentina
Cubi
- Vantini
Luigi e Figli
- Vicentini
Agostino


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