giovedì 28 maggio 2026

Le Pievi del Vino Nobile di Montepulciano: il racconto di un territorio a Vinitaly 2026

Tra le masterclass seguite a Vinitaly 2026, una delle più interessanti e istruttive è stata “Le Pievi del Vino Nobile di Montepulciano: Identità Territoriale in Evoluzione”. L’incontro ha preso forma con naturalezza, grazie alle voci di chi vive quotidianamente questo territorio. Il benvenuto è stato dato dal sindaco di Montepulciano, Michele Angiolini. Per il Consorzio è poi intervenuto il Vicepresidente Luca Tiberini e infine Simon Staffler, degustatore ed esperto di vini, Direttore Responsabile di Falstaff Italia.

Il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, nato nel 1965, tutela e promuove l’immagine del Vino Nobile (e successivamente del Rosso e del Vin Santo) in Italia e nel mondo. Oggi conta 230 viticoltori soci, che rappresentano oltre il 90% della superficie vitata, e 76 imbottigliatori.

La menzione “Pieve” del Vino Nobile di Montepulciano è nata da un percorso condiviso da tutte le aziende della denominazione, costruito attraverso studi, confronti e analisi collettive. Approfondimenti geologici e pedologici, insieme a ricerche storiche condotte fino al Catasto Leopoldino dell’Ottocento, hanno permesso di definire una visione univoca del territorio. Le “Pievi” sono infatti comparse nei documenti nel 1337, nel terzo libro del Campaio, che ne ha attestato la presenza e il ruolo nel territorio poliziano.

Il vino “Pieve” esprime il territorio attraverso sottozone definite, con un uvaggio basato sul Sangiovese e soli vitigni autoctoni ammessi dal disciplinare, utilizzando uve esclusivamente aziendali. Una commissione interna di enologi e tecnici ha verificato la conformità delle caratteristiche. Questo lavoro ha portato all’individuazione di 12 UGA (Unità Geografiche Aggiuntive), indicate in etichetta con la menzione “Pieve”, a testimonianza dell’identità storica e territoriale del Vino Nobile di Montepulciano.

Per la degustazione sono stati scelti otto vini di quattro Pievi della fascia mediana, con le descrizioni delle Pievi di Simon Staffler.

Pieve Sant’Ilario – la forza

Fattoria del Cerro – 2021 Un vino deciso, con frutto scuro, struttura piena, equilibrato.

Tenuta Poggio alla Sala – 2022 Più giovane e più teso, con un frutto vivo e una buona freschezza.

Pieve Cerliana – la potenza

La Ciarlana – 2021 Un vino ampio e caldo, con un frutto maturo che riempie la bocca.

Cantina De’ Ricci – 2022 La potenza c’è, ma arriva con più misura. Un sorso energico ed elegante.

Pieve Cervognano – l’equilibrio

Boscarelli Costa Grande – 2021 Un equilibrio naturale: frutto nitido, tannino fine, armonico.

Cantina De’ Ricci – 2022 Più giovane e più fresco, con un equilibrio che si sta formando. Lineare, pulito, già molto promettente.

Pieve Caggiole – l’eleganza

Podere Tiberini – 2021 Eleganza pura: profumi puliti, corpo pieno, equilibrato e persistente.

Poliziano – 2022 Più verticale e più teso, con una buona freschezza.

Un percorso che ha mostrato come il progetto “Pieve” sia un modo importante e condiviso di raccontare Montepulciano attraverso le sue sfumature più autentiche. Ogni vino ha portato una parte di territorio, che contribuisce a un insieme più ampio. La degustazione ha restituito l’immagine di un’identità che evolve senza perdere radici. Un passo importante per il Vino Nobile, e un privilegio poterlo ascoltare così da vicino.

Un grazie sincero al Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano per l’opportunità, e un ringraziamento speciale alla signora Silvia Loriga per la cura, la disponibilità e l’accoglienza davvero calorosa.

By Antonello








A Montefalco: l’Umbria del vino si racconta

A Montefalco”, una A che non è solo un moto a luogo, ma l’iniziale di tante parole legate all’evento della cittadina umbra. A di Anteprima, di Annate, di Autoctono… L’evento si è svolto nel borgo umbro dal 27 al 29 aprile e non ha rappresentato soltanto l’anteprima della nuova annata del Sagrantino, ma anche le anteprime “reali”, cioè quelle delle annate dei vini in uscita sul mercato, in un viaggio allo stesso tempo verticale e orizzontale.

Per il Sagrantino, quest’anno, l’appuntamento era dedicato all’annata 2022, considerata un’ottima vendemmia e valutata 92 centesimi (4 stelle). Ben 31 aziende hanno aperto le loro cantine nei giorni della manifestazione. In degustazione, oltre alla Montefalco Sagrantino DOCG, anche la Montefalco Rosso DOC e la Spoleto Trebbiano Spoletino DOC.

Un po’ di storia e alcuni numeri sul Consorzio

Montefalco ha scelto di raccontarsi attraverso un Consorzio che, dal 1981, custodisce l’identità dei suoi vini e la voce dei suoi produttori. Oggi riunisce 118 soci e 65 cantine, realtà diverse per storia e dimensione ma unite dalla stessa idea di territorio. In tutto, poco più di mille ettari di vigneto: un mosaico che si estende tra Montefalco, Bevagna, Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo e Castel Ritaldi, i cinque comuni della denominazione DOC e DOCG di Montefalco, ma anche Spoleto, Foligno, Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi e Trevi per la DOC Spoleto.

Il Sagrantino rimane il simbolo più riconoscibile, un vitigno che ha saputo trasformare un territorio in un nome conosciuto nel mondo. Accanto a lui, il Montefalco Rosso, il Montefalco Bianco e la Spoleto DOC raccontano sfumature diverse della stessa terra, con produzioni che crescono e si evolvono anno dopo anno.

La visione del Consorzio

Il Consorzio lavora per tenere insieme tutto questo: la tutela delle denominazioni, la promozione internazionale, l’attenzione crescente alla sostenibilità e l’accoglienza come valore identitario. Come ha ricordato il presidente Paolo Bartoloni, l’Anteprima è un momento dedicato alla promozione del territorio, con molte novità e una forte attenzione all’ambiente. Ha sottolineato il desiderio di aprirsi sempre più al mondo, grazie anche alla presenza della stampa internazionale, e l’importanza di far conoscere l’autenticità dei vini di Montefalco e Spoleto, restando fedeli alle proprie radici, alla storia e allo spirito di accoglienza che caratterizza questa terra.

Uno degli obiettivi del Consorzio è quello di valorizzare l’Umbria come terra di eccellenza enogastronomica. Dal 2021 è possibile indicare in etichetta la dicitura “Umbria” per rafforzare il legame del vino con il territorio.

La degustazione

La degustazione si è svolta nella splendida sala consiliare, dove, grazie all’ottimo servizio dei Sommelier AIS Umbria, ho avuto modo di assaggiare vari vini, partendo dalle bollicine per arrivare ai passiti, scelti tra le circa cento etichette in catalogo.

Gli eventi della manifestazione

L’annata 2022 del Montefalco Sagrantino DOCG è stata presentata dal wine writer internazionale Ian D’Agata. Sono inoltre intervenuti il presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco Paolo Bartoloni, il sindaco di Montefalco Alfredo Gentili, l’assessore regionale all’Agricoltura Simona Meloni, il presidente AIS Umbria Pietro Marchi e Nicola Mattoni della Confraternita del Sagrantino. A moderare l’incontro è stato il giornalista Jacopo Cossater.

Nel corso della manifestazione è stata presentata anche l’etichetta celebrativa dell’annata 2022, vincitrice del concorso “Etichetta d’Autore”. A firmarla è Martina Ferrari, artista ligure formata alla Scuola di Disegno Industriale di Genova: un’opera pensata per accompagnare simbolicamente la vendemmia, raccontandone l’identità attraverso il linguaggio dell’arte.

La prima giornata è stata dedicata agli operatori, con degustazioni tecniche delle annate in commercio delle denominazioni di Montefalco e Spoleto e due Masterclass guidate dalla Master of Wine Cristina Mercuri. La prima, “Il gusto di Montefalco: vini per ogni tavola, vini per ogni piatto”, era riservata agli operatori; la seconda, “The Shape of Elegance: Montefalco’s New Wine Grammar”, alla stampa. Entrambe hanno offerto una lettura contemporanea dei vini del territorio e della loro versatilità gastronomica.

Spazio anche al Gran Premio del Sagrantino, il concorso nazionale dedicato ai sommelier AIS provenienti da tutta Italia, impegnati in prove di degustazione, abbinamento e comunicazione. La vittoria è andata ad Andrea Peruzzi (AIS Cesena), seguito da Marco Curzi (AIS Rimini) e Bruno Chiappani (AIS Trentino). Alla premiazione erano presenti Pietro Marchi, presidente AIS Umbria, e Maurizio Zanolla, responsabile nazionale concorsi AIS Italia, che hanno portato i saluti del presidente AIS Italia Sandro Camilli. Particolarmente significativa la presenza della Confraternita del Sagrantino, simbolo del legame profondo tra il vino e la storia del territorio. La giuria era composta da Liù Pambuffetti, vicepresidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco, Massimo Iannaccone (Miriade & Partners) e Giulia Celeschi, vincitrice della precedente edizione.

Un grazie al Consorzio e alle cantine per questa splendida manifestazione, in un territorio da visitare per le sue bellezze naturali e storiche e da gustare per le sue delizie enogastronomiche.

 By Antonello

Le 31 aziende partecipanti all’edizione 2026: Agricola Mevante, Antonelli, Arnaldo Caprai, Bocale, Cesarini-Sartori, Colle Ciocco, Colle Uncinano, Còlpetrone, Di Filippo, Dionigi, Fongoli, Goretti – Fattoria Le Mura Saracene, La Veneranda, Le Cimate, Lungarotti, Montioni, Moretti Omero, Ninni, Perticaia, Romanelli, Scacciadiavoli, Tenuta Alzatura, Tenuta Bellafonte, Tenuta di Saragano, Tenute Lunelli – Carapace, Terre de la Custodia, Terre de’ Trinci, Terre di San Felice, Tudernum e Valdangius









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