Presso l’Hotel Cristoforo Colombo si è svolta la 4ª edizione di ViniAmo, organizzata da Stefano Minelli. La serata ha ospitato la masterclass “Un viaggio con Chardonnay e Cabernet Franc”, un percorso tra Borgogna e Valle della Loira. Sei vini, due produttori, due territori molto diversi messi a confronto. A presentare l’evento è stato Marco Recupero di Goudron Wine Selections che, nonostante qualche problema di voce, è riuscito a raccontare con chiarezza le caratteristiche dei due territori.
La prima parte della serata è stata dedicata ai Premier Cru
di Emmanuelle Fourrey, piccola realtà familiare di Chablis. Il Les
Fourneaux 2023, cristallino, dorato con riflessi paglierini, ha aperto il
percorso con note di vaniglia e fiori bianchi, sempre sostenute dalla tipica
salinità del territorio. Il Clos de Léchet 2024 ha mostrato una
freschezza tesa e minerale, sentori di ananas e vaniglia, con una sapidità più
marcata, mentre il Mont de Milieu 2023 si è presentato con un dorato
caldo, una struttura avvolgente, complessità, profondità aromatica e una
sapidità lunga e persistente.
Dallo Chablis ci siamo spostati nella Loira, con una
verticale affascinante firmata Clotilde Legrand. Il Les Rogelins 2011,
affinato in botti di rovere, ha mostrato un colore carminio con riflessi
rubino, sentori di ciliegia e aromi profondi. Il Les Terrages 2004 è
stato forse il più sorprendente: un Cabernet Franc che, con i suoi profumi di
sottobosco e spezie, conserva energia e complessità nonostante gli anni. Il Saumur-Champigny
La Chaintrée 2015 ha offerto un equilibrio molto bello tra frutto e note più
evolute.
Al termine, Alessandro Stocchi del Consorzio Parmigiano Reggiano ha guidato una degustazione di due diverse stagionature, una di 30 mesi e una di 70 mesi, spiegando come cambiano colori, aromi e struttura di questa eccellenza italiana, proponendo anche un interessante abbinamento con i vini in assaggio. La prima, dal paglierino tenue, ha mostrato sentori di burro fuso e leggere note vegetali; la seconda, più intensa nel colore, ha offerto frutta secca marcata e il caratteristico “asse di magazzino”, la nota che richiama la tavola di legno su cui il Parmigiano Reggiano riposa durante la stagionatura. Interessante anche il confronto tra Parmigiano Reggiano e vini in degustazione: personalmente ho preferito l’abbinamento con i bianchi, in particolare con il Mont de Milieu 2023.
È stata una masterclass semplice nella forma ma ricca nei
contenuti. Ogni vino ha portato con sé un pezzo di territorio e di storia, e il
confronto tra Chablis e Loira ha reso il percorso ancora più interessante. Una
serata che ricorda quanto il vino sappia raccontare quando gli si lascia
spazio.
Un ringraziamento speciale a Stefano Minelli per l’organizzazione, a Marco Recupero per la conduzione, ai produttori Emmanuelle Fourrey e Clotilde Legrand per i vini condivisi, e ad Alessandro Stocchi e al Consorzio Parmigiano Reggiano per l’approfondimento finale che ha arricchito ulteriormente l’esperienza.
By Antonello





