Tra le masterclass seguite a Vinitaly 2026, una delle più interessanti e istruttive è stata “Le Pievi del Vino Nobile di Montepulciano: Identità Territoriale in Evoluzione”. L’incontro ha preso forma con naturalezza, grazie alle voci di chi vive quotidianamente questo territorio. Il benvenuto è stato dato dal sindaco di Montepulciano, Michele Angiolini. Per il Consorzio è poi intervenuto il Vicepresidente Luca Tiberini e infine Simon Staffler, degustatore ed esperto di vini, Direttore Responsabile di Falstaff Italia.
Il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, nato
nel 1965, tutela e promuove l’immagine del Vino Nobile (e successivamente del
Rosso e del Vin Santo) in Italia e nel mondo. Oggi conta 230 viticoltori soci,
che rappresentano oltre il 90% della superficie vitata, e 76 imbottigliatori.
La menzione “Pieve” del Vino Nobile di
Montepulciano è nata da un percorso condiviso da tutte le aziende della
denominazione, costruito attraverso studi, confronti e analisi collettive.
Approfondimenti geologici e pedologici, insieme a ricerche storiche condotte
fino al Catasto Leopoldino dell’Ottocento, hanno permesso di definire una
visione univoca del territorio. Le “Pievi” sono infatti comparse nei documenti
nel 1337, nel terzo libro del Campaio, che ne ha attestato la presenza e il
ruolo nel territorio poliziano.
Il vino “Pieve” esprime il territorio attraverso sottozone definite, con un uvaggio basato sul Sangiovese e soli vitigni autoctoni ammessi dal disciplinare, utilizzando uve esclusivamente aziendali. Una commissione interna di enologi e tecnici ha verificato la conformità delle caratteristiche. Questo lavoro ha portato all’individuazione di 12 UGA (Unità Geografiche Aggiuntive), indicate in etichetta con la menzione “Pieve”, a testimonianza dell’identità storica e territoriale del Vino Nobile di Montepulciano.
Per la degustazione sono stati scelti otto vini di
quattro Pievi della fascia mediana, con le descrizioni delle Pievi di Simon Staffler.
Pieve Sant’Ilario – la forza
Fattoria del Cerro – 2021 Un vino deciso, con frutto
scuro, struttura piena, equilibrato.
Tenuta Poggio alla Sala – 2022 Più giovane e più
teso, con un frutto vivo e una buona freschezza.
Pieve Cerliana – la potenza
La Ciarlana – 2021 Un vino ampio e caldo, con un
frutto maturo che riempie la bocca.
Cantina De’ Ricci – 2022 La potenza c’è, ma arriva
con più misura. Un sorso energico ed elegante.
Pieve Cervognano – l’equilibrio
Boscarelli Costa Grande – 2021 Un equilibrio
naturale: frutto nitido, tannino fine, armonico.
Cantina De’ Ricci – 2022 Più giovane e più fresco,
con un equilibrio che si sta formando. Lineare, pulito, già molto promettente.
Pieve Caggiole – l’eleganza
Podere Tiberini – 2021 Eleganza pura: profumi puliti,
corpo pieno, equilibrato e persistente.
Poliziano – 2022 Più verticale e più teso, con una
buona freschezza.
Un percorso che ha mostrato come il progetto “Pieve”
sia un modo importante e condiviso di raccontare Montepulciano attraverso le
sue sfumature più autentiche. Ogni vino ha portato una parte di territorio, che
contribuisce a un insieme più ampio. La degustazione ha restituito l’immagine
di un’identità che evolve senza perdere radici. Un passo importante per il Vino
Nobile, e un privilegio poterlo ascoltare così da vicino.
Un grazie sincero al Consorzio del Vino Nobile di
Montepulciano per l’opportunità, e un ringraziamento speciale alla signora Silvia Loriga per la cura, la disponibilità e
l’accoglienza davvero calorosa.
By Antonello











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