mercoledì 17 giugno 2026

Onde Rosse nel Bicchiere: il carattere australiano

Ci sono vini che parlano piano, e vini che invece arrivano con passo deciso, come un viaggiatore che porta con sé il profumo della terra rossa e del vento caldo del deserto. Il Karlu Karlu Shiraz Cabernet 2024 appartiene alla seconda categoria: un rosso che non chiede permesso, ma si presenta con un sorriso largo e una personalità che non passa inosservata. È il tipo di bottiglia che apri per curiosità e finisci per raccontare agli amici, perché ha quel mix di immediatezza e carattere che conquista senza fare troppi giri di parole.

Nel calice si mostra con un rosso rubino intenso, quasi impenetrabile, con riflessi violacei che tradiscono la sua giovinezza e la componente Shiraz. La consistenza è piena, avvolgente, con archetti lenti e regolari.

Il naso è un piccolo viaggio: frutti neri maturi (mora, prugna, ribes), una punta speziata di pepe nero, note calde di vaniglia e cacao, un accenno balsamico che rinfresca il quadro. È un bouquet ricco, diretto, molto “New World”, ma senza eccessi stucchevoli.

In bocca è morbido, pieno e generoso. La parte Shiraz porta succosità e spezia, mentre il Cabernet aggiunge struttura e una vena più austera. I tannini sono presenti ma ben levigati, la freschezza bilancia la maturità del frutto, e il finale è lungo, caldo, con ritorni di cioccolato fondente e frutta scura.

Un vino che si lascia bere con piacere, senza complicazioni, ma con una personalità chiara.

Perfetto con: BBQ australiano: carni grigliate, salsicce speziate, costolette glassate, hamburger con cheddar e cipolle caramellate, lasagne o piatti ricchi di sugo, formaggi stagionati a pasta dura. È un rosso che ama la convivialità e i piatti saporiti.

Il Karlu Karlu Shiraz Cabernet 2024 è un vino che fa esattamente ciò che promette: piacere immediato, carattere deciso, e un sorso che racconta l’Australia senza filtri. Non è un vino da meditazione, ma da tavola, da serate allegre, da chiacchiere che si allungano. Un compagno sincero, diretto, e sorprendentemente equilibrato.

By Mario

Voto LDVF: 7

Prezzo: 11 euro

martedì 16 giugno 2026

A Montefalco 2026: storia, vini e memoria alla Tenuta Scacciadiavoli

L’evento “A Montefalco” 2026 prevedeva anche una serie di visite in cantina. Una di quelle che ho scelto di fare è stata alla Tenuta Scacciadiavoli, dove Monica La Torre ha accolto gli invitati.

La visita è iniziata con la descrizione della cantina e degli ambienti: un percorso che è diventato subito anche storico, riportandoci al 1884, quando Ugo Boncompagni Ludovisi, Principe di Piombino, ha fondato qui una delle prime aziende vitivinicole “alla francese” dell’Umbria. Il Principe ha investito un capitale enorme per impiantare 150 ettari di vigneti allevati a guyot, un metodo allora rivoluzionario per un territorio ancora legato alla vite maritata.

Abbiamo camminato tra spazi rimasti sorprendentemente intatti: la struttura centrale, i volumi, l’impianto architettonico. Dal 1954 la tenuta è passata alla famiglia Pambuffetti, oggi alla quarta generazione, che ha custodito questo patrimonio senza snaturarlo.

Abbiamo scoperto i vitigni che definiscono l’identità della cantina – Sagrantino, Sangiovese, Grechetto, Trebbiano Spoletino – coltivati su terreni franco‑argillosi e in un clima mediterraneo sub‑continentale. Dal 2023 l’azienda è entrata in transizione biologica, un passaggio coerente con la filosofia produttiva che ci è stata raccontata durante la visita.

Dopo aver esplorato gli ambienti, siamo arrivati alla parte più sensoriale della giornata: la degustazione. Abbiamo trovato un percorso costruito in collaborazione con gli chef Edoardo e Tommaso del ristorante Fario Osteria di Visso, aperto appena qualche giorno prima, che hanno creato abbinamenti pensati per valorizzare ogni vino.

Abbiamo iniziato con lo Spumante Metodo Classico Pas Dosé, da Trebbiano Spoletino, e con lo Spumante Metodo Classico Brut Rosé, da uve rosse tradizionali del territorio, abbinati al Carpaccio di trota marinata con salsa di farro fermentato, asparagi e yogurt. Sono seguiti il Montefalco Grechetto DOC 2025, il Montefalco Bianco DOC 2025 (Trebbiano Spoletino 50%, Grechetto 30%, Chardonnay 20%), lo Spoleto DOC Trebbiano Spoletino 2025 e lo Spoleto DOC Trebbiano Spoletino Anfora 2024, accompagnati da Insalata di fave, brodo di bucce alla brace e pecorino in due stagionature. Poi è arrivato il momento dei rossi: Montefalco Rosso DOC 2023 e Montefalco Sagrantino DOCG 2022, abbinato al Cannelloncino con genovese di pecora, fondo ristretto, salsa Mornay allo zafferano, midollo ed elicriso. In chiusura, il Montefalco Sagrantino Passito DOCG 2021 con Caprese di crema di ricotta e visciole.

Ho apprezzato come ogni piatto abbia dialogato con il vino corrispondente: la trota ha esaltato la freschezza dei bianchi, la genovese di pecora ha trovato nel Sagrantino un contrappunto ideale, mentre la caprese ha accompagnato con naturalezza la dolcezza del Passito.

La giornata si è conclusa con Monica La Torre che ha presentato il suo libro “Fui ieri a Scacciadiavoli: lettere da una cantina dell’Ottocento”. Un lavoro di ricerca che ha riportato alla luce documenti e corrispondenze dell’epoca, restituendo un quadro vivido della nascita della tenuta.

Un grazie a Monica per aver guidato me e gli altri ospiti in un percorso che non è stato solo enogastronomico ma anche storico e architettonico, alla cantina per i vini proposti e agli chef Edoardo e Tommaso per i piatti preparati.

By Antonello

I vini

·         Spumante Metodo Classico Pas Dosé

  • Spumante Metodo Classico Brut Rosé
  • Montefalco Grechetto DOC 2025
  • Montefalco Bianco DOC 2025
  • Spoleto DOC Trebbiano Spoletino 2025
  • Spoleto DOC Trebbiano Spoletino Anfora 2024
  • Montefalco Rosso DOC 2023
  • Montefalco Sagrantino DOCG 2022
  • Montefalco Sagrantino Passito DOCG 2021

Gli abbinamenti

  • Carpaccio di trota marinata, salsa di farro fermentato, asparagi e yogurt
  • Insalata di fave, brodo di bucce alla brace e pecorino in due stagionature
  • Cannelloncino con genovese di pecora, fondo ristretto, salsa Mornay allo zafferano, midollo ed elicriso
  • Caprese con crema di ricotta e visciole













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