mercoledì 8 luglio 2026

L’Abruzzo del vino incanta Roma: la Wine Experience di Palazzo Ripetta

Il 18 giugno Roma ha ospitato, negli eleganti spazi di Palazzo Ripetta, una Wine Experience dedicata ai vini d’Abruzzo: un appuntamento promosso dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo e pensato per far conoscere e vivere il Cerasuolo d’Abruzzo attraverso un percorso immersivo rivolto a stampa, operatori, creator e appassionati.

La giornata si è aperta con l’incontro” Cerasuolo d’Abruzzo DOC, un vino unico e identitario” moderato dall’attrice e sommelier Francesca Valtorta, che ha spiegato di essere lì non nelle vesti di attrice, ma come sommelier, pronta ad accompagnare il pubblico in un viaggio dentro uno dei vini più rappresentativi della regione. Valtorta ha introdotto il Cerasuolo come rosato da uve Montepulciano, vino identitario del territorio e primo rosato italiano ad aver ottenuto una DOC nel 2010. Ha descritto il suo colore ciliegia, vivo e brillante, diverso dai rosati francesi più scarichi, anticipando una struttura più intensa e incisiva. Questa ricchezza lo ha reso longevo, adatto a essere bevuto tutto l’anno e soprattutto estremamente gastronomico, capace di abbinarsi a carni bianche, rosse, formaggi e persino pesce.

Accanto a lei erano presenti il presidente del Consorzio, Alessandro Nicodemi, il cerimoniere di Stato Alessandro Scorsone e il sommelier del ristorante Mirabella, Fabrizio Colaianni.

Nicodemi ha ricordato che il Cerasuolo è sempre stato parte della tavola abruzzese: nel dopoguerra era considerato il “vino rosso”, mentre il Montepulciano era il “vino nero”, riservato ai pranzi più sostanziosi. Il Cerasuolo, invece, era il vino quotidiano, capace di accompagnare anche piatti semplici come pasta e lenticchie. Ha spiegato che oggi il Cerasuolo incontra il gusto contemporaneo, in un momento di crisi dei rossi molto strutturati. La sua fragranza, ottenuta da una vinificazione in bianco o con contatto minimo con le bucce, risponde alle nuove abitudini di consumo, più veloci e meno rituali. Nicodemi ha illustrato anche la riforma dei disciplinari abruzzesi, che oggi distinguono tre rosati: Terre d’Abruzzo IGT rosato, Abruzzo DOC rosato e Cerasuolo d’Abruzzo DOC, anticipando l’introduzione dell’IC – intensità di colore, parametro scientifico che definirà con precisione l’identità del Cerasuolo.

Scorsone ha raccontato che nelle cerimonie di Stato il rosato non viene servito: i tempi sono stretti, si servono solo due vini e non c’è spazio per spiegare un vino che molti non saprebbero collocare tra bianco e rosso. Ha sottolineato la necessità di diffondere una cultura del rosato e ha invitato a bere con semplicità, a cercare sensazioni e non tecnicismi, ricordando che il vino deve far sorridere e non intimidire. Con la sua ironia ha riportato episodi legati alla degustazione, alla ricerca di sentori improbabili e alla tendenza a complicare il vino oltre il necessario, ribadendo che la vera chiave è la condivisione.

Francesca Valtorta ha poi coinvolto Fabrizio Colaianni, sommelier del ristorante Mirabelle, che ha raccontato come i rosati siano diventati una presenza stabile nelle carte dei vini, non più legata alle mode del momento. Per questo ha ampliato la selezione, includendo rosati da tutta Italia e naturalmente il Cerasuolo. Il Cerasuolo è trasversale negli abbinamenti: dalla chitarra alla teramana al brodetto alla vastese, dalle polpette uova e cacio ai primi piatti della cucina romana come carbonara, amatriciana e cacio e pepe. Colaianni ha descritto il profilo del vino: ciliegia, mora, piccoli frutti rossi, freschezza, complessità e un finale leggermente ammandorlato. Ha spiegato che esistono due “vite” del Cerasuolo: quello giovane, brillante e fresco, e quello evoluto, più scuro e complesso, adatto anche a piatti più strutturati, fino agli arrosticini d’Abruzzo.

Si è parlato anche di vini naturali, del rapporto tra naturale e biologico, della mancanza di un disciplinare e della necessità di un rapporto fiduciario con la cantina. Nicodemi ha osservato come il mondo del vino abbia talvolta “spaventato” i giovani con eccessi di tecnicismi, mentre oggi serve un linguaggio più semplice e diretto.

L’incontro si è chiuso con l’invito a esplorare le sottozone del Cerasuolo Superiore, che raccontano la varietà del territorio abruzzese, incastonato tra Gran Sasso, Maiella e Adriatico.

Terminato il confronto, la giornata è proseguita negli spazi del Ripetta Palace con un walk around tasting che ha riempito saloni e corridoi di calici, conversazioni e incontri con i produttori. Il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo ha portato a Roma una selezione di venti aziende, offrendo una panoramica ampia e rappresentativa delle diverse anime produttive della regione:

Fontefico, Fattoria Nicodemi, Mastrangelo, Buccicatino, Barba, Talamonti, Lidia e Amato, Torre Zambra, Giuseppe Simigliani, Marramiero, Guardiani Farchione, Barone Cornacchia, Agricola Olivia, Citra, Casal Thaulero, Nododivino, Colle Moro, Vini Biagi, Tenuta Terraviva, Tenuta I Fauri.

Il pubblico ha potuto muoversi liberamente tra i banchi, assaggiando bianchi, rossi, bollicine e naturalmente il Cerasuolo d’Abruzzo, protagonista del racconto dei produttori. La degustazione ha offerto un’occasione per osservare da vicino la varietà del territorio, la biodiversità dei vitigni e le diverse interpretazioni stilistiche della regione. Un percorso che ha permesso di cogliere la ricchezza dell’enologia abruzzese.

La giornata si è conclusa nella Corte Giardino del Ripetta Palace trasformata per l’occasione in un salotto elegante dedicato ai profumi, ai colori e alle atmosfere dell’Abruzzo del vino.

 Un sentito ringraziamento al Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, a Francesca Valtorta e ai suoi ospiti — Alessandro Nicodemi, Alessandro Scorsone e Fabrizio Colaianni — per il talk interessante e ricco di spunti, e ad Andrea Amoruso Manzari e Serena Scarpel per la consueta, impeccabile organizzazione.

Antonello e Lola














martedì 7 luglio 2026

“ASPETTANDO CALICI DI STELLE, BRINDA ALLA VITA!”


Sulla costa del Circeo una serata promossa dal Movimento Turismo del Vino e

dalla Fondazione Domenico Cirillo, in collaborazione con Wine in Moderation,

per parlare alle nuove generazioni attraverso giochi sensoriali, osservazioni

astronomiche e condivisione

Un calice condiviso tra genitori e figli, nonni e nipoti, per trasformare un’antica

tradizione familiare in un messaggio contemporaneo di conoscenza, responsabilità,

cura di sé stessi e attenzione verso gli altri.

Nasce con questo obiettivo “Aspettando Calici di Stelle, Brinda alla Vita!”,

l’iniziativa promossa dal Movimento Turismo del Vino e dalla Fondazione

Domenico Cirillo, in collaborazione con Wine in Moderation – Unione Italiana

Vini, in programma mercoledì 8 luglio, dalle ore 18.30 alle 23.00, presso la

Cantina socia del Movimento Turismo del Vino del Lazio, Villa Gianna a

Sabaudia, sulla suggestiva costa del Circeo.

Una serata di festa e condivisione pensata per avvicinare i giovani maggiorenni al

vino in modo semplice, diretto e coinvolgente, raccontandolo non come strumento di

eccesso, ma come espressione di cultura, territorio, convivialità e misura.

L’appuntamento anticipa Calici di Stelle, la manifestazione estiva del Movimento

Turismo del Vino, e sceglie la cantina come luogo ideale di incontro con le nuove

generazioni, per ascoltarne il linguaggio e proporre una formazione sul vino più

attuale, partecipativa e vicina alle loro abitudini.

“Educare i giovani a un rapporto corretto e responsabile con il vino significa

innanzitutto offrire loro strumenti di conoscenza, senza imposizioni e senza lezioni

calate dall’alto -  dichiara Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente del

Movimento Turismo del Vino - Dobbiamo trovare modalità più smart, immediate e

coinvolgenti per raccontare alle nuove generazioni che dietro un calice ci sono

territori, persone, lavoro e cultura. Questa serata nasce proprio per avvicinare i

ragazzi al vino in un’atmosfera festosa e informale, ma allo stesso tempo corretta e

consapevole, favorendo il dialogo tra giovani, famiglie e produttori”.

L’iniziativa recupera simbolicamente una tradizione appartenuta a lungo alle famiglie

italiane: il momento in cui un padre, una madre o un nonno offrivano al giovane

ormai adulto il primo bicchiere di vino, accompagnandolo con racconti e

raccomandazioni. Non un invito al consumo, ma un passaggio di conoscenze e

responsabilità, attraverso il quale il vino entrava nella vita adulta come elemento

della tavola, della cultura familiare e della socialità.

Oggi quel gesto viene reinterpretato in modo inclusivo e contemporaneo, per favorire

il confronto tra generazioni e mostrare che il vino di qualità richiede tempo, curiosità,

attenzione e misura.

“Nel ricordo di mio figlio Domenico, vogliamo promuovere tra i ragazzi una maggiore

consapevolezza e un’educazione comportamentale fondata sulla responsabilità etica

e sociale - afferma Ernesto Maria Cirillo, presidente della Fondazione Domenico

Cirillo - La vera forza della Fondazione è rappresentata proprio dalla grande

partecipazione dei giovani, dagli amici di Domenico e da tutti coloro che hanno

scelto di trasformare il dolore della sua scomparsa in un impegno concreto verso la

comunità. Sono loro a portare avanti questi messaggi, parlando ai propri coetanei

con autenticità e credibilità”.

Una giornata scandita da appuntamenti inediti: la serata inizierà con un Sunset

Welcome che darà inizio al percorso degustazione all’interno della cantina, con la

presenza inoltre di un angolo analcolico presente per l’intera serata. A partire dalle

ore 20.00 inizierà “Vitae”, il format rivolto ai giovani tra i 18 e i 35 anni, nato per

raccontare il vino con il linguaggio delle nuove generazioni. A una degustazione sarà

accompagnata da giochi sensoriali e quiz interattivi sulla scelta del calice e sulle

sfumature olfattive per mostrare che il vino d’eccellenza ha necessità di essere

osservato, ascoltato e assaporato per essere compreso, attraverso un’esperienza

costruita intorno alla scoperta, al confronto e alla partecipazione. Il momento

dell’apertura riguarderà anche gli stand dedicati al food, tra prodotti locali e piatti

tipici, momenti di musica live che accompagneranno tutta la serata e la proiezione di

un video emozionale realizzato dalla cantina per celebrare l’attività della

Fondazione. 

Alle 21.30 sarà il momento di “Generazioni in vigna”, tra passeggiate tra le prime

luci della sera durante le quali si racconterà il lavoro in vigna, i tempi della natura e le

principali fasi della vinificazione, al quale seguirà una degustazione guidata con

diversi abbinamenti per imparare a riconoscere i profumi, le caratteristiche e l’identità

di ogni vitigno. Un’esperienza di apprendimento e complicità dedicata a tutta la

famiglia, pensata per far si che le generazioni più adulte trasmettano il valore del

“saper bere”, mentre i ragazzi condividano il proprio rapporto con il vino e con le

nuove forme di socialità. Al calare della sera sarà il momento

dell'appuntamento “Sotto lo stesso cielo”: in compagnia di un astronomo gli ospiti

potranno osservare le stelle imparando a conoscere le costellazioni e i pianeti visibili,

scoprendo inoltre gli affascinanti racconti e miti che circondano il cosmo,

sottolineando il legame che da secoli unisce il movimento dei corpi celesti, l’uomo e

il ciclo della natura. 

Spazio poi a “Hero of the Night”, uno dei momenti più originali della serata

dedicato a chi sceglierà di non bere per un rientro a casa in sicurezza. Il guidatore

designato riceverà il riconoscimento speciale “Hero of the Night” e sarà celebrato

come il vero protagonista responsabile del gruppo. Non resterà escluso

dall’esperienza, ma potrà seguire un percorso gastronomico dedicato,

accompagnato da proposte analcoliche originali e studiati in abbinamento a prodotti

tipici del territorio.

“Ospitare questo prezioso evento significa aprire le porte della nostra cantina a un

modo nuovo di vivere e raccontare il vino - sottolinea Benedetta Giannini, quarta

generazione di Cantina Villa Gianna - Per me e per la mia famiglia è importante

che i giovani si avvicinino a questo mondo attraverso un’esperienza autentica fatta di

persone, territori ed emozioni condivise, valori che ci legano alla Fondazione e al

Movimento Turismo del Vino e che vogliamo portare avanti con questo percorso per

costruire un approccio sempre più consapevole e maturo con il vino”.

“Aspettando Calici di Stelle, Brinda alla Vita!” lancia anche il Wine Passport, un

piccolo vademecum digitale accessibile semplicemente inquadrando un QR code

all’ingresso, che accompagnerà gli ospiti durante l’esperienza con curiosità e consigli

per una degustazione consapevole. L’appuntamento sarà dunque molto più di una

degustazione: un incontro tra generazioni, un’esperienza culturale e una festa

capace di raccontare il vino come espressione di bellezza, territorio, condivisione e

responsabilità.

INFORMAZIONI UTILI

Aspettando Calici di Stelle, Brinda alla Vita!

8 luglio 2026

Dalle ore 18.30 alle ore 23.00

Cantina ospitante: Cantina Villa Gianna, Str. Petrimerco, 1, 04010 Latina LT

Ticket: 30 euro comprendente 3 degustazioni, ingresso e tutte le attività in

programma

E’ necessaria la prenotazione (WhatsApp: +39 366 341 9266 / +39 348 649 4237) 

___________________________________________________________________

______

La Fondazione Domenico Cirillo è dedicata a Domenico Cirillo, tragicamente

investito a Napoli mentre attraversava la strada un sabato sera da un conducente di

appena 19 anni che sfrecciava a 96 km orari in pieno centro urbano. Domenico

rappresenta i valori positivi della gioventù napoletana: era rappresentante d’Istituto,

giocava nell'Academy del Napoli Basket, amava viaggiare, ascoltare tantissima

musica, ballare, era di un’allegria contagiosa! La Fondazione nasce attorno alle

centinaia di giovani, amici di Domenico, che si sono raccolti attorno alla sua famiglia.

L’intenzione della Fondazione è quella di preservare l’amore, l’esempio e i valori che

Domenico ha profuso nonostante la sua giovane età, per trasformare il dolore della

sua scomparsa in un messaggio di speranza, alimentando progetti di amore per la

comunità. I giovani sono i pilastri della Fondazione Domenico Cirillo, sono loro che

promuovono iniziative di valore sociale, culturale, civico e sportivo.

MOVIMENTO TURISMO DEL VINO. L'Associazione Movimento Turismo del Vino è

un ente non profit ed annovera oltre 700 tra le più prestigiose cantine d'Italia,

selezionate sulla base di specifici requisiti, primo fra tutti quello della qualità

dell'accoglienza enoturistica. Obiettivo dell’associazione è promuovere la cultura del

vino attraverso le visite nei luoghi di produzione. Ai turisti del vino il Movimento vuole

da una parte far conoscere più da vicino l’attività e i prodotti delle cantine aderenti,

dall’altra offrire un esempio di come si può fare impresa nel rispetto delle tradizioni,

della salvaguardia dell'ambiente e dell'agricoltura di qualità. Il Movimento Turismo

del Vino, nato nel 1993 da un'intuizione dei Donatella Cinelli Colombini, negli anni si

è fatto catalizzatore di formazione e promozione dell’enoturismo, anche attraverso

format vincenti come Cantine Aperte, Calici di Stelle ed altre attività. Dal 2024 il

Movimento è socio fondatore del Centro di ricerca CESEO.

L’Abruzzo del vino incanta Roma: la Wine Experience di Palazzo Ripetta

Il 18 giugno Roma ha ospitato, negli eleganti spazi di Palazzo Ripetta , una Wine Experience dedicata ai vini d’Abruzzo : un appuntamento p...