domenica 19 luglio 2026

Go Wine porta a Roma le bollicine italiane e il Moscato Wine Festival

Mercoledì 1 luglio si è svolta a Roma, presso la Sala Artemide dell’Hotel Diana, a pochi passi da Termini, una serata organizzata da Go Wine dedicata alle bollicine italiane e al mondo del moscato. L’incontro ha proposto un percorso di degustazione costruito su due filoni principali. Il primo ha offerto un vero giro d’Italia delle bollicine, con una selezione di spumanti provenienti da diverse regioni e prodotti sia con metodo classico sia con metodo charmat. Accanto ai territori storicamente vocati, sono stati presentati anche vini che valorizzano vitigni locali attraverso interpretazioni frizzanti e spumanti: un panorama vario, che ha mostrato quanto l’Italia sappia essere creativa quando si parla di bollicine. Il secondo tema della serata è stato il Moscato Wine Festival in tour, che nel 2026 ha raggiunto la sua 25ª edizione. In degustazione sono stati proposti oltre venti vini: dal Moscato d’Asti alle molte espressioni del vitigno coltivate in diverse regioni italiane. Le versioni hanno spaziato dal secco allo spumante, fino ai passiti, offrendo un quadro completo della versatilità aromatica del moscato e delle sue interpretazioni territoriali.

Tra le etichette che mi hanno colpito durante la serata, segnalo innanzitutto Villa Franciacorta, presente con due spumanti. Il primo è Emozione, brut millesimato 2020, un blend di Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco affinato 36 mesi sui lieviti: nel calice si è mostrato giallo paglierino, con profumi fini e un sorso equilibrato, dove struttura e freschezza si incontrano con naturalezza. Accanto a questo, il Bokè, rosato brut da Pinot Nero in purezza, sempre 36 mesi sui lieviti, ha offerto una bollicina elegante e una beva delicata, giocata su note floreali e una piacevole armonia complessiva. Dal Trentino era presente De Tarczal con il Trento Doc Extra Brut 2021, Chardonnay in purezza. Dopo la seconda fermentazione e un lungo affinamento di almeno quattro anni sui lieviti, il vino si è presentato giallo paglierino, con perlage fine. Al naso è risultato fruttato e fragrante, mentre al palato ha mostrato un profilo secco, sapido e vivace, con una chiusura fine e armonica.

Il percorso è poi proseguito in Puglia con D’Araprì, storica realtà che si dedica esclusivamente alla produzione di spumanti metodo classico. Il nome dell’azienda nasce dalle iniziali dei tre fondatori: D’Amico, Rapini e Priore. Due le etichette in degustazione. Il Brut Millesimato RN 2020, da Bombino Bianco e affinato almeno 36 mesi sui lieviti, si è mostrato dorato chiaro, con perlage sottile. Il naso ha offerto note di pasticceria, ananas, banana e vaniglia, mentre il sorso è apparso pieno, complesso e dinamico, con una persistenza che racconta bene lo stile della casa. Il Rosé Brut, da Montepulciano e Pinot Nero, con almeno 24 mesi sui lieviti, ha mostrato un colore salmone rosato con riflessi porpora e oro. Al naso è risultato fresco e floreale, con richiami di pane e tostatura. In bocca è vivace e avvolgente, secco ma rotondo, sapido e persistente, con una bollicina finissima.

Per la parte dedicata ai moscati, G.D. Vajra ha presentato il Moscato d’Asti 2025, annata di rese basse ma di grande qualità. Il bouquet ha offerto pera, albicocca, fiori d’arancio e miele d’acacia. Il sorso è stato cremoso ed elegante, vivace, con dolcezza fine e acidità brillante, e un finale pulito e persistente. La cantina Caudrina ha portato La Galeisa 2025, con uve raccolte a mano: al naso si è aperta su pesche e albicocca, mentre al palato ha mostrato un buon equilibrio tra acidità e residuo zuccherino, con una beva piacevole e tipica del vitigno. Accanto a questa, lo Spumante d’Asti DOCG La Selvatica ha completato un quadro aromatico ricco e variegato, fedele alla natura espressiva del moscato.

Un grazie a Go Wine per aver proposto una serata ricca di spunti e di assaggi, capace di raccontare territori diversi con una selezione attenta e ben costruita. Un appuntamento che ha permesso di scoprire nuove etichette e di ritrovare stili familiari, in un clima piacevole e partecipato.

Antonello









mercoledì 15 luglio 2026

Coniglio all’Ischitana – Il sapore autentico dell’isola nel piatto

Ischia non è solo mare e tramonti: è anche profumo di basilico, pomodoro e vino bianco che sfrigola in padella. Il coniglio all’ischitana è una delle ricette più rappresentative dell’isola, nata dalla tradizione contadina e diventata un simbolo della cucina mediterranea. Un piatto rustico e profumato, dove la carne tenera del coniglio si sposa con il pomodoro e le erbe aromatiche, creando un sugo irresistibile che — come vuole la tradizione — si usa anche per condire i bucatini. Un piatto che sa di casa, di domenica e di sole.

Ingredienti per 4 persone:

1 coniglio da circa 1,5 kg

200 g di polpa di pomodoro

Basilico fresco q.b.

1 litro di vino bianco secco

Olio extravergine d’oliva q.b.

1 peperoncino fresco

Sale e pepe q.b.

2 spicchi d’aglio

Procedimento:

Tagliate il coniglio a pezzi, lavatelo con il vino bianco e asciugatelo con carta assorbente. Questo passaggio serve a eliminare eventuali residui e a rendere la carne più delicata.

In un tegame capiente, fate imbiondire aglio e peperoncino interi in un filo d’olio extravergine. Aggiungete i pezzi di coniglio e fateli rosolare bene su tutti i lati fino a ottenere una doratura uniforme.

Sfumate con un po’ di vino bianco, lasciate evaporare e unite la polpa di pomodoro. Cuocete a fuoco medio per circa 15 minuti, poi abbassate la fiamma e proseguite la cottura per altri 10 minuti, controllando che la carne resti morbida e succosa.

Aggiungete il basilico spezzettato, mescolate e lasciate riposare qualche minuto prima di servire.

Il sugo del coniglio è talmente buono che a Ischia lo si usa per condire la pasta, in particolare i bucatini. Un piatto unico che racchiude tutto il gusto e la semplicità della cucina mediterranea.

By Mario

Go Wine porta a Roma le bollicine italiane e il Moscato Wine Festival

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