All’interno della 4ª edizione di ViniAmo, organizzata da Stefano Minelli, si è svolta la masterclass “L’Anima del Vulcano: viaggio tra i vini dell’Etna”. Un appuntamento dedicato all’Etna, alla sua energia e alla sua identità: un percorso tra suoli lavici, altitudini estreme e microclimi che rendono questo vulcano uno dei territori vitivinicoli più affascinanti d’Europa.
La masterclass, realizzata in collaborazione con il Consorzio
Tutela Vini Etna DOC, è stata curata da Roberta
Marchese Ragona e condotta dal Dott.
Maurizio Lunetta, direttore del Consorzio. L’Etna — il vulcano attivo
più alto d’Europa — domina la Sicilia orientale e modella una viticoltura
eroica, fatta di contrasti e di una forte identità. L’Etna DOC, istituita nel
1968 come prima DOC siciliana, è oggi una delle denominazioni italiane più
apprezzate nel mondo.
Il territorio vulcanico offre suoli stratificati, versanti
diversi e microclimi unici. Ne nascono vini mai omologati, ricchi di tensione
minerale e personalità: una vera “isola nell’isola”.
La degustazione ha proposto quattro Etna Bianco, quattro
Etna Rosso e una sorpresa finale dedicata alla forza del vulcano. Accanto ai
vini, un momento speciale è stato dedicato al Parmigiano Reggiano,
grazie alla presenza di Alessandro Stocchi del
Consorzio Parmigiano Reggiano, che ha guidato un piccolo viaggio
sensoriale attraverso due stagionature, di cui una di 90 mesi, mostrando come
il tempo trasformi aromi e consistenze. Un dialogo con i vini dell’Etna, che ha
arricchito la serata.
Il percorso è iniziato in modo insolito con i rossi. Il Ninù
2022 di Tenuta Foti Randazzese, versante Sud, Nerello Mascalese in
purezza, intenso, con note leggere di frutto rosso e pietra focaia. L’Etna
Rosso 2021 di Massimo Lentsch, versante Nord, ancora Nerello
Mascalese, si è presentato più fine ed elegante, con piccoli frutti e un tocco
speziato. Il Filici 2018, versante Nord Est, di Nicola Gumina,
sempre da Nerello Mascalese, ha offerto sentori di ciliegia sotto spirito e un
finale sapido.
Si è poi passati ai bianchi. L’Etna Doc 2023 di Terre
Normanne, Carricante in purezza, paglierino, è risultato fresco e diretto,
con richiami agrumati e ginestra. L’ Etna Bianco 2022 di Giovinco,
da Carricante 60% e Catarratto 40%, con profumi di fiori bianchi e pietra
focaia, con un gusto minerale ed equilibrato. Il Filici 2021 di Nicola
Gumina, dorato, da Carricante e Catarratto, ha mostrato un profilo più
ricco, floreale e fruttato e sentori di idrocarburi, con buona struttura. Il Salisire
2018 di Vivera, Carricante, dorato, ha unito note agrumate e
balsamiche a una vena sulfurea, con un sorso fresco e molto sapido.
Il finale è stato dedicato alle bollicine. Il Mon Pit
Brut 2018 di Cantine Russo, da Carricante e Catarratto, 36 mesi sui
lievitim ha offerto una bolla fine e un profilo fresco e minerale. La sorpresa
conclusiva, il Gambino Extra Brut 2018 a prevalenza di Nerello
Mascalese, affinato 55 mesi sui lieviti, ha chiuso la serata con eleganza e
profondità.
Una masterclass intensa, ricca di contenuti e di emozioni.
Ogni vino ha portato con sé un frammento di Etna arricchito dal confronto con
il Parmigiano Reggiano, e i racconti di Roberta
Ragona, del Dott.Lunetta e di Alessandro Stocchi hanno reso questo viaggio
ancora più coinvolgente.
Un grazie speciale a Roberta
per l’organizzazione, la passione e la capacità di trasformare una degustazione
in un’esperienza autentica.
By Antonello










