mercoledì 15 aprile 2026

ViniAmo 2026: l’Etna raccontato attraverso i suoi vini

All’interno della 4ª edizione di ViniAmo, organizzata da Stefano Minelli, si è svolta la masterclass “L’Anima del Vulcano: viaggio tra i vini dell’Etna”. Un appuntamento dedicato all’Etna, alla sua energia e alla sua identità: un percorso tra suoli lavici, altitudini estreme e microclimi che rendono questo vulcano uno dei territori vitivinicoli più affascinanti d’Europa.

La masterclass, realizzata in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini Etna DOC, è stata curata da Roberta Marchese Ragona e condotta dal Dott. Maurizio Lunetta, direttore del Consorzio. L’Etna — il vulcano attivo più alto d’Europa — domina la Sicilia orientale e modella una viticoltura eroica, fatta di contrasti e di una forte identità. L’Etna DOC, istituita nel 1968 come prima DOC siciliana, è oggi una delle denominazioni italiane più apprezzate nel mondo.

Il territorio vulcanico offre suoli stratificati, versanti diversi e microclimi unici. Ne nascono vini mai omologati, ricchi di tensione minerale e personalità: una vera isola nell’isola”.

La degustazione ha proposto quattro Etna Bianco, quattro Etna Rosso e una sorpresa finale dedicata alla forza del vulcano. Accanto ai vini, un momento speciale è stato dedicato al Parmigiano Reggiano, grazie alla presenza di Alessandro Stocchi del Consorzio Parmigiano Reggiano, che ha guidato un piccolo viaggio sensoriale attraverso due stagionature, di cui una di 90 mesi, mostrando come il tempo trasformi aromi e consistenze. Un dialogo con i vini dell’Etna, che ha arricchito la serata.

Il percorso è iniziato in modo insolito con i rossi. Il Ninù 2022 di Tenuta Foti Randazzese, versante Sud, Nerello Mascalese in purezza, intenso, con note leggere di frutto rosso e pietra focaia. L’Etna Rosso 2021 di Massimo Lentsch, versante Nord, ancora Nerello Mascalese, si è presentato più fine ed elegante, con piccoli frutti e un tocco speziato. Il Filici 2018, versante Nord Est, di Nicola Gumina, sempre da Nerello Mascalese, ha offerto sentori di ciliegia sotto spirito e un finale sapido.

Si è poi passati ai bianchi. L’Etna Doc 2023 di Terre Normanne, Carricante in purezza, paglierino, è risultato fresco e diretto, con richiami agrumati e ginestra. L’ Etna Bianco 2022 di Giovinco, da Carricante 60% e Catarratto 40%, con profumi di fiori bianchi e pietra focaia, con un gusto minerale ed equilibrato. Il Filici 2021 di Nicola Gumina, dorato, da Carricante e Catarratto, ha mostrato un profilo più ricco, floreale e fruttato e sentori di idrocarburi, con buona struttura. Il Salisire 2018 di Vivera, Carricante, dorato, ha unito note agrumate e balsamiche a una vena sulfurea, con un sorso fresco e molto sapido.

Il finale è stato dedicato alle bollicine. Il Mon Pit Brut 2018 di Cantine Russo, da Carricante e Catarratto, 36 mesi sui lievitim ha offerto una bolla fine e un profilo fresco e minerale. La sorpresa conclusiva, il Gambino Extra Brut 2018 a prevalenza di Nerello Mascalese, affinato 55 mesi sui lieviti, ha chiuso la serata con eleganza e profondità.

Una masterclass intensa, ricca di contenuti e di emozioni. Ogni vino ha portato con sé un frammento di Etna arricchito dal confronto con il Parmigiano Reggiano, e i racconti di Roberta Ragona, del Dott.Lunetta e di Alessandro Stocchi hanno reso questo viaggio ancora più coinvolgente.

Un grazie speciale a Roberta per l’organizzazione, la passione e la capacità di trasformare una degustazione in un’esperienza autentica.

By Antonello







venerdì 10 aprile 2026

ViniAmo 2026: un viaggio tra Chablis, Loira e Parmigiano Reggiano

Presso l’Hotel Cristoforo Colombo si è svolta la 4ª edizione di ViniAmo, organizzata da Stefano Minelli. La serata ha ospitato la masterclass “Un viaggio con Chardonnay e Cabernet Franc”, un percorso tra Borgogna e Valle della Loira. Sei vini, due produttori, due territori molto diversi messi a confronto. A presentare l’evento è stato Marco Recupero di Goudron Wine Selections che, nonostante qualche problema di voce, è riuscito a raccontare con chiarezza le caratteristiche dei due territori.

La prima parte della serata è stata dedicata ai Premier Cru di Emmanuelle Fourrey, piccola realtà familiare di Chablis. Il Les Fourneaux 2023, cristallino, dorato con riflessi paglierini, ha aperto il percorso con note di vaniglia e fiori bianchi, sempre sostenute dalla tipica salinità del territorio. Il Clos de Léchet 2024 ha mostrato una freschezza tesa e minerale, sentori di ananas e vaniglia, con una sapidità più marcata, mentre il Mont de Milieu 2023 si è presentato con un dorato caldo, una struttura avvolgente, complessità, profondità aromatica e una sapidità lunga e persistente.

Dallo Chablis ci siamo spostati nella Loira, con una verticale affascinante firmata Clotilde Legrand. Il Les Rogelins 2011, affinato in botti di rovere, ha mostrato un colore carminio con riflessi rubino, sentori di ciliegia e aromi profondi. Il Les Terrages 2004 è stato forse il più sorprendente: un Cabernet Franc che, con i suoi profumi di sottobosco e spezie, conserva energia e complessità nonostante gli anni. Il Saumur-Champigny La Chaintrée 2015 ha offerto un equilibrio molto bello tra frutto e note più evolute.

Al termine, Alessandro Stocchi del Consorzio Parmigiano Reggiano ha guidato una degustazione di due diverse stagionature, una di 30 mesi e una di 70 mesi, spiegando come cambiano colori, aromi e struttura di questa eccellenza italiana, proponendo anche un interessante abbinamento con i vini in assaggio. La prima, dal paglierino tenue, ha mostrato sentori di burro fuso e leggere note vegetali; la seconda, più intensa nel colore, ha offerto frutta secca marcata e il caratteristico “asse di magazzino”, la nota che richiama la tavola di legno su cui il Parmigiano Reggiano riposa durante la stagionatura. Interessante anche il confronto tra Parmigiano Reggiano e vini in degustazione: personalmente ho preferito l’abbinamento con i bianchi, in particolare con il Mont de Milieu 2023.

È stata una masterclass semplice nella forma ma ricca nei contenuti. Ogni vino ha portato con sé un pezzo di territorio e di storia, e il confronto tra Chablis e Loira ha reso il percorso ancora più interessante. Una serata che ricorda quanto il vino sappia raccontare quando gli si lascia spazio.

Un ringraziamento speciale a Stefano Minelli per l’organizzazione, a Marco Recupero per la conduzione, ai produttori Emmanuelle Fourrey e Clotilde Legrand per i vini condivisi, e ad Alessandro Stocchi e al Consorzio Parmigiano Reggiano per l’approfondimento finale che ha arricchito ulteriormente l’esperienza.

By Antonello






ViniAmo 2026: l’Etna raccontato attraverso i suoi vini

All’interno della 4ª edizione di ViniAmo , organizzata da Stefano Minelli , si è svolta la masterclass “L’Anima del Vulcano: viaggio tra i v...