Negli spazi del WEGIL di Trastevere si è svolta la seconda edizione di Derthona a Roma, appuntamento organizzato dal Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi in collaborazione con Vinòforum. Al centro della mattinata la masterclass "Il Derthona a Roma: un confronto sull'annata 2024 con uno dei migliori bianchi italiani", guidata da Fabio Turchetti.
Ad aprire i lavori è stato Giampaolo
Repetto, presidente del Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi,
che ha illustrato l'evoluzione della denominazione. Repetto ha ricordato come
il nome Derthona identifichi sempre più chiaramente il Timorasso e come il
disciplinare stia evolvendo con l'introduzione del Piccolo Derthona e del
Derthona Riserva.
Un'annata difficile che ha messo alla prova il Timorasso
Particolare attenzione è stata dedicata all'annata 2024, tra
le più complesse degli ultimi anni a causa delle abbondanti precipitazioni e
della forte pressione delle malattie fungine. Attraverso i vini in degustazione
e gli interventi dei produttori sono emerse le difficoltà della vendemmia, che
ha richiesto una gestione particolarmente attenta del vigneto e una rigorosa
selezione delle uve.
Nel corso del confronto è stato sottolineato come la qualità
sia stata preservata anche a costo di ridurre le quantità, confermando il ruolo
decisivo del lavoro in vigneto e della selezione delle uve. Le testimonianze
dei produttori hanno mostrato approcci differenti ma accomunati dall'obiettivo
di affrontare le criticità climatiche senza compromettere l'identità del
Timorasso.
Il Timorasso tra memoria e futuro
Con il susseguirsi dei calici, il confronto si è allargato a
una riflessione più ampia sull'evoluzione del Timorasso. Tra gli interventi più
attesi c'è stato quello di Walter Massa,
protagonista della riscoperta del vitigno, che ha ricordato come la scelta di
puntare sul Timorasso sia nata dalla volontà di valorizzare la storia e
l'identità dei Colli Tortonesi e dei loro vitigni autoctoni.
Nel suo racconto è emerso il valore della continuità con le
generazioni precedenti e l'importanza di preservare quei vitigni che, come ha
sottolineato, "parlano in dialetto", capaci cioè di esprimere
un'identità territoriale precisa senza inseguire modelli esterni o mode del
momento. Un percorso che negli anni ha portato il Derthona a diventare uno dei
simboli della rinascita enologica dei Colli Tortonesi.
Nelle battute finali dell'incontro è tornato anche il tema
della capacità del Timorasso di evolvere nel tempo senza perdere identità. Massa ha ricordato come proprio l'osservazione
delle prime annate abbia portato a comprendere il potenziale evolutivo del
vitigno e alla scelta di prevedere affinamenti più lunghi rispetto a quelli
normalmente riservati ai bianchi italiani.
Con il suo consueto stile diretto, il produttore ha infine
contrapposto la fretta alla pazienza richiesta dalla natura, riportando al
centro uno dei messaggi emersi durante la masterclass: il tempo resta uno
degli ingredienti fondamentali del Derthona.
Tra eredità e futuro: il ruolo di Derthona Giovani
Accanto al racconto di chi ha contribuito alla rinascita del
Timorasso, è emerso anche il ruolo delle nuove generazioni. Con Derthona
Giovani, rappresentata durante l'incontro da Francesco
Boveri, i Colli Tortonesi guardano al futuro senza rinunciare alle
proprie radici.
Nata da un primo incontro tra giovani produttori e operatori
del territorio nel giugno 2022 e costituitasi ufficialmente nel 2023,
l'associazione riunisce oggi circa cinquanta ragazzi accomunati dalla volontà
di creare nuove occasioni di confronto e collaborazione attorno al mondo del
Derthona e dei Colli Tortonesi.
Nel corso dell'incontro è stato sottolineato come
l'obiettivo non sia soltanto quello di promuovere il vino, ma di valorizzare il
territorio nel suo insieme attraverso iniziative capaci di mettere in relazione
produttori, appassionati e comunità locale. Degustazioni, momenti di
aggregazione ed eventi diventano così strumenti per raccontare non solo il
Timorasso, ma anche il patrimonio fatto di paesaggio, gastronomia, agricoltura
e cultura che caratterizza i Colli Tortonesi.
Il confronto ha toccato anche il rapporto tra le nuove
generazioni e il vino. È stata riconosciuta una maggiore distanza rispetto al
passato, ma proprio per questo è emersa la necessità di costruire occasioni di
incontro più immediate e partecipate, capaci di avvicinare i giovani a un
patrimonio che appartiene al territorio prima ancora che al settore
vitivinicolo.
Alla base del progetto ci sono quattro concetti che ne
guidano l'attività: aggregazione, per favorire il dialogo tra le realtà
locali; valorizzazione, con l'obiettivo di mantenere il territorio al
centro di ogni iniziativa; comunicazione, attraverso un linguaggio
moderno e accessibile; e cultura, intesa come capacità di custodire le
tradizioni aprendosi al tempo stesso all'innovazione.
Un territorio che continua a crescere
Uno dei temi emersi con maggiore forza durante la
masterclass è stato il legame tra il Derthona e il territorio che lo esprime. Luigi Boveri ha ricordato come molte aziende
lavorino su vigneti distribuiti in punti diversi dei Colli Tortonesi, con
parcelle spesso distanti tra loro e dalla cantina. Una frammentazione che può
complicare il lavoro, soprattutto durante la vendemmia, ma che allo stesso
tempo rappresenta una ricchezza grazie alla presenza di suoli, esposizioni e
microambienti differenti.
Proprio questa varietà di terroir contribuisce a rendere
ogni Derthona un'interpretazione unica del Timorasso. Pur partendo dallo stesso
vitigno, le differenze tra terreni e condizioni pedoclimatiche permettono
infatti di ottenere vini capaci di esprimere sfumature differenti senza perdere
la propria identità.
Le testimonianze dei produttori hanno mostrato come i Colli
Tortonesi continuino ad attrarre nuove energie e nuovi investimenti. Accanto
alle aziende storiche sono emerse realtà approdate più recentemente nei Colli
Tortonesi e produttori provenienti da altre esperienze viticole, accomunati
dalla scelta di confrontarsi con il Timorasso e con le sue potenzialità
evolutive.
Derthona e gastronomia: il racconto di un territorio
Il racconto del Derthona si è intrecciato anche con quello
delle eccellenze gastronomiche del territorio. Particolare attenzione è stata
dedicata al rapporto con il tartufo bianco, tema al centro dell'iniziativa
"Derthona and Truffle".
Accanto al vino sono stati ricordati anche il Montebore,
il Salame Nobile del Giarolo e la pesca di Volpedo, prodotti simbolo
della cultura agricola locale.
Un intreccio tra vino, gastronomia e territorio che ha
contribuito a definire il senso più ampio dell'incontro romano.
Un ragionamento che, in fondo, ha riassunto il significato dell'intera giornata: il Derthona come espressione dell'incontro tra un vitigno recuperato, un territorio riscoperto e una comunità di produttori che continua a lavorare per valorizzarne l'identità e il potenziale evolutivo.
Ringraziamenti
Grazie al Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi e a Vinòforum
per l'ospitalità e per aver reso possibile questa giornata di approfondimento.
Un ringraziamento particolare va ai produttori e a tutti coloro che hanno
condiviso storie, idee e prospettive, offrendo un racconto autentico del
Derthona, dei Colli Tortonesi e delle persone che ogni giorno ne custodiscono e
valorizzano il patrimonio.
Antonello








