L’evento “A Montefalco” 2026 prevedeva anche una serie di visite in cantina. Una di quelle che ho scelto di fare è stata alla Tenuta Scacciadiavoli, dove Monica La Torre ha accolto gli invitati.
La visita è iniziata con la descrizione della cantina e
degli ambienti: un percorso che è diventato subito anche storico, riportandoci
al 1884, quando Ugo Boncompagni Ludovisi, Principe di Piombino, ha fondato qui
una delle prime aziende vitivinicole “alla francese” dell’Umbria. Il Principe
ha investito un capitale enorme per impiantare 150 ettari di vigneti allevati a
guyot, un metodo allora rivoluzionario per un territorio ancora legato alla
vite maritata.
Abbiamo camminato tra spazi rimasti sorprendentemente
intatti: la struttura centrale, i volumi, l’impianto architettonico. Dal 1954
la tenuta è passata alla famiglia Pambuffetti, oggi alla quarta generazione,
che ha custodito questo patrimonio senza snaturarlo.
Abbiamo scoperto i vitigni che definiscono l’identità della
cantina – Sagrantino, Sangiovese, Grechetto, Trebbiano Spoletino – coltivati su
terreni franco‑argillosi e in un clima mediterraneo sub‑continentale. Dal 2023
l’azienda è entrata in transizione biologica, un passaggio coerente con la
filosofia produttiva che ci è stata raccontata durante la visita.
Dopo aver esplorato gli ambienti, siamo arrivati alla parte
più sensoriale della giornata: la degustazione. Abbiamo trovato un
percorso costruito in collaborazione con gli chef Edoardo e Tommaso del ristorante Fario Osteria
di Visso, aperto appena qualche giorno prima, che hanno creato abbinamenti
pensati per valorizzare ogni vino.
Abbiamo iniziato con lo Spumante Metodo Classico Pas Dosé,
da Trebbiano Spoletino, e con lo Spumante Metodo Classico Brut Rosé, da
uve rosse tradizionali del territorio, abbinati al Carpaccio di trota
marinata con salsa di farro fermentato, asparagi e yogurt. Sono seguiti il Montefalco
Grechetto DOC 2025, il Montefalco Bianco DOC 2025 (Trebbiano
Spoletino 50%, Grechetto 30%, Chardonnay 20%), lo Spoleto DOC Trebbiano
Spoletino 2025 e lo Spoleto DOC Trebbiano Spoletino Anfora 2024,
accompagnati da Insalata di fave, brodo di bucce alla brace e pecorino
in due stagionature. Poi è arrivato il momento dei rossi: Montefalco Rosso
DOC 2023 e Montefalco Sagrantino DOCG 2022, abbinato al Cannelloncino
con genovese di pecora, fondo ristretto, salsa Mornay allo zafferano,
midollo ed elicriso. In chiusura, il Montefalco Sagrantino Passito DOCG 2021
con Caprese di crema di ricotta e visciole.
Ho apprezzato come ogni piatto abbia dialogato con il vino
corrispondente: la trota ha esaltato la freschezza dei bianchi, la genovese di
pecora ha trovato nel Sagrantino un contrappunto ideale, mentre la caprese ha
accompagnato con naturalezza la dolcezza del Passito.
La giornata si è conclusa con Monica
La Torre che ha presentato il suo libro “Fui ieri a Scacciadiavoli:
lettere da una cantina dell’Ottocento”. Un lavoro di ricerca che ha
riportato alla luce documenti e corrispondenze dell’epoca, restituendo un
quadro vivido della nascita della tenuta.
Un grazie a Monica per
aver guidato me e gli altri ospiti in un percorso che non è stato solo
enogastronomico ma anche storico e architettonico, alla cantina per i vini
proposti e agli chef Edoardo e Tommaso per i
piatti preparati.
By Antonello
I vini
·
Spumante Metodo Classico Pas Dosé
- Spumante
Metodo Classico Brut Rosé
- Montefalco
Grechetto DOC 2025
- Montefalco
Bianco DOC 2025
- Spoleto
DOC Trebbiano Spoletino 2025
- Spoleto
DOC Trebbiano Spoletino Anfora 2024
- Montefalco
Rosso DOC 2023
- Montefalco
Sagrantino DOCG 2022
- Montefalco
Sagrantino Passito DOCG 2021
Gli abbinamenti
- Carpaccio
di trota marinata, salsa di farro fermentato, asparagi e yogurt
- Insalata
di fave, brodo di bucce alla brace e pecorino in due stagionature
- Cannelloncino
con genovese di pecora, fondo ristretto, salsa Mornay allo zafferano,
midollo ed elicriso
- Caprese
con crema di ricotta e visciole












