martedì 21 aprile 2026

Melanzana a Scarpone con Pomodoro, Burrata e Acciughe

Oggi porto sul blog un piatto che profuma di Mediterraneo e che riesce sempre a sorprendermi per la sua semplicità elegante. Una melanzana che diventa scrigno, un ripieno che sa di estate, e quella burrata che si scioglie appena incontra il calore del pomodoro. Le acciughe? Il colpo di scena che non ti aspetti ma che rende tutto irresistibile.

La melanzana a scarpone è un classico della tradizione napoletana, ma questa versione è più fresca, più cremosa, più “da tavola della domenica”. È uno di quei piatti che non hanno bisogno di presentazioni elaborate: arrivano in tavola e fanno tutto da soli. Perfetto come antipasto ricco, come piatto unico leggero o come protagonista di una cena estiva.

Ingredienti

2 melanzane grandi

250 g di pomodorini maturi

1 burrata da 200 g

6 filetti di acciughe sott’olio

1 spicchio d’aglio

Olio extravergine d’oliva

Sale qb

Pepe qb

Basilico fresco qb

Procedimento:

Taglia le melanzane a metà nel senso della lunghezza e incidi la polpa con un coltello. Condisci con olio, sale e pepe.

Inforna a 190°C per circa 35–40 minuti, finché la polpa non sarà morbida.

Nel frattempo, in una padella, scalda un filo d’olio con l’aglio. Aggiungi i pomodorini tagliati a metà e lasciali cuocere finché non diventano morbidi e succosi.

Quando le melanzane sono pronte, scava leggermente la polpa e mescolala ai pomodorini.

Aggiungi i filetti di acciughe spezzettati e mescola finché non si sciolgono nel condimento.

Riempì le melanzane con il composto caldo.

Completa con la burrata stracciata, un filo d’olio e foglie di basilico fresco.

Un piatto semplice, pieno di carattere e perfetto per chi ama i sapori mediterranei senza complicazioni.

By Mario

Le Donne del Vino del Lazio, con ABC della Degustazione, protagoniste della masterclass finale di ViniAmo

La manifestazione ViniAmo 2026 si è conclusa con la masterclass “L’ABC della Degustazione con Le Donne del Vino del Lazio”, un appuntamento pensato per chiudere l’evento con uno sguardo aperto, curioso e rivolto al futuro. La sessione è stata curata da Alessandra Massimi, di ABC della Degustazione, insieme a Sara Costantini, Vice Delegata Lazio dell’Associazione Le Donne del Vino, con la partecipazione di Serena Scarpel, Delegata Lazio dell’Associazione Le Donne del Vino, che ha contribuito a raccontare il valore del progetto e il ruolo delle donne nel mondo del vino. È stato un incontro dedicato alla scoperta di realtà laziali in cui le donne sono protagoniste assolute.

A rappresentare la ricchezza del Lazio sono state coinvolte alcune cantine simbolo della regione: Vigneti Jacobini, Azienda Agricola Torre dei Falchi, Villa Simone, Vini Valle Marina, Eredi dei Papi e Casale Lucino. Ognuna ha portato un frammento del proprio territorio, della propria storia e della propria identità produttiva.

La degustazione si è aperta con il Procanico in purezza di Vigneti Jacobini, presentato da Nina Farrel: un bianco fresco, minerale e sapido, con note leggere di agrumi e fiori bianchi. È seguito lo Schietto di Eredi dei Papi, raccontato da Chiara Iacoponi, un Grechetto dal profilo più morbido, con sentori di frutta matura e una piacevole rotondità. A chiudere la parte dei bianchi è arrivato Apà di Torre dei Falchi, presentato da Martina Fianco: un blend di Malvasia e varietà autoctone, aromatico e delicato, con richiami di erbe e frutta gialla.

Il passaggio ai rossi ha portato in sala il Lampione di Vini Valle Marina, presentato da Marina Boccia, un Moscato di Terracina vinificato in rosso, profumato e immediato, con note di frutti rossi e un sorso morbido. Da Olevano Romano è arrivato il Cesanese Red Light di Casale Lucino, presentato da Alessandra Ceracchi: rubino brillante, profumi intensi di frutti rossi e spezie come liquirizia e zenzero, con una bocca strutturata e tannini vellutati. A chiudere la degustazione è stato La Torraccia di Villa Simone, raccontato da Sara Costantini: un Cesanese con altre varietà, affinato in barrique per sei mesi. Colore violaceo intenso, profumi di frutti neri e confettura, un sorso pieno, lungo, con tannini vigorosi ma morbidi.

Ogni vino ha raccontato il territorio e il vitigno con autenticità, che mostra quanto il Lazio sappia essere vario e sorprendente quando a guidarlo sono donne competenti e appassionate. Una masterclass che ha lasciato spunti interessanti, curiosità e la sensazione di un movimento in crescita, fatto di energia e professionalità.

Ringrazio Alessandra per l’opportunità di partecipare a questo incontro così ricco e istruttivo, capace di unire storie, territori e persone in un’unica esperienza.

By Antonello






Melanzana a Scarpone con Pomodoro, Burrata e Acciughe

Oggi porto sul blog un piatto che profuma di Mediterraneo e che riesce sempre a sorprendermi per la sua semplicità elegante. Una melanzana c...