lunedì 18 maggio 2026

Go Wine celebra il Nebbiolo a Roma: un viaggio nelle colline piemontesi

Roma ha accolto ancora una volta uno degli appuntamenti più attesi della stagione: l’evento che Go Wine dedica al Nebbiolo e alle sue molteplici identità, un viaggio che dalle colline di Barolo e Barbaresco si allarga al Roero e ad altre zone del Piemonte.

Lo Starhotels Metropole ha fatto da cornice a una giornata intensa, pensata per offrire ai professionisti e agli appassionati una degustazione tematica di livello, capace di raccontare la complessità di uno dei vitigni più rappresentativi d’Italia. L’idea alla base dell’evento è semplice e ambiziosa: mostrare come il Nebbiolo cambi spostandosi di collina in collina, e allo stesso tempo dare spazio ad altre espressioni piemontesi che completano il quadro della Regione.

Una parte delle cantine era presente direttamente al banco d’assaggio, permettendo un dialogo diretto con i produttori. Dalle colline di Alba con Adriano Marco e Vittorio, ai profili più alti di Diano d’Alba con Casavecchia e Gerlotto, passando per Treiso con Nada Giuseppe, La Morra con San Biagio, Montà con Taliano Michele, Piobesi d’Alba con Tenuta Carretta, fino al cuore di Barolo con G.D. Vajra. Un percorso che già da solo basterebbe a raccontare un Piemonte vivo e dinamico.

Accanto ai banchi dei produttori, l’area Enoteca ha ampliato ulteriormente l’orizzonte, offrendo una selezione che attraversava Langhe, Roero, Monferrato e altre zone del Piemonte. Barolo e Barbaresco si alternavano a Nebbiolo d’Alba, Roero Riserva, Alta Langa, Erbaluce, Freisa, Pinot Nero, Sauvignon di Langa, fino alle espressioni più rare come il Chatus di Dronero.

Ho iniziato Il mio percorso di degustazione con una bollicina: l’Alta Langa Dosaggio Zero Riserva di San Biagio, nitida, verticale, perfetta per aprire il palato. A seguire, un’altra Alta Langa, questa volta da Casavecchia, prima di passare alla Nascetta Elisè 2024, che ha portato una nota aromatica più morbida e solare.

Il viaggio nei bianchi è proseguito con il Roero Arneis 2023 di Tenuta Carretta, preciso e luminoso, prima di arrivare a uno dei momenti più attesi: l’assaggio dei Barolo di G.D. Vajra condotto da Edoardo. Il Bricco delle Viole, Coste di Rose e Ravera, tutti 2022, hanno mostrato un’annata più difficile rispetto alla 2021 – che nella guida AIS Vitae aveva ottenuto rispettivamente 95, 93 e 91,5 punti – ma sorprendentemente ben difesa nel bicchiere, con equilibrio e profondità.

Da Casavecchia sono tornato sul Dolcetto, con il Diano d’Alba Sorì Bruni e Sorì Richin: “Sorì”, in dialetto piemontese, significa solatio, luogo esposto al sole. E qui il Dolcetto dà davvero il meglio di sé, succoso, pieno, immediato ma non semplice. Poi un salto nel tempo con il Barolo Piantà 2017, maturo e avvolgente.

Da Adriano Marco e Vittorio con Michela ho trovato un Barbaresco Basarin 2020 elegante, fine, con un frutto teso e vibrante. E per chiudere, il vertice della giornata nell’enoteca: il Barolo Le Coste di Monforte 2020 di Piero Benevelli, un vino che unisce struttura e morbidezza e persistenza. Nel bicchiere note di ciliegia scura e rosa appassita, e una trama tannica fitta ma gentile.

La proposta food ha completato l’esperienza con la presenza di Loris Benacquista, da Campoli Appennino, con una selezione di formaggi in perfetto dialogo con i vini.

È stata una giornata piacevole e ben costruita, capace di portare a Roma il respiro delle colline piemontesi e la cura dei produttori che le rappresentano. Un appuntamento che conferma quanto il Piemonte sappia raccontarsi con autenticità, anche lontano da casa.

Un grazie sincero ai Produttori, ai Sommelier e a Go Wine per l’organizzazione e l’invito e per l’attenzione dedicata al pubblico.

By Antonello









sabato 16 maggio 2026

Panino delle Meraviglie: Alici Fritte tra Due Nuvole di Pane

Il bello dei panini è che sanno essere democratici: accolgono tutto, dal più nobile dei salumi alla più umile delle fritture. Ma quando dentro ci finiscono delle alici fritte, croccanti e dorate, allora sì che scatta la magia. Questo panino profuma di mare, di pranzi improvvisati sulla spiaggia, di dita unte e felicità semplice. È uno di quei morsi che non chiedono permesso: arrivano, conquistano e fanno subito compagnia.

Ingredienti (per 2 panini):

300 g di alici fresche già pulite

1 uovo

Farina 00 q.b.

Sale fino q.b.

Olio di semi per friggere

2 panini morbidi (tipo rosetta o tartaruga)

1 limone

Qualche foglia di lattuga o rucola

Preparazione:

Prendi le alici, sciacquale e asciugale bene  con carta da cucina. Più sono asciutte, più verranno croccanti.

Sbatti l’uovo con un pizzico di sale. Passa le alici prima nella farina, poi nell’uovo.

Scalda l’olio a 170–180°C e friggi le alici poche per volta. Devono diventare dorate e croccanti. Scolale su carta assorbente e salale leggermente.

Aggiungi qualche foglia di lattuga o rucola per dare freschezza.

Disponi un bel mucchietto di alici fritte nel panino e completa con una spruzzata di limone.

Se vuoi un tocco extra, aggiungi una grattugiata di scorza di limone.

Le alici sono ottime anche in versione “doppia frittura” per un crunch ancora più deciso.

By Mario

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