giovedì 23 luglio 2026

Concours Mondial de Bruxelles: l’edizione romana a Palazzo Valentini

Lo scorso 6 luglio, a Palazzo Valentini, si è svolta l’edizione romana del Concours Mondial de Bruxelles – Sauvignon Selection by CMB, un appuntamento che ogni anno mette in luce le migliori espressioni del vino italiano. La cerimonia ha portato nella capitale produttori, degustatori e operatori da tutto il Paese, trasformando per un giorno le sale del palazzo in un grande laboratorio dedicato alla qualità.

L’Italia ha ottenuto risultati importanti: 475 vini premiati, con 22 Gran Oro, 172 Oro e 281 Argento. Veneto e Sicilia guidano la classifica dei riconoscimenti più prestigiosi, mentre per numero totale di medaglie svetta la Puglia, seguita da Veneto e Toscana. Un risultato che arriva dopo lunghe sessioni di assaggio condotte da 320 degustatori internazionali, e che colloca il nostro Paese al secondo posto tra le 51 nazioni partecipanti.

La giornata romana ha riunito 53 cantine e 121 vini premiati ai banchi d’assaggio, con la partecipazione di stampa e operatori. La cerimonia ha visto la presenza del Presidente del CMB Baudouin Havaux, del Vicesindaco della Città Metropolitana Pierluigi Sanna e dell’Ambasciatrice del Giappone Hikariko Ono, in occasione dei 160 anni di relazioni diplomatiche tra i due Paesi.

Uno dei temi centrali dell’edizione è stato il nuovo progetto CMB Experience Certified, pensato per creare un ponte diretto tra il concorso e il mondo della ristorazione, ma anche per dare continuità al percorso di valorizzazione delle aziende e dei territori premiati. L’iniziativa, come ha spiegato il Presidente del CMB Baudouin Havaux, nasce per generare nuove occasioni di incontro tra produttori, operatori e pubblico, rafforzando la presenza delle etichette vincitrici nei contesti di consumo più significativi. A Roma sono stati presentati i primi dieci locali che proporranno almeno cinque vini premiati, costruendo una rete di indirizzi attenti alla qualità: dal ristorante stellato Idylio by Apreda alle enoteche, bistrot e salumerie distribuite in città, grazie alla collaborazione con Divina Italia.

Non sono mancati i riconoscimenti speciali: il trofeo Vinolok per il miglior rosé è andato al Talamonti Rosé 2025, mentre la Rivelazione Vino d’Italia 2026 è Foja D’or Riserva 2019 di Emilio Franzoni, che ho particolarmente apprezzato tra i banchi di assaggio. Il miglior spumante è René 2017 di Feudo Disisa. Premi anche per la linea Calici DiVini di Pam Panorama, con un Grand Oro assegnato al Valdobbiadene DOCG Superiore di Cartizze Dry “Cilium”.

Oltre al già citato Emilio Franzoni, tra i banchi d’assaggio mi hanno colpito diverse realtà, ognuna con una storia e un calice da ricordare. Costantino e Figlio con il Quarter Bianco 2025, un blend di Zibibbo, Catarratto, Chardonnay e Müller-Thurgau dalle Terre Siciliane, fresco e sorprendente nella sua immediatezza. Dalle Marche, Fontezoppa con la Vernaccia di Serrapetrona Pepato 2022, una versione che unisce carattere e finezza. Tenuta della Cascinassa ha portato il Timorasso Ramblè 2023, espressione pulita e ben definita del vitigno. Dal Friuli, Cimolai con il Prosecco 2025 Borgo delle Rose, lineare e ben costruito. Dal Veneto, Tenute Falezza con Campo Piano Garganega Chardonnay 2025, che gioca su equilibrio e morbidezza. Il Barolo Monroj 2022 di Teo Costa ha mostrato una bella profondità, mentre dal Veneto Cantina del Commendator Pozzobon ha presentato il Montello DOCG 2021 Rosso del Commendator, intenso e strutturato. Ca’ Lufera ha portato Ottantadue 2022, Merlot in purezza, e Sergio Gozzellino il Barbera d’Asti Superiore DOCG 2022, una delle espressioni più convincenti del vitigno.

A completare la giornata, tre masterclass dedicate ai vini dolci, alle eccellenze del territorio romano e alle molte sfumature del rosé, che hanno arricchito il percorso di degustazione con approfondimenti tecnici e storie di produttori.

Antonello
















mercoledì 22 luglio 2026

Fusilloni con Pomodori e Melanzane - Il piatto estivo che profuma di casa

Ci sono piatti che nascono semplici e diventano speciali grazie ai dettagli. Questi fusilloni con pomodori e melanzane sono uno di quei piatti: pochi ingredienti, colori vivaci, profumi che riempiono la cucina e quella soddisfazione che solo la pasta fatta bene sa dare.

Ingredienti (per 2 persone):

200 g di fusilloni

1 melanzana media

10–12 pomodorini

1 spicchio di aglio

Basilico fresco

Parmigiano grattugiato

Olio extravergine d’oliva

Sale e pepe

(Facoltativo) un pizzico di peperoncino

Preparazione:

Taglia la melanzana a cubetti e lasciala spurgare con un po’ di sale per 15 minuti. Poi asciugala e falla rosolare in padella con olio extravergine finché non diventa dorata e morbida. È qui che nasce il sapore: non avere fretta.

In un’altra padella scalda un filo d’olio con uno spicchio d’aglio. Aggiungi i pomodorini tagliati a metà e lasciali cuocere pochi minuti, giusto il tempo di ammorbidirsi senza perdere la loro vivacità. Un pizzico di sale, una macinata di pepe… e già profuma di estate.

Quando le melanzane sono pronte, uniscile ai pomodorini. Mescola, abbassa la fiamma e lascia che i sapori si conoscano. Aggiungi qualche foglia di basilico spezzata con le mani.

Cuoci i fusilloni in abbondante acqua salata. Scolali al dente e tuffali direttamente nel condimento. Un giro d’olio buono, una manciata generosa di Parmigiano… e la magia è fatta.

Servi i fusilloni ben caldi, con basilico fresco e un’ultima spolverata di Parmigiano. È un piatto che non ha bisogno di presentazioni: basta il profumo.

E’ un piatto che funziona perché è semplice, genuino, colorato. Perché mette insieme la dolcezza dei pomodorini, la morbidezza delle melanzane e la capacità dei fusilloni di trattenere il condimento. Perché è una pasta che sa di casa, ma anche di viaggio: un piatto che potresti mangiare in una trattoria sul mare o preparare in una cucina piccola durante un weekend fuori porta.

By Mario

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