lunedì 2 novembre 2026

Guida Essenziale ai Vini d'Italia 2027: la presentazione di Doctor Wine a Roma

A Roma, negli spazi di Spazio Novecento, la presentazione della Guida Essenziale ai Vini d'Italia 2027 di Doctor Wine ha riunito produttori, operatori e appassionati del settore. Oltre alle novità della nuova edizione e al lancio della nuova applicazione dedicata alla guida, la giornata ha offerto l'occasione di incontrare alcune delle aziende presenti ai banchi d'assaggio.

Tra le novità illustrate durante l'evento è stata presentata la nuova applicazione Doctor Wine, pensata per trasferire in formato digitale i contenuti della guida e renderne più immediata la consultazione da smartphone.

L'app rende disponibili tutti i contenuti della Guida Essenziale ai Vini d'Italia 2027, che recensisce 1.348 cantine e 3.425 vini. Attraverso diversi criteri di ricerca è possibile consultare aziende e vini per produttore, denominazione, vitigno o territorio ed effettuare ricerche incrociate tra le diverse categorie. All'interno della piattaforma trovano spazio anche le sezioni dedicate all'ospitalità e alla ristorazione in cantina.

Nel corso della mattinata sono stati inoltre presentati i progetti sviluppati da Doctor Wine attorno alla guida, dalle iniziative dedicate all'enoturismo alle attività promosse in Italia e all'estero, con particolare attenzione ai temi della valorizzazione dei territori, della collaborazione con il mondo dell'ospitalità e del bere consapevole.

La seconda parte della giornata è stata dedicata ai banchi d'assaggio, dove erano presenti molte delle cantine premiate dalla guida.

Broglia, storica realtà del territorio del Gavi, ha proposto un percorso di degustazione dedicato alle diverse espressioni del Cortese, a partire da La Meirana, etichetta che prende il nome dalla tenuta di proprietà della famiglia.

Particolare attenzione è stata dedicata al Bruno Broglia 2022, dedicato al fondatore e considerato la più alta espressione dell'azienda. Nasce da un unico vigneto storico di 6 ettari impiantato nel 1953 ed è vinificato esclusivamente in acciaio, una scelta che punta a valorizzare la purezza del vitigno e la sua capacità di esprimere il territorio.

Accanto a questa etichetta è stata proposta anche Vecchia Annata 2016, offrendo l'opportunità di osservare l'evoluzione del Gavi nel tempo. Prodotta solo nelle migliori vendemmie, beneficia di oltre 100 mesi sur lie in piccole vasche d'acciaio. Un assaggio che ha permesso di apprezzarne profondità, complessità ed eleganza, mantenendo al tempo stesso una buona freschezza e una spiccata acidità.

Spostandosi in Valpolicella, l'attenzione si è concentrata sulla tenuta Novaia di Albino Armani, storica realtà vitivinicola presente in diversi territori del Nord Italia. A raccontarne il progetto è stato Tommaso Solari, area manager dell'azienda.

Nel racconto dell'azienda è emersa la volontà di valorizzare le caratteristiche di questa zona attraverso vini improntati all'eleganza e alla bevibilità.

In degustazione erano presenti diverse etichette del territorio, tra cui Amarone della Valpolicella Classico, Amarone della Valpolicella Classico Riserva Curlanus 2018 e Valpolicella Classico Superiore Egle 2024, espressioni di una Valpolicella d'altura che trova nei suoli vulcanici di Novaia uno dei suoi elementi distintivi.

Il racconto di Villa Le Corti è stato affidato a Pietro Bergna, responsabile commerciale e marketing della tenuta della famiglia Corsini a San Casciano in Val di Pesa.

La presentazione si è concentrata sul territorio di San Casciano, l'area più settentrionale del Chianti Classico, caratterizzata da terreni di galestro e alberese ma anche dalla presenza di ciottoli di origine fluviale che favoriscono il drenaggio e influenzano il comportamento delle vigne. Una combinazione che, insieme alle esposizioni e alle caratteristiche dell'areale, contribuisce a definire lo stile dei vini prodotti a Villa Le Corti.

In degustazione erano presenti due tra le etichette di punta della cantina, entrambe Chianti Classico Gran Selezione San Casciano. Tra queste Don Tommaso 2022, dedicato da Duccio Corsini al nonno Tommaso Corsini, un vino basato prevalentemente sul Sangiovese con una piccola quota di Merlot. Accanto a questo è stato presentato anche Zac 2021, prodotto esclusivamente da Sangiovese proveniente da una singola vigna e realizzato in quantità limitate.

Un ringraziamento allo staff di Doctor Wine per l'organizzazione dell'evento, ai produttori presenti ai banchi d'assaggio per la disponibilità e il tempo dedicato al racconto dei vini e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della Guida Essenziale ai Vini d'Italia 2027 e della nuova applicazione.

Antonello









domenica 1 novembre 2026

Stocco con le Patate alla Napoletana: la ricetta della tradizione

C'è un piatto che sa di domenica a casa di nonna, di mare e di profumo di ragù bianco. È lo stocco con le patate, il grande classico della cucina napoletana e del Sud. A differenza del baccalà, lo stocco è il merluzzo essiccato al vento del Nord, che dopo giorni di ammollo diventa morbidissimo e si scioglie in bocca. Con le patate che si sfaldano e creano una cremina, i pomodorini del piennolo e le olive di Gaeta, è un piatto povero che diventa ricchissimo. Ecco la mia ricetta di famiglia.

Ingredienti per 4 persone:

Per il pesce e le verdure: 800g di stocco già ammollato (se parti da quello secco, calcola 500g e mettilo a bagno 3-4 giorni cambiando l'acqua 2 volte al giorno)

800g di patate gialle a pasta gialla

300g di pomodorini del piennolo o San Marzano

1 cipolla grande

1 spicchio d'aglio

Un bel ciuffo di prezzemolo fresco

Una manciata di olive nere di Gaeta

Un cucchiaio di capperi sotto sale

Olio extravergine d'oliva

q.b.Sale

1 peperoncino

1 foglia d'alloro

Procedimento:

Se è già ammollato, tampona bene lo stocco e taglialo a pezzi grossi di 6-7 cm. Il mio consiglio: infarinalo leggermente. È il trucco per far venire il sughetto più legato e cremoso senza aggiungere nulla.

In una casseruola larga e bassa, fai scaldare abbondante olio evo. Aggiungi la cipolla affettata sottile e l'aglio schiacciato e fai appassire per 5 minuti. Unisci poi i pomodorini tagliati a metà, le olive, i capperi ben dissalati, la foglia d'alloro e un pizzico di peperoncino.

Sbuccia le patate e tagliale a spicchi grandi, non troppo piccoli. Aggiungile al soffritto e falle rosolare per 5-6 minuti, devono iniziare a prendere sapore.

Questo è il momento più importante: appoggia i pezzi di stocco SOPRA le patate, mai sotto. Aggiungi un bicchiere di acqua calda, copri con il coperchio e lascia cuocere a fuoco bassissimo per 40-45 minuti.

Mi raccomando: non girare mai con il mestolo o si rompe tutto. Scuoti semplicemente la pentola ogni tanto. Vedrai che le patate si sfalderanno un po' e il sugo si stringerà da solo.

A 5 minuti dalla fine, aggiungi una manciata di prezzemolo tritato e un filo d'olio a crudo. Spegni e lascialo riposare almeno 10 minuti prima di servirlo.

Il trucco di mia nonna: aggiungi nel soffritto un pezzettino di crosta di parmigiano o 2-3 pinoli. Gli darà un corpo incredibile.

Servilo ben caldo con tanto pane cafone per fare la scarpetta. È obbligatoria!

Buon appetito

By Mario

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