Tra i temi più affascinanti del mondo dello Champagne c'è
senza dubbio quello del terroir. Un concetto spesso evocato, ma non sempre così
immediato da cogliere nel calice. Nel programma di Champagne Experience,
la masterclass Quando il terroir fa la differenza: Avize firmato Louis
Massing, a cura di Passion France e guidata da Chiara Giovoni insieme a Julien
Massing e Aurelien Mousset, ha avuto
l'obiettivo di mostrare come uno stesso territorio possa dare origine a
espressioni diverse e riconoscibili dello Chardonnay.
Il percorso ha portato i partecipanti nel cuore della Côte
des Blancs, una delle aree più prestigiose della Champagne e riferimento
assoluto per questo vitigno. Al centro dell'incontro, Avize, storico
villaggio Grand Cru della regione e sede della maison Louis Massing,
realtà familiare che dal 1936 coltiva e interpreta questo terroir con
l'obiettivo di valorizzarne ogni sfumatura.
A promuovere l'incontro è stata Passion France,
importatore della maison Louis Massing e di numerose altre realtà
francesi. La società seleziona esclusivamente vignaioli proprietari delle
proprie vigne, accomunati da una forte identità produttiva e dalla volontà di
esprimere al meglio le caratteristiche del terroir attraverso il lavoro in
vigna. Un approccio che trova piena corrispondenza anche nella filosofia di Louis
Massing.
Louis Massing e le molte anime del terroir
Oggi la maison è guidata da Estelle,
Jean-Bernard Massing e dal figlio Julien.
La proprietà si estende su 14 ettari distribuiti tra Avize, Villeneuve, Oger e
Le Mesnil-sur-Oger, territori che rappresentano il patrimonio viticolo della
famiglia.
Anche la ruota che compare sulle etichette racconta questa
filosofia. Non è soltanto una ruota degli aromi, ma anche la trasposizione
grafica del mosaico di terroir da cui la maison attinge le proprie uve. Attorno
ad Avize, infatti, Oger, Cramant, Le Mesnil-sur-Oger e Villeneuve costituiscono
quel "paniere" di territori che contribuisce alla costruzione
dell'identità dei vini Louis Massing.
Durante la masterclass, Julien
Massing ha sintetizzato questo approccio con un'immagine particolarmente
efficace: ogni cuvée è come una ricetta e ogni terroir rappresenta uno degli
ingredienti che contribuiscono al risultato finale. Un concetto che aiuta a
comprendere come la diversità delle parcelle non venga nascosta, ma utilizzata
per costruire l'identità di ciascuno Champagne.
Uno degli aspetti più interessanti emersi durante la
masterclass riguarda proprio Avize. Pur essendo uno dei Grand Cru più celebri
della Champagne, non può essere considerato un territorio uniforme. La maison
distingue infatti tre aree principali: il settore est, caratterizzato da gesso
affiorante e vini particolarmente tesi e sapidi; la Plaine, con suoli
più profondi e profili più equilibrati; e la Côte, dove l'esposizione
privilegiata favorisce Chardonnay più strutturati e floreali.
Accanto ad Avize, un ruolo importante è svolto da
Villeneuve, area in cui il gesso incontra sedimenti organici e marne
calcareo-argillose. Qui lo Chardonnay assume una personalità diversa, con
maggiore volume e densità rispetto alle espressioni più affilate del Grand Cru.
La cantina al servizio del territorio
Per preservare queste differenze, Louis Massing
vinifica separatamente le diverse parcelle nelle 31 vasche di acciaio inox
termoregolate della cantina. Il legno viene utilizzato in modo misurato, come
strumento di complessità e micro-ossigenazione, mai per sovrastare il carattere
del vino.
Dall'acciaio alle botti, fino al metodo Solera utilizzato
per alcune cuvée, ogni scelta è finalizzata a valorizzare le peculiarità di
ciascuna parcella.
I cinque Champagne in degustazione
La degustazione si è aperta con Mineralis, Blanc de
Blancs Grand Cru Façon Nature, ottenuto principalmente da uve della
piana di Avize con piccoli apporti da Oger e Le Mesnil-sur-Oger. Vinificato
esclusivamente in acciaio e dosato a soli 2 g/l, rappresenta la lettura più
essenziale dello Chardonnay di Avize, dove emergono tensione, salinità e
purezza aromatica.
Con Operis, Blanc de Blancs Grand Cru Façon Brut,
il confronto si è fatto ancora più interessante. Condivide con Mineralis la
stessa base vendemmiale e la stessa vinificazione in acciaio, ma differisce per
provenienza delle uve, periodo di affinamento e dosaggio. Un esercizio
particolarmente efficace per comprendere quanto questi elementi possano
influenzare l'espressione finale dello stesso Chardonnay Grand Cru.
Il terzo vino, Ornescence, Rosé Premier Cru Façon
Brut, ha posto l'attenzione sul tema dell'assemblaggio. La cuvée nasce
dall'incontro tra Chardonnay di Avize e Pinot Noir Premier Cru, con una piccola
quota di Pinot Noir vinificato in rosso e affinato in legno. È il vino in cui
il lavoro di cantina emerge con maggiore evidenza attraverso l'equilibrio tra
le diverse componenti.
Con Terranum Les Migraines, Blanc de Blancs Premier
Cru Façon Extra-Brut, il percorso è uscito dal cuore di Avize per
esplorare Villeneuve. Ottenuto da Chardonnay proveniente da vecchi impianti e
affinato per il 70% in acciaio e per il 30% in barrique, mostra un carattere
più ampio e avvolgente. La malolattica parziale contribuisce a bilanciare la
ricchezza del frutto, mentre i dieci anni trascorsi sui lieviti ne amplificano
la complessità.
La degustazione si è conclusa con Arcanae, Blanc de
Blancs Grand Cru Façon Solera. Proveniente da vecchie vigne di Avize, è
vinificato interamente in botte e utilizza vini di riserva gestiti con metodo
Solera. Oltre otto anni di affinamento sui lieviti e la convivenza di diverse
annate riportano il racconto là dove era iniziato, nel cuore di Avize, ma
aggiungendo una nuova dimensione: quella del tempo.
Più che una semplice degustazione, la masterclass è stata un
viaggio nella Côte des Blancs attraverso le interpretazioni del terroir firmate
Louis Massing: Mineralis ha raccontato l'espressione più diretta del
terroir; Operis il ruolo di dosaggio e affinamento; Ornescence il valore
dell'assemblaggio; Terranum Les Migraines il confronto tra territori diversi;
Arcanae, infine, l'influenza del tempo attraverso il lungo affinamento e il
metodo Solera.
Una degustazione coerente e ben costruita che ha mostrato come,
anche all'interno di uno stesso territorio, lo Chardonnay possa assumere
sfumature profondamente diverse e raccontare il terroir da prospettive sempre
nuove.
Un ringraziamento a Vittorio
Viganò e Fabio Merlo di Passion
France per l'invito, alla maison Louis Massing per l'ospitalità e
per gli Champagne presentati durante la masterclass, a Chiara
Giovoni per aver guidato la degustazione e a Champagne Experience
e Fruitecom per l'organizzazione dell'evento.
Antonello