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domenica 16 novembre 2025

Champagne Monopole Heidsieck & Co Blue Top Brut: bollicine con stile

Se hai voglia di stappare qualcosa di speciale, il Champagne Monopole Blue Top è una scelta che non delude. Elegante, fresco e con quel tocco classico che fa subito festa, è il tipo di bollicina che si adatta bene sia a un brindisi improvvisato che a una cena più curata.

Appena versato, colpisce per il suo colore giallo paglierino brillante e per le bollicine fini e persistenti. Al naso arrivano profumi di frutta fresca, agrumi e un leggero sentore tostato, mentre in bocca è vivace, equilibrato e piacevolmente secco. Non è troppo aggressivo, ma ha abbastanza carattere da farsi notare.

È ottenuto da una miscela ben bilanciata di Pinot Nero (70%), Chardonnay (20%) e Pinot Meunier (10%). Questo blend gli conferisce struttura, freschezza e una bella complessità aromatica.

Ottimo come aperitivo, ma anche perfetto con piatti di pesce, crostacei o finger food eleganti. In poche parole: è uno champagne che fa bella figura, senza bisogno di troppe presentazioni. Se lo trovi in enoteca o online a un buon prezzo, vale la pena provarlo.

By Mario






 

venerdì 14 novembre 2025

Tutto quello che avreste voluto sapere sul Meunier e il Parmigiano ma non avete mai osato chiedere

Un viaggio tra Champagne e Parmigiano Reggiano alla Champagne Experience di Bologna

Nell’ambito dell’ottava edizione di Champagne Experience, il principale evento italiano dedicato allo Champagne, organizzato da Excellence SIDI, abbiamo avuto l’onore di partecipare alla Masterclass: “Caratteri del Meunier e Parmigiano Reggiano: analisi tecnica di tre abbinamenti”.

Dopo l’introduzione di Alessandro Stocchi del Consorzio del Parmigiano Reggiano e “battitore” del famoso formaggio, a guidare questo viaggio sensoriale ci hanno pensato due relatori d’eccezione: Geoffrey Orban, master in enologia e ambasciatore dello Champagne, e Fabio Giberti, Assaggiatore Esperto di Parmigiano Reggiano. L’obiettivo della Master Class? Scoprire come le sfumature del vitigno Meunier possano dialogare con le diverse stagionature del Parmigiano Reggiano, attraverso una degustazione tecnica di tre abbinamenti inediti.

Il Meunier è spesso la “terza via” dello Champagne, meno noto rispetto a Pinot Noir e Chardonnay, ma ricco di personalità. Geoffrey Orban lo ha raccontato con passione, svelando caratteristiche e segreti che solo chi il terroir lo vive ogni giorno sa trasmettere.

Ha prima illustrato i vari terreni dove cresce il vitigno, illustrando per ognuno i sentori che trasmette.  È poi passato ad illustrare le tre caratteristiche di questo vitigno, vivace, fruttato e intenso, ognuna delle quali declinata in dieci sfumature. Già queste trenta sfumature fanno capire la complessità e ricchezza di questo vitigno! Queste tre caratteristiche sono uno strumento utile per accostarsi agli Champagne de Vigneron facilitandone il consiglio, le vendite e l’acquisto.

Infine, ha comparato le due AOP, dello Champagne e del Parmigiano. Un confronto dove il tempo di affinamento in entrambi i casi è un fattore fondamentale per la qualità del prodotto.

Il cuore della masterclass è stato l’assaggio guidato di tre Champagne Meunier in abbinamento a tre diverse stagionature di Parmigiano Reggiano. Un esperimento sensoriale capace di cambiare la percezione di entrambi i prodotti. Con un focus sugli Champagne, abbiamo degustato, ognuno con un Parmigiano Reggiano di stagionatura diversa:

Dourdon Veillard Instant Meunier 2019 Brut Fresco, diretto, con note di frutta bianca, fiori di campo e una bollicina fine. Un Meunier giovane e dinamico.

Collard-Picard Racines 100% Meunier Petit Meunier proveniente dal lato destro della Vallée de la Marne. Assemblaggio di più vendemmie: 50% 2013/2014/2015 e 50% 2017. Frutta fresca, erbe aromatiche, acidità vivace.

Pascale Lejeune Figure de Style n.4 Oxymore 50% 2019 e 50% 2020, dal Coteaux Sud d’Epernay, Pierry Premier Cru. Intenso, elegante, con sfumature ossidative.

La Champagne Experience di Bologna ha confermato ancora una volta quanto il Meunier sappia sorprendere, emozionare e raccontare il terroir con autenticità. Ma è stato l’incontro con il Parmigiano Reggiano a rivelare la forza dell’abbinamento: non un semplice accompagnamento, ma un vero dialogo sensoriale. Ogni calice ha esaltato nuove sfumature del formaggio, e ogni assaggio ha restituito profondità e rilievo allo Champagne. Quando Francia e Italia si incontrano così, il risultato è un equilibrio che arricchisce entrambi.

By Antonello








lunedì 10 novembre 2025

Champagne Experience Bologna 2025 Masterclass Parcellari e Monovitigni: i nuovi orizzonti di Alexandre Moreau

Nell’ambito dell’ottava edizione di Champagne Experience, il principale evento italiano dedicato allo Champagne, organizzato da Excellence SIDI, abbiamo avuto l’onore di partecipare alla Masterclass “Parcellari e Monovitigni: i nuovi orizzonti di Alexandre Moreau”, grazie all’invito del Dr. Viganò di Passion France, che cogliamo l’occasione per ringraziare.

La Master Class ha messo a confronto i nuovi Champagne parcellari a base Meunier e i monovitigni da Chardonnay, Pinot Noir e Pinot Meunier della Maison Sylvie Moreau.

L’evento è stato brillantemente condotto da Chiara Giovoni, Wine Expert, Sommelier professionista e Ambassadeur du Champagne per l’Italia, che ha raccontato con competenza e passione l’evoluzione dello Champagne negli ultimi decenni e della Maison.

In particolare, per la Maison Sylvie Moreau tutto ha inizio nel 1962, quando André Moreau pianta le prime vigne a Saint-Euphraise-et-Clairizet. Le prime bottiglie arrivano nel 1973, e dal 1991 la guida passa a Sylvie e Olivier. Già nel 1964, André avvia la conservazione di riserve di vino: una scelta lungimirante che oggi ritroviamo nelle cuvée d’ingresso e nelle Edizioni numerate.

La Maison ha scelto una viticoltura ragionata, attenta al clima e ai suoli—argillosi, calcarei, spesso in forte pendenza—con vigne distribuite in sei villaggi della Vallée de la Marne.

Oggi è Alexandre Couillet, figlio di Sylvie, a guidare la parte tecnica, spingendo verso la conversione biologica, con certificazione ottenura nel 2023, e una produzione sempre più focalizzata su parcellari e monovitigni. Una nuova era per la Maison. I nuovi Champagne parcellari riportano la scritta “vinificati da Alexandre Moreau” e nei prossimi anni avverrà anche il cambio di nome della Maison, “Champagne Alexandre Moreau”.

Accanto a Chiara, Alexandre ha presentato con competenza e visione i nuovi orizzonti della Maison.

Il primo Champagne degustato è stato “La Noue”, un Meunier 2020 proveniente da una vigna piantata nel 1973 nella Montagne de Reims, su portainnesto 41B, uno dei portainnesti più storici e diffusi in viticoltura, selezionato in Francia nel 1882. Si tratta di un Extra-Brut affinato in botti da 500 litri, non filtrato, che si distingue per la sua acidità vibrante e una sapidità incisiva. La persistenza è notevole, e il vino lascia una traccia netta e precisa.

A seguire, “Le Poteau de Coulmmes”, anch’esso Meunier 2020, proveniente da una parcella piantata nel 1965, sempre nella Montagne de Reims e con lo stesso portainnesto 41B. Anche qui troviamo un Extra-Brut affinato in legno, non chiarificato né filtrato. L’equilibrio tra struttura e freschezza è calibrato, con una tensione gustativa che invita alla riflessione.

Il terzo vino, “Meunier Élevage Long”, nasce da un’idea iniziale di vinificazione in barrique come vino fermo. Dopo un anno, il progetto è stato rimandato, poi rimandato ancora un anno e infine si è scelto di spumantizzare. Il risultato è sorprendente: uno Champagne che si apre con note speziate di zenzero, curcuma e zafferano, per poi virare su sentori agrumati di arancia e chinotto. La profondità aromatica e il potenziale di invecchiamento lo rendono un vino di grande personalità.

Il quarto Champagne, “Édition n°12” annata 2017, è un Extra-Brut composto da 70% Chardonnay e 30% Meunier, vinificato in acciaio con minimo intervento. Al naso si percepiscono fiori di acacia e delicate sfumature di frutta bianca, mentre al palato si rivela fine e diretto, con una bella pulizia.

Chiude la degustazione in Master Class il monovitigno “Pinot Noir” 2019, Extra-Brut, proveniente da terreni esposti a nord e soggetti a gelate primaverili. La tensione minerale e la freschezza lo rendono austero ma intrigante, con una struttura che promette evoluzione.

Al termine della degustazione, abbiamo incontrato Sylvie presso lo stand, dove abbiamo avuto modo di assaggiare tre ulteriori cuvée non presentate in Master Class.

Il “Racines Extra Brut Riserva” è un assemblaggio di Meunier (50%), Chardonnay (30%) e Pinot Noir (20%), con il 40% di vin de réserve perpetuo dal 1964. Dopo almeno 36 mesi sui lieviti, si presenta con sentori di crosta di pane, nocciola e mela cotogna, in un equilibrio tra profondità e freschezza.

Con lo stesso assemblaggio, il “Carré Or Extra Brut Riserva” segue il metodo Solera dal 1964, ma con un affinamento minimo di 140 mesi sui lieviti. Il profilo aromatico è più evoluto, con note di frutta secca, spezie dolci, tabacco, che raccontano il tempo con eleganza.

Infine, “Emeraude Extra Brut”, composto in parti uguali da Pinot Noir e Chardonnay, affina per 60 mesi sui lieviti. Al naso si apre con agrumi canditi e fiori bianchi, mentre al palato rivela una mineralità salina che ne esalta la finezza.

Ringraziamo ancora Passion France e il Dr. Viganò per l’invito, e la Maison Sylvie Moreau per averci dato la possibilità di degustare Champagne che meritano attenzione e memoria.

By Mario








lunedì 3 novembre 2025

Bollinger Brut: L’eleganza che danza in ogni bollicina

Fondata nel 1829, la Maison Bollinger è una delle più antiche e rispettate case produttrici di Champagne nella regione francese omonima. Conosciuta per il suo stile ricco e strutturato, Bollinger ha conquistato un posto d’onore tra gli intenditori e persino tra gli agenti segreti: è lo Champagne preferito di James Bond sin dal romanzo “Diamonds Are Forever”.

Il Bollinger Special Cuvée Brut si presenta con un colore giallo dorato brillante, che anticipa un bouquet olfattivo intenso e complesso. Al naso si percepiscono note di frutta fresca come pesca, mela e agrumi, accompagnate da fiori bianchi (tiglio, gelsomino) e sentori di crosta di pane, spezie e tostatura. In bocca è cremoso, armonico e strutturato, con un finale lungo e persistente.

La versatilità di questo Champagne lo rende ideale per una vasta gamma di piatti. Si abbina splendidamente con: Antipasti delicati come ostriche e carpacci di pesce; Primi piatti a base di crostacei o risotti cremosi; Secondi di carne bianca o pesce al forno; Dessert leggeri come crostate alla frutta o mousse al limone.

Questo Champagne è considerato uno dei migliori della sua categoria. La sua qualità costante e il profilo aromatico lo rendono una scelta sicura per chi cerca un’esperienza autentica e memorabile.

Se stai cercando uno Champagne che unisca tradizione, eleganza e complessità, il Bollinger Special Cuvée Brut è una scelta eccellente. Perfetto per un brindisi importante o per arricchire una cena gourmet, è un vero ambasciatore dell’arte dello Champagne.

By Mario






 

venerdì 24 ottobre 2025

Champagne Experience Bologna 2025: Cuvée d’autore e incontri memorabili

Il 5 e 6 ottobre si è tenuta per la prima volta a Bologna l’ottava edizione di Champagne Experience, il principale evento italiano dedicato allo Champagne, organizzato da Excellence SIDI. Un appuntamento imperdibile, con 7.000 presenze (+20% rispetto all’edizione precedente), 145 produttori e circa 700 etichette in degustazione. A completare il programma, anche diverse Masterclass di alto livello, alcune delle quali abbiamo seguito personalmente.

Il padiglione era suddiviso per aree di produzione: Côte des Bar, Vallée de la Marne, Côte des Blancs, Montagne de Reims e Maison classiche. Un catalogo ben strutturato, disponibile in PDF e in versione cartacea, ha reso la degustazione efficace e mirata. Uno degli aspetti più affascinanti di Champagne Experience è la possibilità di incontrare direttamente i produttori, ascoltare le loro storie e comprendere la filosofia dietro ogni etichetta. Alcuni momenti ci hanno colpito in modo particolare.

Côte des Bar

“Domaine La Borderie“- Abbiamo incontrato Rodolfo, che ci ha presentato con entusiasmo la giovane maison “Domaine La Borderie”, fondata nel 2013. “Extra Brut Trois Contrées” è un assemblaggio originale: 70% Pinot Noir, 23% Chardonnay e 7% Pinot Blanc. Un equilibrio riuscito tra struttura, freschezza e rotondità, affinato per 30 mesi sui lieviti. Ma la vera sorpresa è stata “Le Devoix – Coteaux Champenois Rouge 2021”, un Pinot Noir in purezza vinificato “à la Bourguignonne”. Macerazione di circa dieci giorni, fermentazione malolattica, affinamento in barrique. Nel bicchiere: rubino trasparente, amarena e lampone, persistenza e finezza. Una rarità che ci ha emozionato.

“Domaine Morel Champagne” Del trio della famiglia, che fin dal 1850 si occupa di viticultura, Emilie è oggi dedicata alle vendite e all’export. Due i vini che ci ha brillantemente illustrato: “L’Extra”, un Extra Brut 100% Pinot Noir, 60 mesi sui lieviti. Poi “Rosé des Riceys 2022”, un rosé fermo da Pinot Noir in purezza, prodotto solo nelle annate favorevoli dai terreni di Riceys. Considerato tra i migliori rosati di Francia, raggiunge la piena maturità dopo 3–5 anni dalla vendemmia.

Vallée de la Marne

“Collard-Picard” Abbiamo avuto il piacere di parlare con Olivier Collard, che ci ha raccontato con passione e chiarezza il lavoro dietro le sue cuvée. “Racines Meunier Extra Brut” è un 100% Petit Meunier proveniente dal lato destro della Vallée de la Marne. Assemblaggio di più vendemmie: 50% 2013/2014/2015 e 50% 2017. Frutta fresca, erbe aromatiche, acidità vivace. “Perpetuelle Extra Brut” è una cuvée composta da 50% Chardonnay, 25% Pinot Noir e 25% Meunier, provenienti dalla Côte des Blancs e dalla Vallée de la Marne. Riserva perpetua dal 2008 al 2020, imbottigliamento marzo 2021, sboccatura prevista luglio 2024. Giallo dorato, naso di pasticceria, freschezza e persistenza.

Côte des Blancs

“Legras & Haas” - Un altro momento speciale è stato l’incontro con Julia, rappresentante della Kellerei Terlan, importatore per l’Italia della maison “Legras & Haas”. Tra le etichette assaggiate, segnaliamo “Blanc de Blancs Grand Cru 2014 Chouilly”, affinato per 90 mesi sui lieviti. Colore luminoso, naso fine con note di fiori bianchi, agrumi e pasticceria, sorso teso e salino. Una cuvée prodotta solo in annate selezionate.

Montagne de Reims

“Champagne Rochet-Bocart” - Abbiamo incontrato Mathilde, terza generazione della famiglia, che ci ha presentato con entusiasmo la filosofia della maison. Lo Chardonnay proviene dal Premier Cru di Vaudemange, il Pinot Noir da Verzy. Degustati: “Tradition” (80% Chardonnay, 20% Pinot Noir, 60 mesi sui lieviti), “Blanc de Noirs Extra Brut 2019” (36 mesi), “Blanc de Blancs Brut” (60 mesi), e “Rosé Brut” (74% Chardonnay, 26% Pinot Noir vinificato in rosso, 36 mesi). Vini coerenti, eleganti e ben equilibrati.

“Champagne Jean Philippe Trousset” - Cinzia lavora per Maison Massucco, importatore della maison “Champagne Jean Philippe Trousset”. Tra le cuvée proposte in degustazione, abbiamo assaggiato: “Absolu” (pas dosé, 50% Pinot Noir, 30% Meunier, 20% Chardonnay), con note di agrumi, fiori bianchi e una chiusura salina. “Meunier” (20% 2018 + 80% riserva 2017), sentori di pera e spezie dolci. “Nuit Blanche 2017” (100% Pinot Noir da Sacy, réserve perpétuelle dal 2014, 42 mesi sui lieviti), elegante e profondo, con sfumature di frutti rossi, tabacco e sottobosco. E “Le Rosé” (46% Chardonnay, 36% Pinot Noir di cui 6% in rosso, 18% Meunier, 24 mesi sui lieviti), fresco e fragrante, con richiami di fragolina, pompelmo rosa e una leggera nota floreali.

Maison Classiche

“Abele 1757” - Gwenaelle ci ha illustrato la storica maison, fondata da Theodore VanderVeken nel 1757. Abbiamo iniziato con il “Blanc de Blancs”, uno Chardonnay proveniente da Côte des Blancs, Sezannais e Vitryat, con il 20% di vini di riserva e 36 mesi sui lieviti: fresco e teso, con note di agrumi, mela verde e fiori bianchi. Il “Brut”, assemblaggio di Chardonnay, Pinot Noir e Meunier, si è rivelato più rotondo e versatile, con sentori di pera matura, crosta di pane e una leggera nota tostata. Infine, il “Brut Rosé”, ottenuto da Pinot Noir des Riceys e Chardonnay, affinato tra i 36 e i 48 mesi, ha mostrato un profilo fragrante con richiami di fragola, ciliegia e petali di rosa. Eleganza e freschezza.

Per concludere il percorso tra gli stand, la Confrérie du Sabre d’Or ha regalato al pubblico lo spettacolo affascinante del sabrage, l’apertura dello Champagne con una sciabola. Un momento scenografico e coinvolgente, reso ancora più speciale dalle spiegazioni e dall’illustrazione tecnica offerte da Edi Della Sala, ambasciatore della Confraternita in Italia, che ha chiuso l’esibizione con un brindisi finale degno di nota.

Un sentito ringraziamento va a Excellence SIDI, organizzatore impeccabile di questa ottava edizione, per aver portato per la prima volta sotto le Due Torri un evento di tale respiro e qualità. Champagne Experience Bologna 2025 ha confermato ancora una volta il suo ruolo centrale nella divulgazione della cultura champenoise in Italia, offrendo incontri autentici, degustazioni memorabili e un’atmosfera di rara intensità.

Ci diamo appuntamento al prossimo anno, certi che anche la nona edizione saprà sorprenderci e arricchirci, calice dopo calice.

By Antonello











sabato 18 ottobre 2025

AIS Lazio: un nuovo anno sociale tra “L’Altro Volto del Metodo Classico” e nuovi diplomati


Il 28 settembre, presso l’hotel Lifestyle, l’Associazione Italiana Sommelier ha inaugurato il nuovo anno sociale con la seconda edizione de “L’Altro Volto del Metodo Classico”. Con l’occasione, oltre ai banchi di assaggio, sono stati consegnati anche i diplomi ai nuovi Sommelier.

Come suggerisce il titolo della manifestazione, non è stato il consueto panorama di bollicine blasonate come Franciacorta, Trento DOC, Alta Langa e Oltrepò Pavese. Proprio questa scelta ha reso l’evento interessante con una selezione di cantine che interpretano il Metodo Classico in modo alternativo, spesso con vitigni poco convenzionali.

In proporzione poco Chardonnay e Pinot Nero, i due protagonisti classici della spumantizzazione. Al loro posto, Nebbiolo, Verdicchio, Albana, Carricante e altri ancora. Un panorama variegato, che ha mostrato quanto il Metodo Classico possa essere versatile e radicato in territori meno celebrati.

Tra le etichette più originali ci hanno colpito e sorpreso l’Incanto Brut Nature 2020 di Roberto Crosio (Piemonte), Erbaluce in purezza, e l’Opera Prima Dosaggio Zero, 100% Pinella di Reassi (Veneto). Notevole il Turbiana Magnum Brut Nature 2018 di Perla del Garda (Lombardia) e il sorprendente Centoventi di Venchiarezza (Friuli Venezia Giulia), con 120 mesi sui lieviti come suggerisce il nome. Da Castello di Corbara (Umbria), un Metodo Classico 2019 con Grechetto e Chardonnay, e infine il Verdicchio Dosaggio Zero 2015 di Casaleta (Marche), elegante e verticale.

Completano la nostra selezione il Dosaggio Zero 2021 di Faraone (Abruzzo), 100% Passerina, fresco e sapido, e il raffinato Contessa Franca Extra Brut 2016 di Tasca d’Almerita (Sicilia), 100% Chardonnay, elegante e piacevole.

A questi si aggiungono il 68 Extra Brut 2021 di Mirizzi (Marche), 100% Verdicchio, il Calarosa Metodo Classico Rosé di Borgo Turrito (Puglia), da 100% Uva di Troia; l’Apnea Rosé Brut 2019 di Giancarlo Ceci (Puglia), 100% Bombino Nero; e il Metodo Classico 2021 di Silvia Zucchi (Emilia), 100% Lambrusco di Sorbara.

Si è anche svolta una masterclass dedicata al Metodo Classico del Lazio condotta da Emanuela Di Palma.

Auguri di buon anno sociale all’AIS, che celebra con orgoglio i suoi 60 anni di storia. Un sentito grazie ai Sommelier per il servizio sempre impeccabile e per la capacità di illustrare le etichette con competenza e passione.

By Antonello








mercoledì 15 ottobre 2025

Pierre Mignon: tradizione, eleganza e carattere nel cuore della Champagne

Nel cuore della Vallée de la Marne, tra vigneti che si estendono come velluto sulle colline, sorge la Maison Pierre Mignon, una realtà familiare che da generazioni incarna l’anima più autentica dello champagne. La sua sede, con la facciata in pietra e l’insegna dorata che richiama la raffinatezza del prodotto, è già di per sé un invito a entrare in un mondo fatto di passione, precisione e savoir-faire.

Una storia di famiglia e terroir la Maison è gestita dalla famiglia Mignon da cinque generazioni, con una filosofia che unisce rispetto per la tradizione e apertura all’innovazione. I vigneti si estendono su circa 16 ettari, distribuiti tra le migliori zone della Champagne: Vallée de la Marne, Côte des Blancs e Épernay. Questo mosaico di terroir consente alla Maison di creare cuvée complesse, equilibrate e profondamente espressive.

Durante la visita, è possibile partecipare a una degustazione guidata che rivela la personalità di ogni etichetta. Tra le proposte più rappresentative:

Brut Prestige: fresco, floreale, con note di mela verde e crosta di pane. Perfetto come aperitivo.

Blanc de Blancs Grand Cru: 100% Chardonnay, elegante e minerale, con una bollicina fine e persistente.

Rosé de Saignée: intenso, fruttato, con sentori di fragola e ribes. Un rosé di carattere, ideale per piatti saporiti.

Cuvée Pure: senza dosaggio, per chi ama lo champagne nella sua forma più pura e verticale.

Ogni calice racconta una storia, e il personale è sempre pronto a guidarti con competenza e passione.

La visita alla cantina è un momento suggestivo: tra pupitre, botti e silenziose gallerie sotterranee, si respira il tempo lento della rifermentazione e dell’affinamento. La cura artigianale si percepisce in ogni dettaglio, dalla selezione delle uve alla remuage manuale.

Champagne Pierre Mignon è una Maison che merita di essere scoperta e raccontata. Non solo per la qualità delle sue cuvée, ma per l’autenticità dell’esperienza che offre. È il luogo ideale per chi cerca un champagne sincero, elegante e radicato nel territorio, lontano dalle logiche industriali e vicino al cuore della Champagne

By Mario





domenica 5 ottobre 2025

Madre Ristorante: dove il cibo racconta storie

Se ti trovi a Latina, o ci passi anche solo per un giorno, c’è un luogo che merita assolutamente una sosta: Madre. Non è il solito ristorante. È uno di quei posti dove, appena varchi la soglia, ti senti accolto come a casa, ma con quel tocco di eleganza che ti fa pensare: “Qui si fà sul serio.”

Un viaggio nel gusto

La cucina di Madre è un’esplosione di sapori, dove tradizione e creatività si incontrano in piatti che sorprendono prima con gli occhi e poi con il palato. Ingredienti freschissimi, abbinamenti mirati e una cura maniacale per i dettagli rendono ogni portata memorabile.

L’aperitivo dello chef

Per iniziare sei assaggi dal gusto deciso e avvolgente accompagnati da un calice di Glera. Tra tutti, spiccano per intensità e originalità la polpetta di melanzane e la frittatina di pasta e patate: piccoli capolavori di sapore che restano impressi.




Il Menu Degustazione

Abbiamo scelto il menu da cinque portate, ed ogni piatto è stato una scoperta:

Battuta di bufala con tapenade mediterranea e guacamole Un antipasto che gioca con le consistenze e i contrasti: la delicatezza della carne cruda incontra la sapidità della tapenade e la freschezza esotica del guacamole, in un equilibrio perfetto.

Uovo croccante su spuma di pecorino, porcini e tartufo nero Un piatto avvolgente e profondo, dove il cuore morbido dell’uovo si fonde con la cremosità del pecorino e l’intensità dei funghi e del tartufo, regalando un morso ricco e sofisticato.

Tortello di zucca con fondo vegetale e blu di bufala Un omaggio all’autunno: dolcezza della zucca, nota pungente del formaggio erborinato e un fondo vegetale che lega il tutto con eleganza.

Pancia di maiale alla brace con chutney di albicocche e fondo di maiale alla senape bianca selvatica Un secondo deciso e sorprendente: la carne tenera e affumicata si sposa con la dolcezza del chutney e la vivacità della senape, in un gioco di contrasti che funziona alla perfezione.

Tiramisù leggero Un finale delicato e armonioso, che conserva l’anima del classico dolce italiano ma lo reinterpreta con leggerezza e freschezza.

Meritevoli di menzione anche il predessert a base di anguria e la piccola pasticcieria servita alla fine.

La carta dei Vini

Ad accompagnare tutto il percorso, due etichette scelte dalla carta dei vini che è contenuta ma curata e completa, con idee pensate per valorizzare il territorio ed piatti: Noi abbiamo scelto due bollicine: lo spumante rosé di Cotarella e lo Champagne Premier Cru di Pierson Cuvelier.


Atmosfera e servizio

Il locale è moderno, curato nei minimi dettagli, m
a conserva un’anima calda e accogliente. Luci soffuse, musica discreta, personale gentile e preparato: ti spiegano i piatti con passione, ti consigliano il vino giusto e ti fanno sentire a tuo agio senza mai essere invadenti.

In sintesi

Madre è uno di quei posti dove torni volentieri. Perché si mangia bene, si sta bene, e ogni visita è un piccolo viaggio nella memoria. Se non ci sei mai stato, è decisamente il momento di rimediare.

By Mario

Madre - Ristorante Latina
⏱️ Lunedì–Domenica 19–22 (Mercoledì Chiuso)
📞 327 9461092
📍 Via armellini, 32 - Latina

 

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