La manifestazione ViniAmo 2026 si è conclusa con la masterclass “L’ABC della Degustazione con Le Donne del Vino del Lazio”, un appuntamento pensato per chiudere l’evento con uno sguardo aperto, curioso e rivolto al futuro. La sessione è stata curata da Alessandra Massimi, di ABC della Degustazione, insieme a Sara Costantini, Vice Delegata Lazio dell’Associazione Le Donne del Vino, con la partecipazione di Serena Scarpel, Delegata Lazio dell’Associazione Le Donne del Vino, che ha contribuito a raccontare il valore del progetto e il ruolo delle donne nel mondo del vino. È stato un incontro dedicato alla scoperta di realtà laziali in cui le donne sono protagoniste assolute.
A rappresentare la ricchezza del Lazio sono state coinvolte
alcune cantine simbolo della regione: Vigneti Jacobini, Azienda
Agricola Torre dei Falchi, Villa Simone, Vini Valle Marina, Eredi
dei Papi e Casale Lucino. Ognuna ha portato un frammento del proprio
territorio, della propria storia e della propria identità produttiva.
La degustazione si è aperta con il Procanico in purezza
di Vigneti Jacobini, presentato da Nina Farrel:
un bianco fresco, minerale e sapido, con note leggere di agrumi e fiori
bianchi. È seguito lo Schietto di Eredi dei Papi, raccontato da Chiara Iacoponi, un Grechetto dal profilo più
morbido, con sentori di frutta matura e una piacevole rotondità. A chiudere la
parte dei bianchi è arrivato Apà di Torre dei Falchi, presentato
da Martina Fianco: un blend di Malvasia e
varietà autoctone, aromatico e delicato, con richiami di erbe e frutta gialla.
Il passaggio ai rossi ha portato in sala il Lampione
di Vini Valle Marina, presentato da Marina
Boccia, un Moscato di Terracina vinificato in rosso, profumato e
immediato, con note di frutti rossi e un sorso morbido. Da Olevano Romano è
arrivato il Cesanese Red Light di Casale Lucino,
presentato da Alessandra Ceracchi: rubino
brillante, profumi intensi di frutti rossi e spezie come liquirizia e zenzero,
con una bocca strutturata e tannini vellutati. A chiudere la degustazione è
stato La Torraccia di Villa Simone, raccontato da Sara Costantini: un Cesanese con altre varietà,
affinato in barrique per sei mesi. Colore violaceo intenso, profumi di frutti
neri e confettura, un sorso pieno, lungo, con tannini vigorosi ma morbidi.
Ogni vino ha raccontato il territorio e il vitigno con
autenticità, che mostra quanto il Lazio sappia essere vario e sorprendente
quando a guidarlo sono donne competenti e appassionate. Una masterclass che ha
lasciato spunti interessanti, curiosità e la sensazione di un movimento in
crescita, fatto di energia e professionalità.
Ringrazio Alessandra per
l’opportunità di partecipare a questo incontro così ricco e istruttivo, capace
di unire storie, territori e persone in un’unica esperienza.
By Antonello





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