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martedì 2 dicembre 2025

Il bianco italiano protagonista a Roma con Go Wine

Roma ha celebrato il bianco italiano in tutte le sue sfumature. Il 23 ottobre, nelle eleganti sale dello StarHotels Metropole, si è svolta la tredicesima edizione di “Tutti i colori del bianco”, evento firmato Go Wine. In degustazione oltre 70 etichette provenienti da più di 35 cantine, alcune con la stessa referenza proposta in verticale, per raccontare la straordinaria varietà e longevità del patrimonio vitivinicolo italiano. Un viaggio da Nord a Sud, tra vitigni autoctoni e internazionali.

Un incontro speciale è stato quello con Emilio e Lorena Bulfon, della cantina I Vini di Emilio Bulfon, protagonisti di un lavoro appassionato di recupero e valorizzazione di vitigni autoctoni friulani.

Il legame con il territorio si riflette anche nelle sue etichette che riprendono un dettaglio dell’affresco medievale “L’Ultima Cena”, custodito nella Chiesa di Santa Maria dei Battuti di Valeriano.

Tra le etichette in assaggio, spiccano vini che raccontano il territorio e la storia dei vitigni da cui provengono: Cividin: fresco e delicato, con note floreali e agrumate. Proviene da un vitigno autoctono friulano quasi scomparso, oggi recuperato e coltivato in aree limitate. Sciaglin: bianco secco aromatico, con sentori di mela verde, erbe e fiori di campo. È un vitigno storico friulano, noto fin dal XV secolo, oggi salvaguardato grazie a progetti di recupero. Blanc di Rugel: elegante e minerale, con buona acidità e profumi di frutta bianca. Il nome richiama un toponimo locale, e il vino è ottenuto da Ucelut. Punta Gialla: aromatico, dal colore paglierino intenso, con profumi di noce moscata ed equilibrata acidità. Deriva dal Moscato Giallo, varietà autoctona friulana coltivata in zone pedemontane, anch’essa oggetto di recupero. Ucelut: vino da dessert dolce naturale, con profumi di frutta matura e miele, perfetto con pasticceria secca. Il vitigno Ucelut un tempo quasi estinto, è oggi protagonista di una rinascita enologica grazie alla sua valorizzazione locale. Infine, il Vermut, realizzato con Piculit Neri, un vitigno autoctono friulano recuperato.

Dalla Campania, la cantina Dell’Angelo di Tufo (provincia di Avellino) ha proposto in degustazione due etichette significative: la Coda di Volpe “Del Nonno”, dal profilo fresco e autentico, e il Greco di Tufo DOCG “Miniere”, che richiama i vigneti impiantati sulle antiche miniere di zolfo della zona, un riferimento storico e geologico di grande fascino. A completare la narrazione del terroir, una suggestiva teca mostrava gli strati del terreno su cui poggiano le viti, offrendo ai visitatori una visione concreta del legame tra suolo e vino.

Dall’enoteca, tra le cantine presenti, meritano una menzione particolare:

Montecappone, azienda di Jesi, con una verticale di Utopia, Verdicchio dei Castelli di Jesi, nelle annate 2020 e 2011: un confronto che ha evidenziato la capacità evolutiva di questo vitigno, regalando emozioni e profondità.

Marisa Cuomo ha proposto una mini-verticale del suo iconico Fiorduva Furore, nelle annate 2023 e 2022, espressione autentica della Costa d’Amalfi.

Cantina Tramin, dall’Alto Adige, ha presentato Nussbaumer Gewürztraminer nelle versioni 2023 e 2018, dimostrando come l’aromaticità possa affinarsi con il tempo.

Suggestiva anche la presenza della magnum Pomedes 2020 di Scluba, Colli Orientali del Friuli Bianco, blend di 60% Pinot Bianco, 30% Friulano,10% Riesling Renano che ha colpito per struttura e finezza.

Infine, la Cantina Santadi, nel cuore di Santadi in Sardegna, ha presentato il Latinia nelle annate 2019 e 2017. Ottenuto da uve bianche tipiche del territorio, lasciate stramaturare e coltivate ad alberello nel basso Sulcis, questo vino si distingue per il suo colore ambrato e i profumi intensi di miele e caramello. Persistente e avvolgente, è stato il modo ideale per concludere questa splendida degustazione dedicata al mondo dei bianchi.

Ringraziamo Go Wine per il bellissimo evento, che ci ha permesso di scoprire nuove realtà vitivinicole, vitigni autoctoni spesso dimenticati, e territori raccontati con passione. Un’esperienza che ha unito degustazione, cultura e paesaggio, lasciando il segno in chi ama il vino come espressione autentica del luogo.

By Antonello










giovedì 27 novembre 2025

(UM + BS) × T² = Orgasmotic Wine! Vi sveliamo la formula dell’Einstein del Timorasso, Walter Massa



Lo scorso 19 ottobre, nell’ambito dell’evento “Simposio – Trionfo del gusto”, abbiamo avuto l’onore di partecipare alla Master Class “Le enoconvergenze parallele di Walter Massa”, cogliendo così l’occasione di conoscere personalmente il celebre vignaiolo. Walter ha “narrato” sette vini che raccontano il territorio dei Colli Tortonesi. La masterclass è stata presentata da Guido Stecchi, giornalista, naturalista e gastronomo italiano, noto per il suo impegno nella promozione della biodiversità agroalimentare e per essere il presidente dell’Accademia delle 5T, autore di libri su cucina e micologia, e docente di giornalismo gastronomico.

Prima di passare alla degustazione, Walter ci ha rivelato la formula dell’Orgasmotic Wine.

(UM + BS) × T² = Orgasmotic Wine

UM= Uva Matura, e non è scontato

BS= Buon Senso, e non lo vendono al supermercato e non lo insegnano a scuola

T2= Time al quadrato, il tempo!!

Ha sottolineato che nulla è garantito: né l’uva matura, né il buon senso — che non si compra né si insegna — e che tutto si gioca nel tempo, il vero ingrediente segreto del vino. Ha raccontato di quando, insieme alla mamma, hanno nascosto l’annata 1995 per un anno, circa 6.000 bottiglie. Poi dopo un anno è diventato Orgasmotic Wine!! Il fattore tempo decisivo per l’evoluzione.

Da vero ambasciatore del territorio, ha anche presentato vari prodotti dei Colli Tortonesi, tra i quali i formaggi di Agata Marchesotti con il suo “Montebore”, Marco Ravazzano dell’azienda agricola La Montemarzina con le sue   “Pesche di Volpedo sciroppate”, poi cianta “Giarolo” salume (in dialetto piemontese, “cianta” significa celebrare, i tartufi e infine Lorenzo Camerino con il suo “Romanzo di Vino” fondata nel 2024. È poi iniziata la degustazione.

La masterclass dedicata ai vini di Vigneti Massa ha offerto un viaggio sensoriale attraverso alcune delle etichette più emblematiche dei Colli Tortonesi, con un focus particolare sul vitigno autoctono Timorasso, ma anche Barbera e Croatina con finale a sorpresa.

Il Derthona 2023 è un bianco da uve Timorasso in purezza, vitigno simbolo del territorio, recuperato e valorizzato proprio da Walter. Fresco e minerale, si distingue per la sua struttura e un finale lungo e persistente. Al naso regala note floreali e agrumate, mentre al palato mostra una sapidità vibrante.

Il Derthona Montecitorio 2018, anch’esso da Timorasso, rappresenta una selezione più raffinata e profonda. Vinificato in acciaio e affinato sulle fecce fini, si apre con sentori di agrumi canditi, burro di cacao e pane grigliato. Al palato è strutturato, sapido e persistente.

Il Derthona Costa del Vento 2013, sempre Timorasso, è un vino di grande personalità. Dopo un lungo affinamento su fecce, si presenta con profumi avvolgenti di vaniglia, pesca e caramello, arricchiti da sfumature balsamiche. Al palato è profondo, fresco e persistente, con una mineralità elegante che ne esalta la finezza.

Il Monleale 2017 è un rosso di grande struttura, espressione matura del territorio. Barbera vinificata con attenzione per esprimere potenza e longevità. Il vino mostra note di frutta rossa matura, spezie e un buon tannino.

Il Monleale Bigolla 2005 è una rarità. Barbera prodotto solo in annate eccezionali, è il frutto di una selezione estrema e di un lungo affinamento, barrique circa 22 mesi e poi 12 in bottiglia. Il profilo aromatico è variegato con sentori di prugna secca, tabacco, cacao e spezie dolci. La bocca è un bel tannino e persistenza.

La Pertichetta 2015, Croatina in purezza, vitigno spesso sottovalutato, qui interpretato con rigore e ambizione. 12 mesi legno e 24 in bottiglia, il vino è intenso, con note di mora, pepe nero e violetta, tannini decisi. 

Infine, l’Anarchia Costituzionale 2024 è un vino fuori dagli schemi, classificato come mosto d’uva parzialmente fermentato. È un Moscato giallo paglierino, leggermente effervescente, è fresco e morbido, con un bouquet ampio di frutta gialla matura, erbe aromatiche e una spiccata mineralità. Un vino giocoso e provocatorio, che incarna lo spirito libero e creativo di Walter Massa. Una particolarità sul font: Anarchia ha il font della Repubblica Italiana, mentre Costituzionale ha il font di Lotta Continua

Questa selezione ha mostrato che le scelte coraggiose ripagano, unendo tradizione, innovazione e profondo rispetto per il territorio. Una masterclass che ha lasciato il segno.

By Antonello









lunedì 24 novembre 2025

Orvieto celebra l’eccellenza: premiato il Miglior Sommelier dell’Orvieto DOC

Lo scorso 18 ottobre, presso il Palazzo del Capitano del Popolo a Orvieto, si è svolta la prima edizione del concorso “Miglior Sommelier dell’Orvieto DOC”, organizzato dal Consorzio Tutela dei Vini di Orvieto, AIS Umbria e AIS Lazio. A seguire, si è tenuto un banco d’assaggio con i produttori del Consorzio presso il Palazzo del Vino.

Il concorso si è articolato in due fasi: al mattino una prova scritta con questionario e relazione, nel pomeriggio una degustazione pubblica tra i tre sommelier con il punteggio più alto. Sul palco erano presenti la Sindaca di Orvieto Roberta Tardani, il Presidente nazionale AIS Sandro Camilli, la giuria tecnica AIS (Francesco Guarcilena, Pietro Marchi, Gianluca Grimani, Maurizio Zanolla e Sandro Camilli) e la giuria del Consorzio (Giulia Di Cosimo, Chiara Giorleo, Francesca Granelli, Maurilio Chioccia e Marco Sabene).

Il vincitore è stato Filippo Lazzerini (AIS Firenze), seguito da Rebecca Pinsaglia (AIS Umbria) e Claudio Baldinelli (AIS Umbria). I premi sono stati delle ceramiche artistiche realizzate da Silvana Ceramiche di Orvieto.

La degustazione successiva è stata curata con professionalità dai sommelier AIS. Tra le etichette proposte, segnaliamo: Mare Antico 2023 della Decugnano dei Barbi Società Agricola Srl Orvieto Classico Superiore DOC. Un blend di Grechetto (55%), Vermentino (20%), Chardonnay (20%) e Procanico (5%) che viene vinificato in acciaio, con una piccola parte (5%) in barrique dove svolge la malolattica. Le uve sono selezionate con cura per ottenere un vino fresco, equilibrato e strutturato. Barberani Società Agricola Srl ha offerto il Calcaia Muffa Nobile 2022, Orvieto Doc Classico Superiore, vino dolce da muffa nobile. La raccolta avviene in più passaggi tra ottobre e dicembre, scegliendo solo i grappoli colpiti dalla Botrytis Cinerea. Colore giallo oro, profumo i miele d’acacia e zafferano. Al palato è morbido, dolce e persistente. L’ Azienda Agricola Custodi si è presentata con Pertusa Vendemmia Tardiva, Orvieto Classico Superiore DOC. La raccolta avviene a fine ottobre, la vinificazione in acciaio con fermentazione controllata. Affinamento di sei mesi in bottiglia. Colore giallo paglierino intenso, profumo di frutta matura e spezie dolci. Gusto amabile, morbido ed elegante. Produzione limitata a 3.000 bottiglie. Spes 2022 è l’Orvieto Classico Superiore DOC della Tenuta di Freddano Società Agricola Srl. Un blend di Grechetto, Malvasia e Procanico vinificato in acciaio. Al naso note di frutta matura e fiori bianchi. Al palato è fresco, aromatico. Panata, di Argillae Società Agricola Srl, Orvieto Classico Superiore DOC, è una selezione di Grechetto e Procanico, prodotto in quantità limitate. Colore giallo paglierino, profumo di pompelmo, frutti esotici, pasta di mandorla e frutta gialla. Al gusto è sapido, fresco e persistente. Il nome richiama l’antico boccale medievale “panata”, simbolo della tradizione orvietana.

Aspettando la seconda edizione di “Miglior Sommelier dell’Orvieto DOC”, vi invitiamo a visitare questa splendida cittadina e, con l’occasione, a scoprire la sua eccellente offerta vinicola e gastronomica.

By Antonello









martedì 18 novembre 2025

Doctor Wine: Presentazione della Guida Essenziale ai Vini Italiani 2026

L’undici ottobre a Roma, presso il Salone Novecento, è stata presentata la nuova edizione della Guida Essenziale ai Vini Italiani 2026 firmata Doctor Wine, alias Daniele Cernilli. La guida raccoglie circa 1.350 aziende e 3.400 vini, offrendo anche una selezione di 860 etichette segnalate per l’ottimo rapporto qualità/prezzo. Fiore all’occhiello sono le 138 Tre Stelle, riconoscimenti attribuiti con le celebri “faccine” di Cernilli, che “ci mette la faccia” nel certificare l’eccellenza dei vini premiati.

Una guida importante con un tasso del 10% di ricambio aziende, segno che si è sempre alla ricerca di novità e questo rende la guida particolarmente interessante.

Tra le cantine protagoniste, spicca Zuani. Abbiamo avuto l’onore di conoscere la Signora Patrizia Felluga, che ci ha presentato la cantina. Patrizia, figlia di Marco Felluga, ha intrapreso un percorso autonomo, fondando una realtà che riflette la sua personale visione del territorio. La cantina, situata a San Floriano del Collio, è circondata dalla tipica Ponca, una combinazione di marna e arenaria, e produce esclusivamente vini bianchi, espressione pura del terroir.

Grazie al nostro amico Andrea “Sauvignon” Pavan, che ringraziamo anche per le foto, abbiamo potuto degustare alcune etichette memorabili. Il Sodevo Pinot Grigio, vinificato in acciaio per preservare le caratteristiche varietali, si è rivelato elegante e fresco, con note fruttate e un gusto sapido e minerale. Il Collio Bianco “Vigne”, un blend paritario di Pinot Grigio, Sauvignon, Chardonnay e Friulano, ha mostrato un equilibrio armonico tra freschezza e struttura. Il Collio Bianco Riserva, frutto di uve autoctone e internazionali, ha subito una macerazione a freddo e un affinamento in piccole botti di rovere francese. Il risultato è un vino dal colore giallo paglierino, con un profumo complesso di frutta e vaniglia, e un gusto elegante e persistente.

La storica casa Ferrari ha presentato tre Trento DOC di altissimo livello. Il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore Extra Brut 2016, 100% Chardonnay, ha incantato con la sua bollicina cremosa e le note di agrumi canditi e crosta di pane. Il Perlè Nero Extra Brut 2018, 100% Pinot Nero, sentori di piccoli frutti rossi, spezie e un tocco affumicato. Il Perlè Brut Riserva 2019, anch’esso 100% Chardonnay, vivace, con profumi di mela verde, fiori bianchi e mandorla. Tre interpretazioni del metodo classico che confermano la leadership della maison trentina.

Riccardo Isetti ci ha guidato alla scoperta di Monviert, azienda di Cividale del Friuli, dove il paesaggio si apre su colline dolci e vigneti ordinati. Il Sauvignon 2024 ha aperto la degustazione con note di maracuja e frutta bianca, un vino sapido e persistente. Il Friulano Riserva 2022, vinificato in acciaio, ha offerto sentori di ananas e albicocca, con freschezza e mineralità. Il Tricur, blend unico con 50% Riesling botritizzato, 25% Friulano e 25% Ribolla Gialla, affinato in acciaio e barrique per 24 mesi, ha chiuso la degustazione con un vino complesso, dai sentori di frutta esotica e acacia, persistente.

Nel Veneto, Giampaolo Speri della cantina Speri ci ha presentato due etichette che raccontano la tradizione e l’evoluzione della Valpolicella. Il Valpolicella Ripasso 2023 si è mostrato fresco e fruttato, con note di ciliegia e pepe nero. Il celebre Sant’Urbano Classico Superiore 2022, proveniente dal cru omonimo, ha rivelato un profilo di grande eleganza e profondità, con sentori di amarena, spezie dolci e tabacco, tannino vellutato e un finale lungo e avvolgente. Due vini che testimoniano la coerenza stilistica e la visione della famiglia Speri, custode di una delle zone più iconiche del vino italiano.

Per le Marche, la Signora Valentina Ceracchi ci ha presentato Umani Ronchi, azienda che già conoscevamo avendola visitata. Il progetto Vecchie Vigne Historical, 2020, Verdicchio dei castelli di Jesi, valorizza le parcelle più antiche dell’azienda, con vinificazioni dedicate.  Il Pelago 2021, rosso elegante e potente, è un blend di Montepulciano, Cabernet Sauvignon e Merlot, 14 mesi barrique, con note di frutti neri, spezie e cacao. Il Campo San Giorgio Conero Riserva 2020, 100% Montepulciano da vecchie vigne storiche, si è distinto per profondità, austerità e potenziale evolutivo.

Dalla Campania, Francesco ci ha illustrato la cantina Fonzone, presentando una selezione di etichette che raccontano la ricchezza dell’Irpinia. Le Mattine Falanghina 2023, vinificata in acciaio e anfora e frutto di quattro vendemmie, ha mostrato una freschezza vivace e una struttura interessante. Il Sequoia Fiano Riserva 2023 ha avuto  un interessante percorso di affinamento con dodici mesi in botte grande di rovere austriaco e barili, sei mesi in acciaio e ulteriori sei mesi in bottiglia. Elegante, ha regalato note di nocciola e fiori bianchi. L’Oikos Greco di Tufo DOCG Riserva, da un clone antico, ha subito dodici mesi in botte grande, ventiquattro in vasca di cemento e sei in bottiglia, offrendo un profilo aromatico interessante e una grande longevità.

Ringraziamo Doctor Wine per averci guidato in questo viaggio tra le eccellenze vinicole italiane, attraverso la presentazione della Guida Essenziale ai Vini Italiani 2025. Un’esperienza ricca di incontri, scoperte e degustazioni che conferma, ancora una volta, la vitalità e la qualità del panorama enologico nazionale.

By Antonello







venerdì 14 novembre 2025

Tutto quello che avreste voluto sapere sul Meunier e il Parmigiano ma non avete mai osato chiedere

Un viaggio tra Champagne e Parmigiano Reggiano alla Champagne Experience di Bologna

Nell’ambito dell’ottava edizione di Champagne Experience, il principale evento italiano dedicato allo Champagne, organizzato da Excellence SIDI, abbiamo avuto l’onore di partecipare alla Masterclass: “Caratteri del Meunier e Parmigiano Reggiano: analisi tecnica di tre abbinamenti”.

Dopo l’introduzione di Alessandro Stocchi del Consorzio del Parmigiano Reggiano e “battitore” del famoso formaggio, a guidare questo viaggio sensoriale ci hanno pensato due relatori d’eccezione: Geoffrey Orban, master in enologia e ambasciatore dello Champagne, e Fabio Giberti, Assaggiatore Esperto di Parmigiano Reggiano. L’obiettivo della Master Class? Scoprire come le sfumature del vitigno Meunier possano dialogare con le diverse stagionature del Parmigiano Reggiano, attraverso una degustazione tecnica di tre abbinamenti inediti.

Il Meunier è spesso la “terza via” dello Champagne, meno noto rispetto a Pinot Noir e Chardonnay, ma ricco di personalità. Geoffrey Orban lo ha raccontato con passione, svelando caratteristiche e segreti che solo chi il terroir lo vive ogni giorno sa trasmettere.

Ha prima illustrato i vari terreni dove cresce il vitigno, illustrando per ognuno i sentori che trasmette.  È poi passato ad illustrare le tre caratteristiche di questo vitigno, vivace, fruttato e intenso, ognuna delle quali declinata in dieci sfumature. Già queste trenta sfumature fanno capire la complessità e ricchezza di questo vitigno! Queste tre caratteristiche sono uno strumento utile per accostarsi agli Champagne de Vigneron facilitandone il consiglio, le vendite e l’acquisto.

Infine, ha comparato le due AOP, dello Champagne e del Parmigiano. Un confronto dove il tempo di affinamento in entrambi i casi è un fattore fondamentale per la qualità del prodotto.

Il cuore della masterclass è stato l’assaggio guidato di tre Champagne Meunier in abbinamento a tre diverse stagionature di Parmigiano Reggiano. Un esperimento sensoriale capace di cambiare la percezione di entrambi i prodotti. Con un focus sugli Champagne, abbiamo degustato, ognuno con un Parmigiano Reggiano di stagionatura diversa:

Dourdon Veillard Instant Meunier 2019 Brut Fresco, diretto, con note di frutta bianca, fiori di campo e una bollicina fine. Un Meunier giovane e dinamico.

Collard-Picard Racines 100% Meunier Petit Meunier proveniente dal lato destro della Vallée de la Marne. Assemblaggio di più vendemmie: 50% 2013/2014/2015 e 50% 2017. Frutta fresca, erbe aromatiche, acidità vivace.

Pascale Lejeune Figure de Style n.4 Oxymore 50% 2019 e 50% 2020, dal Coteaux Sud d’Epernay, Pierry Premier Cru. Intenso, elegante, con sfumature ossidative.

La Champagne Experience di Bologna ha confermato ancora una volta quanto il Meunier sappia sorprendere, emozionare e raccontare il terroir con autenticità. Ma è stato l’incontro con il Parmigiano Reggiano a rivelare la forza dell’abbinamento: non un semplice accompagnamento, ma un vero dialogo sensoriale. Ogni calice ha esaltato nuove sfumature del formaggio, e ogni assaggio ha restituito profondità e rilievo allo Champagne. Quando Francia e Italia si incontrano così, il risultato è un equilibrio che arricchisce entrambi.

By Antonello








giovedì 30 ottobre 2025

Nel cuore dell’Umbria: racconti di vino, cucina e passione

Nel cuore della verde e bella Umbria (si sente che sono umbro e sono di parte?) [IM1]  dal 19 al 21 settembre 2025, a Montefalco, culla del Sagrantino, si è svolta “Enologica – Abbinamenti”, rassegna organizzata dal “Consorzio Tutela Vini Montefalco” in collaborazione con “Miriade & Partners srl”. Ringraziamo entrambi per l’invito. L’evento era[IM2]  dedicato ai vitigni tutelati dal Consorzio e alla cucina locale, il tutto arricchito da arte e musica.

Leggi Montefalco e pensi subito Sagrantino vinificato in rosso nella sua versione secca, dimenticando invece che il Sagrantino nasce come vino passito. Per secoli, infatti, è stato usato esclusivamente come vino passito da messa. Da qui il nome che richiama il “sacro”. Solo negli anni ’70 del secolo scorso si è iniziato a vinificare in versione secca, intuendone il potenziale.

Però l’evento non si limita ad esplorare il Sagrantino nelle varie declinazioni offerte dai produttori, ma esalta e mette in rilievo anche altri vitigni coltivati nella zona, per esempio Grechetto e Trebbiano Spoletino.

Abbiamo partecipato con entusiasmo ai banchi d’assaggio e a uno show cooking ospitato presso il suggestivo complesso di San Francesco.

Tra le cantine protagoniste, Colle Ciocco ha saputo distinguersi con una selezione che intreccia tradizione e sperimentazione. Il Tempestivo in Bolla – Ancestrale, prima annata per questo intrigante metodo ancestrale, ottenuto da Trebbiano Spoletino. Fresco, vibrante e leggermente torbido, esprime il carattere più autentico del vitigno con note agrumate, floreali e una bollicina gentile. Il Montefalco Sagrantino 2019 è un vino di grande struttura e profondità, con tanniniben integrati. Il bouquet è ampio: mora selvatica, ciliegia nera, erbe aromatiche e spezie. Un rosso che promette longevità e si presta a meditazione o abbinamenti decisi. Infine, il Montefalco Sagrantino Passito 2019 che, come descritto in precedenza, è Il più tradizionale tra i vini dolci umbri, ottenuto da uve appassite per oltre tre mesi. Intenso, profondo, con un ottimo equilibrio. Note di frutta scura, cioccolato e spezie lo rendono perfetto con formaggi stagionati o dolci a base di frutta secca.

Un altro momento particolarmente piacevole è stato l’incontro con la Cantina Le Cimate, guidati dalla cortese e preparata Signora Alessandra, che ci ha accompagnato in un racconto appassionato della tenuta e dei suoi vini. Tra le etichette presentate, segnaliamo il Brut Nature “Giovanni Bartoloni – Dedicato a te” Metodo Classico da Trebbiano Spoletino, elegante e verticale, con perlage fine e note agrumate, di crosta di pane e frutta secca. Un omaggio al papà dell’attuale titolare che racchiude memoria e modernità.  Il Trebbiano Spoletino, vino bianco di grande personalità, dalla splendida etichetta che raffigura il caratteristico grappolo allungato. Al palato è teso, sapido, con una bella progressione aromatica che ne sottolinea l’identità territoriale. Infine, il Sagrantino “Donna Giulia” 2019, dedicato alla figlia dell’attuale titolare. Questo Sagrantino nasce da un piccolo appezzamento e viene prodotto in sole 1.333 bottiglie numerate. Noi abbiamo avuto il piacere di degustare la n. 683. Le uve, raccolte e selezionate a mano, danno vita a un rosso potente ma fine, con tannini ben cesellati e un profilo aromatico che spazia dalla frutta scura alle spezie dolci. Anche questa bottiglia ha una splendida etichetta disegnata dall’artista Beatrice Fedeli. Dulcis in fundo, due passiti, entrambi prodotti in tiratura limitata di circa 1.000 bottiglie, hanno chiuso la degustazione presso il banco Le Cimate con grazia e profondità, offrendo due interpretazioni opposte ma complementari della dolcezza umbra. Il Passito da Sagrantino si presenta come un vino potente e meditativo, figlio di un vitigno naturalmente ricco di tannino e struttura. Le uve, appassite a lungo, regalano un sorso denso, profondo, con note di frutta scura, cioccolato fondente e spezie. Perfetto con formaggi stagionati, cioccolato o da solo, in silenzio. Il Passito da Trebbiano Spoletino, invece, è dorato nel colore e fruttato al naso, con sentori di albicocca disidratata, miele e fiori secchi. Al palato è  fresco, con una dolcezza più gentile e una spalla acido-sapida che lo rende sorprendentemente versatile. È il vino che accompagna con leggerezza una crostata di frutta, un pecorino erborinato, o una conversazione serena. Due anime diverse. Entrambe raccontano l’Umbria con autenticità e carattere.

A seguire, anche Scacciadiavoli ha saputo sorprenderci con una selezione di Metodo Classico che interpreta con personalità il territorio umbro. Tre le bollicine in degustazione: Il Brut Rosé, vivace e floreale, con note di agrumi e frutti rossi, perfetto come aperitivo o in abbinamento a piatti delicati. Il Pas Dosé da blend paritario di uve bianche e rosse tradizionali del territorio, un incontro tra struttura e freschezza. Sorso deciso, asciutto e minerale. Infine, il Pas Dosé da Trebbiano Spoletino, più verticale e salino, con una spinta acida che ne esalta la vocazione gastronomica.

Tra i vini fermi, si confermano due grandi classici della denominazione: Il Trebbiano Spoletino Spoleto DOC, bianco di grande tensione e profondità, capace di raccontare il territorio con eleganza e precisione. Il Montefalco Sagrantino DOCG, rosso potente e austero, che esprime al meglio la forza tannica e la vocazione meditativa del vitigno.

Tra un banco d’assaggio e un altro abbiamo partecipato allo show cooking, intitolato “La cucina incontra il vino”, curato dal progetto Chef in Case, ideato da Alessandro Lestini e Arcadio J. Chiappini. Presentato da Claudio Ciotti, delegato AIS Umbria per la zona Montefalco-Spoleto, l’evento ha proposto una visione moderna e dinamica della cucina, giocando con il concetto di “case” come contenitore di esperienze preziose.

Attraverso ricette esclusive e originali, lo show ha celebrato la riscoperta dei sapori più autentici del territorio, in un dialogo armonico tra gastronomia e vino.

Abbiamo avuto il piacere di degustare due piatti che incarnano l’anima più autentica della cucina umbra, reinterpretati con creatività e rispetto per la materia prima.

Il cotechino di cinghiale, sapido e avvolgente, ha offerto una lettura rustica ma raffinata della tradizione norcina, con una consistenza morbida e un profilo aromatico intenso. In abbinamento, il Montefalco Rosso “Volo del Falco” di Tenute Baldo ha accompagnato con discrezione e finezza, valorizzando le sfumature speziate e la succulenza del piatto.

Ancora più sorprendente la salsiccia di cinghiale con uva Sagrantino e pane Antonucci, un incontro tra dolcezza e forza, dove la frutta e il pane artigianale creano un contrappunto gustativo che amplifica la profondità della carne. A sostenere questa sinfonia, il Sagrantino 2018 di Terre dei Nappi, vino di grande struttura e carattere, ha saputo esaltare le note più complesse e persistenti della preparazione.

Aspettiamo con trepidazione la prossima edizione nella splendida Umbria!!

By Antonello








mercoledì 22 ottobre 2025

“Decant…iamo il Panettone” – Il gusto delle feste incontra i sapori del territorio

L’Associazione Decant presenta una nuova, golosa iniziativa dedicata a uno dei simboli più amati della tradizione italiana: il Panettone.

Nasce così “Decant…iamo il Panettone”, un evento enogastronomico che celebra l’eccellenza artigianale del dolce natalizio per eccellenza, abbinato ai migliori vini, birre e distillati del Lazio.

Dopo il successo delle precedenti manifestazioni dedicate alla cultura del gusto, Decant conferma la propria missione: valorizzare i prodotti del territorio attraverso esperienze culinarie e sensoriali che uniscono artigianalità, qualità e convivialità.

Durante l’evento, i visitatori potranno degustare panettoni realizzati da circa quindici maestri pasticceri e produttori locali, ognuno con la propria interpretazione del dolce natalizio.

I panettoni saranno accompagnati da vini, birre e distillati.

L’evento sarà arricchito da una masterclass dedicata al panettone classico, condotta da un esperto del settore che illustrerà segreti, tecniche di lievitazione e abbinamenti perfetti.

A rendere la giornata ancora più coinvolgente sarà il momento del “Panettone del Pubblico”, un riconoscimento speciale assegnato direttamente dai visitatori: il pubblico potrà degustare e votare il proprio panettone preferito, decretando così il vincitore dell’edizione.

L’espositore che riceverà il maggior numero di voti si aggiudicherà un buono d’acquisto del valore di 500 €, offerto dal partner tecnico Liguori Contract s.r.l., come premio simbolico alla qualità e alla capacità di conquistare i palati del pubblico.

I banchi d’assaggio saranno aperti sabato 15 novembre, dalle ore 11.00 alle 22.00.

Con “Decant…iamo il Panettone”, Decant rinnova il suo impegno nel promuovere l’identità enogastronomica del Lazio, trasformando il panettone in un ambasciatore di eccellenza locale e convivialità natalizia. Un brindisi al gusto e alla tradizione.

L’evento è realizzato con la collaborazione di GIS (partner) e Passione Iberico (partner), Acqua Filette(partner tecnico), Liguori (partner tecnico) e ArtEventi (partner tecnico), e con il patrocinio del Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi e del Comune di Fondi.

I biglietti sono disponibili in prevendita su www.associazionedecant.it e presso Futurgrafica a Fondi.
Per maggiori informazioni è possibile consultare i canali social di Associazione Decant (Facebook e Instagram) o scrivere a decantfondi@gmail.com.



martedì 21 ottobre 2025

“MARCHEting 2025: Voci, Vini e Sapori nel Cuore di Roma”

Dal 18 al 19 settembre 2025, negli spazi eleganti del Complesso Monumentale Pio Sodalizio dei Piceni (Piazza San Salvatore in Lauro, Roma), si è svolta la terza edizione di MARCHEting, manifestazione promossa dal gruppo Excellence e dedicata alla cultura e tradizione marchigiana nel cuore di Roma.

Un evento che ha saputo coniugare territorio, gastronomia e cultura del vino, grazie alla presenza di produttori e chef che ci hanno deliziato per due giorni con interessanti show cooking, abbinando i piatti da loro preparati ai vini presenti.

Tra i banchi, segnaliamo con piacere la Tenuta Piano di Rustano Società Agricola di Castelfidardo, Matelica. Abbiamo avuto modo di degustare queste due etichette di grande eleganza: la bollicina Cavalier Vincenzo, metodo classico da Verdicchio in purezza, si è distinta per il suo perlage fine e persistente, con profumi di mela grattugiata, camomilla e lievito. Al palato, note di pesca bianca, nespola e mandorla, con chiusura agrumata e minerale. Il Verdicchio DOCG Brondoleto, da selezione cru, ha regalato sentori di mela verde, fiori di tiglio e ginestra. In bocca, pesca bianca, radice di liquirizia e vaniglia, con un finale sapido e armonico.

Molto interessante anche la proposta dell’Azienda Agricola Valle Marina di Monte San Biagio, Latina, con tre vini in degustazione, tra cui il Lampione, un Moscato di Terracina secco. Un bianco aromatico che ha colpito per la sua fragranza floreale, con note di zagara, salvia e scorza d’arancia. Il sorso è fresco, marino, con una bella tensione minerale che richiama il territorio pontino.

Casata Mergè (Linea Sesto Senso), da Frascat,ha presentato un’ampia gamma di vini che hanno esaltato il territorio laziale. Tra questi, il Frascati Superiore Riserva “Sesto Ventuno” si è distinto per eleganza e struttura: profumi di frutta bianca, miele e spezie dolci, con un finale che richiama la mandorla e gli agrumi. Il Sauvignon Lazio IGP, invece, ha offerto un profilo più verticale, con sentori di acacia, biancospino e lime, e un sorso fresco, opulento, di grande acidità e mineralità.

Sul fronte gastronomico, ottima la mozzarella di Minicaseificio Costanzo di Aversa, il pecorino di Cibaria da Roma, e dalle Marche, le raffinate confetture dell’Azienda Agricola SIGI da Macerata, che hanno completato l’esperienza sensoriale con dolcezza e autenticità.

Gli show cooking, presentati da Elvia Gregorace, sono stati coinvolgenti e ben curati, capaci di raccontare il territorio attraverso il gesto e il gusto.

MARCHEting 2025 ha confermato la sua vocazione: essere un punto d’incontro tra territori, produttori e appassionati, con uno sguardo attento alla qualità e alla narrazione del vino.

By Antonello









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