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giovedì 20 novembre 2025

Tienimenti Leone: un viaggio sensoriale tra vigneti, storia e sapori autentici

Nel cuore della campagna laziale, a pochi chilometri da Roma e da Latina, e immersa nel paesaggio verdeggiante di Lanuvio, si trova Tienimenti Leone, una tenuta vitivinicola che incarna la passione per il vino, la sostenibilità e la valorizzazione del territorio. La visita guidata con degustazione è molto più di un semplice tour: è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi e lascia il segno.

Un territorio ricco di storia e natura

Tienimenti Leone si estende su 72 ettari, di cui 34 coltivati a vigneto, in un terreno vulcanico che dona caratteristiche uniche ai suoi vini. La filosofia dell’azienda è chiara: produrre vini biologici nel rispetto dell’ambiente, con impianti fotovoltaici e sistemi di irrigazione sotterranei che riducono gli sprechi.

Durante la visita, si viene accolti con calore e professionalità. La passeggiata tra i filari è un ritorno alle origini, un modo per riscoprire il legame profondo tra uomo e terra. Si attraversano le grotte scavate nella roccia vulcanica, si esplora la cantina e si respira la storia che permea ogni angolo della tenuta.

La Torre medievale e le grotte vulcaniche

Uno degli angoli più suggestivi di Tienimenti Leone è la torre medievale, che domina il paesaggio con la sua imponenza e racconta secoli di storia locale. Restaurata con cura, oggi accoglie i visitatori come simbolo dell’identità della tenuta. Ai suoi piedi si aprono le grotte vulcaniche, antichi rifugi scavati nella roccia, anch’esse sapientemente recuperate. Questi ambienti freschi e silenziosi ospitano parte della cantina e offrono un’atmosfera unica durante la visita, dove il passato e il presente si incontrano in un abbraccio di pietra e vino.

La degustazione: un viaggio nei profumi e sapori

La parte più attesa è la degustazione di 3 vini abbinati a prodotti locali come salumi, formaggi e pane ed olio. Ogni etichetta racconta una storia, spesso con nomi ispirati al dialetto romano, per rompere con la formalità e avvicinare il vino alla quotidianità.

I vini spaziano da bianchi freschi e aromatici a rossi strutturati e intensi, tutti espressione autentica del territorio. La guida spiega con passione le tecniche di vinificazione, le peculiarità di ogni vitigno e le scelte sostenibili che rendono Tienimenti Leone un esempio virtuoso.

Originale la scelta di servirli “a tappe” nella successione delle varie location della tenuta.

Sommelier AIS: guida esperta tra i calici del vino

Durante la visita guidata a Tienimenti Leone, l’esperienza di degustazione è impreziosita dalla presenza di una delegazione dei sommelier AIS (Associazione Italiana Sommelier), veri e propri ambasciatori del vino. Con competenza e passione, accompagnano gli ospiti nella scoperta delle etichette della tenuta, spiegando le caratteristiche organolettiche, le tecniche di abbinamento e le peculiarità del territorio. Il loro racconto trasforma ogni sorso in un momento di conoscenza, rendendo la degustazione non solo piacevole, ma anche formativa. Un valore aggiunto che rende l’esperienza ancora più memorabile.

Un’esperienza da ricordare

La cura dei dettagli, l’atmosfera rilassata e l’attenzione al visitatore rendono la visita un momento speciale, ideale per coppie, gruppi di amici o appassionati di enogastronomia.

Tienimenti Leone non è solo una cantina, ma un luogo dove si celebra la bellezza della terra, il valore della tradizione e l’innovazione sostenibile. Se cercate un’esperienza autentica, lontana dai circuiti turistici convenzionali, questo angolo di Lazio saprà conquistarvi.

By Mario









martedì 18 novembre 2025

Doctor Wine: Presentazione della Guida Essenziale ai Vini Italiani 2026

L’undici ottobre a Roma, presso il Salone Novecento, è stata presentata la nuova edizione della Guida Essenziale ai Vini Italiani 2026 firmata Doctor Wine, alias Daniele Cernilli. La guida raccoglie circa 1.350 aziende e 3.400 vini, offrendo anche una selezione di 860 etichette segnalate per l’ottimo rapporto qualità/prezzo. Fiore all’occhiello sono le 138 Tre Stelle, riconoscimenti attribuiti con le celebri “faccine” di Cernilli, che “ci mette la faccia” nel certificare l’eccellenza dei vini premiati.

Una guida importante con un tasso del 10% di ricambio aziende, segno che si è sempre alla ricerca di novità e questo rende la guida particolarmente interessante.

Tra le cantine protagoniste, spicca Zuani. Abbiamo avuto l’onore di conoscere la Signora Patrizia Felluga, che ci ha presentato la cantina. Patrizia, figlia di Marco Felluga, ha intrapreso un percorso autonomo, fondando una realtà che riflette la sua personale visione del territorio. La cantina, situata a San Floriano del Collio, è circondata dalla tipica Ponca, una combinazione di marna e arenaria, e produce esclusivamente vini bianchi, espressione pura del terroir.

Grazie al nostro amico Andrea “Sauvignon” Pavan, che ringraziamo anche per le foto, abbiamo potuto degustare alcune etichette memorabili. Il Sodevo Pinot Grigio, vinificato in acciaio per preservare le caratteristiche varietali, si è rivelato elegante e fresco, con note fruttate e un gusto sapido e minerale. Il Collio Bianco “Vigne”, un blend paritario di Pinot Grigio, Sauvignon, Chardonnay e Friulano, ha mostrato un equilibrio armonico tra freschezza e struttura. Il Collio Bianco Riserva, frutto di uve autoctone e internazionali, ha subito una macerazione a freddo e un affinamento in piccole botti di rovere francese. Il risultato è un vino dal colore giallo paglierino, con un profumo complesso di frutta e vaniglia, e un gusto elegante e persistente.

La storica casa Ferrari ha presentato tre Trento DOC di altissimo livello. Il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore Extra Brut 2016, 100% Chardonnay, ha incantato con la sua bollicina cremosa e le note di agrumi canditi e crosta di pane. Il Perlè Nero Extra Brut 2018, 100% Pinot Nero, sentori di piccoli frutti rossi, spezie e un tocco affumicato. Il Perlè Brut Riserva 2019, anch’esso 100% Chardonnay, vivace, con profumi di mela verde, fiori bianchi e mandorla. Tre interpretazioni del metodo classico che confermano la leadership della maison trentina.

Riccardo Isetti ci ha guidato alla scoperta di Monviert, azienda di Cividale del Friuli, dove il paesaggio si apre su colline dolci e vigneti ordinati. Il Sauvignon 2024 ha aperto la degustazione con note di maracuja e frutta bianca, un vino sapido e persistente. Il Friulano Riserva 2022, vinificato in acciaio, ha offerto sentori di ananas e albicocca, con freschezza e mineralità. Il Tricur, blend unico con 50% Riesling botritizzato, 25% Friulano e 25% Ribolla Gialla, affinato in acciaio e barrique per 24 mesi, ha chiuso la degustazione con un vino complesso, dai sentori di frutta esotica e acacia, persistente.

Nel Veneto, Giampaolo Speri della cantina Speri ci ha presentato due etichette che raccontano la tradizione e l’evoluzione della Valpolicella. Il Valpolicella Ripasso 2023 si è mostrato fresco e fruttato, con note di ciliegia e pepe nero. Il celebre Sant’Urbano Classico Superiore 2022, proveniente dal cru omonimo, ha rivelato un profilo di grande eleganza e profondità, con sentori di amarena, spezie dolci e tabacco, tannino vellutato e un finale lungo e avvolgente. Due vini che testimoniano la coerenza stilistica e la visione della famiglia Speri, custode di una delle zone più iconiche del vino italiano.

Per le Marche, la Signora Valentina Ceracchi ci ha presentato Umani Ronchi, azienda che già conoscevamo avendola visitata. Il progetto Vecchie Vigne Historical, 2020, Verdicchio dei castelli di Jesi, valorizza le parcelle più antiche dell’azienda, con vinificazioni dedicate.  Il Pelago 2021, rosso elegante e potente, è un blend di Montepulciano, Cabernet Sauvignon e Merlot, 14 mesi barrique, con note di frutti neri, spezie e cacao. Il Campo San Giorgio Conero Riserva 2020, 100% Montepulciano da vecchie vigne storiche, si è distinto per profondità, austerità e potenziale evolutivo.

Dalla Campania, Francesco ci ha illustrato la cantina Fonzone, presentando una selezione di etichette che raccontano la ricchezza dell’Irpinia. Le Mattine Falanghina 2023, vinificata in acciaio e anfora e frutto di quattro vendemmie, ha mostrato una freschezza vivace e una struttura interessante. Il Sequoia Fiano Riserva 2023 ha avuto  un interessante percorso di affinamento con dodici mesi in botte grande di rovere austriaco e barili, sei mesi in acciaio e ulteriori sei mesi in bottiglia. Elegante, ha regalato note di nocciola e fiori bianchi. L’Oikos Greco di Tufo DOCG Riserva, da un clone antico, ha subito dodici mesi in botte grande, ventiquattro in vasca di cemento e sei in bottiglia, offrendo un profilo aromatico interessante e una grande longevità.

Ringraziamo Doctor Wine per averci guidato in questo viaggio tra le eccellenze vinicole italiane, attraverso la presentazione della Guida Essenziale ai Vini Italiani 2025. Un’esperienza ricca di incontri, scoperte e degustazioni che conferma, ancora una volta, la vitalità e la qualità del panorama enologico nazionale.

By Antonello







domenica 16 novembre 2025

Champagne Monopole Heidsieck & Co Blue Top Brut: bollicine con stile

Se hai voglia di stappare qualcosa di speciale, il Champagne Monopole Blue Top è una scelta che non delude. Elegante, fresco e con quel tocco classico che fa subito festa, è il tipo di bollicina che si adatta bene sia a un brindisi improvvisato che a una cena più curata.

Appena versato, colpisce per il suo colore giallo paglierino brillante e per le bollicine fini e persistenti. Al naso arrivano profumi di frutta fresca, agrumi e un leggero sentore tostato, mentre in bocca è vivace, equilibrato e piacevolmente secco. Non è troppo aggressivo, ma ha abbastanza carattere da farsi notare.

È ottenuto da una miscela ben bilanciata di Pinot Nero (70%), Chardonnay (20%) e Pinot Meunier (10%). Questo blend gli conferisce struttura, freschezza e una bella complessità aromatica.

Ottimo come aperitivo, ma anche perfetto con piatti di pesce, crostacei o finger food eleganti. In poche parole: è uno champagne che fa bella figura, senza bisogno di troppe presentazioni. Se lo trovi in enoteca o online a un buon prezzo, vale la pena provarlo.

By Mario






 

lunedì 10 novembre 2025

Champagne Experience Bologna 2025 Masterclass Parcellari e Monovitigni: i nuovi orizzonti di Alexandre Moreau

Nell’ambito dell’ottava edizione di Champagne Experience, il principale evento italiano dedicato allo Champagne, organizzato da Excellence SIDI, abbiamo avuto l’onore di partecipare alla Masterclass “Parcellari e Monovitigni: i nuovi orizzonti di Alexandre Moreau”, grazie all’invito del Dr. Viganò di Passion France, che cogliamo l’occasione per ringraziare.

La Master Class ha messo a confronto i nuovi Champagne parcellari a base Meunier e i monovitigni da Chardonnay, Pinot Noir e Pinot Meunier della Maison Sylvie Moreau.

L’evento è stato brillantemente condotto da Chiara Giovoni, Wine Expert, Sommelier professionista e Ambassadeur du Champagne per l’Italia, che ha raccontato con competenza e passione l’evoluzione dello Champagne negli ultimi decenni e della Maison.

In particolare, per la Maison Sylvie Moreau tutto ha inizio nel 1962, quando André Moreau pianta le prime vigne a Saint-Euphraise-et-Clairizet. Le prime bottiglie arrivano nel 1973, e dal 1991 la guida passa a Sylvie e Olivier. Già nel 1964, André avvia la conservazione di riserve di vino: una scelta lungimirante che oggi ritroviamo nelle cuvée d’ingresso e nelle Edizioni numerate.

La Maison ha scelto una viticoltura ragionata, attenta al clima e ai suoli—argillosi, calcarei, spesso in forte pendenza—con vigne distribuite in sei villaggi della Vallée de la Marne.

Oggi è Alexandre Couillet, figlio di Sylvie, a guidare la parte tecnica, spingendo verso la conversione biologica, con certificazione ottenura nel 2023, e una produzione sempre più focalizzata su parcellari e monovitigni. Una nuova era per la Maison. I nuovi Champagne parcellari riportano la scritta “vinificati da Alexandre Moreau” e nei prossimi anni avverrà anche il cambio di nome della Maison, “Champagne Alexandre Moreau”.

Accanto a Chiara, Alexandre ha presentato con competenza e visione i nuovi orizzonti della Maison.

Il primo Champagne degustato è stato “La Noue”, un Meunier 2020 proveniente da una vigna piantata nel 1973 nella Montagne de Reims, su portainnesto 41B, uno dei portainnesti più storici e diffusi in viticoltura, selezionato in Francia nel 1882. Si tratta di un Extra-Brut affinato in botti da 500 litri, non filtrato, che si distingue per la sua acidità vibrante e una sapidità incisiva. La persistenza è notevole, e il vino lascia una traccia netta e precisa.

A seguire, “Le Poteau de Coulmmes”, anch’esso Meunier 2020, proveniente da una parcella piantata nel 1965, sempre nella Montagne de Reims e con lo stesso portainnesto 41B. Anche qui troviamo un Extra-Brut affinato in legno, non chiarificato né filtrato. L’equilibrio tra struttura e freschezza è calibrato, con una tensione gustativa che invita alla riflessione.

Il terzo vino, “Meunier Élevage Long”, nasce da un’idea iniziale di vinificazione in barrique come vino fermo. Dopo un anno, il progetto è stato rimandato, poi rimandato ancora un anno e infine si è scelto di spumantizzare. Il risultato è sorprendente: uno Champagne che si apre con note speziate di zenzero, curcuma e zafferano, per poi virare su sentori agrumati di arancia e chinotto. La profondità aromatica e il potenziale di invecchiamento lo rendono un vino di grande personalità.

Il quarto Champagne, “Édition n°12” annata 2017, è un Extra-Brut composto da 70% Chardonnay e 30% Meunier, vinificato in acciaio con minimo intervento. Al naso si percepiscono fiori di acacia e delicate sfumature di frutta bianca, mentre al palato si rivela fine e diretto, con una bella pulizia.

Chiude la degustazione in Master Class il monovitigno “Pinot Noir” 2019, Extra-Brut, proveniente da terreni esposti a nord e soggetti a gelate primaverili. La tensione minerale e la freschezza lo rendono austero ma intrigante, con una struttura che promette evoluzione.

Al termine della degustazione, abbiamo incontrato Sylvie presso lo stand, dove abbiamo avuto modo di assaggiare tre ulteriori cuvée non presentate in Master Class.

Il “Racines Extra Brut Riserva” è un assemblaggio di Meunier (50%), Chardonnay (30%) e Pinot Noir (20%), con il 40% di vin de réserve perpetuo dal 1964. Dopo almeno 36 mesi sui lieviti, si presenta con sentori di crosta di pane, nocciola e mela cotogna, in un equilibrio tra profondità e freschezza.

Con lo stesso assemblaggio, il “Carré Or Extra Brut Riserva” segue il metodo Solera dal 1964, ma con un affinamento minimo di 140 mesi sui lieviti. Il profilo aromatico è più evoluto, con note di frutta secca, spezie dolci, tabacco, che raccontano il tempo con eleganza.

Infine, “Emeraude Extra Brut”, composto in parti uguali da Pinot Noir e Chardonnay, affina per 60 mesi sui lieviti. Al naso si apre con agrumi canditi e fiori bianchi, mentre al palato rivela una mineralità salina che ne esalta la finezza.

Ringraziamo ancora Passion France e il Dr. Viganò per l’invito, e la Maison Sylvie Moreau per averci dato la possibilità di degustare Champagne che meritano attenzione e memoria.

By Mario








lunedì 3 novembre 2025

Bollinger Brut: L’eleganza che danza in ogni bollicina

Fondata nel 1829, la Maison Bollinger è una delle più antiche e rispettate case produttrici di Champagne nella regione francese omonima. Conosciuta per il suo stile ricco e strutturato, Bollinger ha conquistato un posto d’onore tra gli intenditori e persino tra gli agenti segreti: è lo Champagne preferito di James Bond sin dal romanzo “Diamonds Are Forever”.

Il Bollinger Special Cuvée Brut si presenta con un colore giallo dorato brillante, che anticipa un bouquet olfattivo intenso e complesso. Al naso si percepiscono note di frutta fresca come pesca, mela e agrumi, accompagnate da fiori bianchi (tiglio, gelsomino) e sentori di crosta di pane, spezie e tostatura. In bocca è cremoso, armonico e strutturato, con un finale lungo e persistente.

La versatilità di questo Champagne lo rende ideale per una vasta gamma di piatti. Si abbina splendidamente con: Antipasti delicati come ostriche e carpacci di pesce; Primi piatti a base di crostacei o risotti cremosi; Secondi di carne bianca o pesce al forno; Dessert leggeri come crostate alla frutta o mousse al limone.

Questo Champagne è considerato uno dei migliori della sua categoria. La sua qualità costante e il profilo aromatico lo rendono una scelta sicura per chi cerca un’esperienza autentica e memorabile.

Se stai cercando uno Champagne che unisca tradizione, eleganza e complessità, il Bollinger Special Cuvée Brut è una scelta eccellente. Perfetto per un brindisi importante o per arricchire una cena gourmet, è un vero ambasciatore dell’arte dello Champagne.

By Mario






 

martedì 28 ottobre 2025

UDO – Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Brut Nature Sui Lieviti

Nel cuore delle colline di Conegliano Valdobbiaden, patrimonio UNESCO e culla del Prosecco Superiore, nasce un vino che incarna tradizione, autenticità e carattere: UDO Brut Nature Sui Lieviti. Un’etichetta che parla agli appassionati di bollicine non convenzionali, dove il terroir e il metodo ancestrale si fondono in un’esperienza sensoriale unica.

Al naso si presenta intenso e rustico, con note di crosta di pane, mela verde, fiori di campo e una leggera sfumatura agrumata. In bocca è secco, diretto e vibrante, con una bollicina fine ma vivace che pulisce il palato e invita al prossimo sorso. La presenza dei lieviti dona complessità e profondità, rendendolo un vino da meditazione ma anche da tavola.

Perfetto con: salumi artigianali e formaggi a pasta molle, fritture di pesce e verdure, piatti della tradizione veneta come il baccalà mantecato.

UDO non è il classico Prosecco da aperitivo. È un vino che racconta una storia, quella di una viticoltura eroica e di una scelta produttiva controcorrente. Il metodo “sui lieviti” lo rende autentico, schietto e profondamente territoriale. Ideale per chi cerca qualcosa di più da una bollicina: un’anima.

By Mario





sabato 18 ottobre 2025

AIS Lazio: un nuovo anno sociale tra “L’Altro Volto del Metodo Classico” e nuovi diplomati


Il 28 settembre, presso l’hotel Lifestyle, l’Associazione Italiana Sommelier ha inaugurato il nuovo anno sociale con la seconda edizione de “L’Altro Volto del Metodo Classico”. Con l’occasione, oltre ai banchi di assaggio, sono stati consegnati anche i diplomi ai nuovi Sommelier.

Come suggerisce il titolo della manifestazione, non è stato il consueto panorama di bollicine blasonate come Franciacorta, Trento DOC, Alta Langa e Oltrepò Pavese. Proprio questa scelta ha reso l’evento interessante con una selezione di cantine che interpretano il Metodo Classico in modo alternativo, spesso con vitigni poco convenzionali.

In proporzione poco Chardonnay e Pinot Nero, i due protagonisti classici della spumantizzazione. Al loro posto, Nebbiolo, Verdicchio, Albana, Carricante e altri ancora. Un panorama variegato, che ha mostrato quanto il Metodo Classico possa essere versatile e radicato in territori meno celebrati.

Tra le etichette più originali ci hanno colpito e sorpreso l’Incanto Brut Nature 2020 di Roberto Crosio (Piemonte), Erbaluce in purezza, e l’Opera Prima Dosaggio Zero, 100% Pinella di Reassi (Veneto). Notevole il Turbiana Magnum Brut Nature 2018 di Perla del Garda (Lombardia) e il sorprendente Centoventi di Venchiarezza (Friuli Venezia Giulia), con 120 mesi sui lieviti come suggerisce il nome. Da Castello di Corbara (Umbria), un Metodo Classico 2019 con Grechetto e Chardonnay, e infine il Verdicchio Dosaggio Zero 2015 di Casaleta (Marche), elegante e verticale.

Completano la nostra selezione il Dosaggio Zero 2021 di Faraone (Abruzzo), 100% Passerina, fresco e sapido, e il raffinato Contessa Franca Extra Brut 2016 di Tasca d’Almerita (Sicilia), 100% Chardonnay, elegante e piacevole.

A questi si aggiungono il 68 Extra Brut 2021 di Mirizzi (Marche), 100% Verdicchio, il Calarosa Metodo Classico Rosé di Borgo Turrito (Puglia), da 100% Uva di Troia; l’Apnea Rosé Brut 2019 di Giancarlo Ceci (Puglia), 100% Bombino Nero; e il Metodo Classico 2021 di Silvia Zucchi (Emilia), 100% Lambrusco di Sorbara.

Si è anche svolta una masterclass dedicata al Metodo Classico del Lazio condotta da Emanuela Di Palma.

Auguri di buon anno sociale all’AIS, che celebra con orgoglio i suoi 60 anni di storia. Un sentito grazie ai Sommelier per il servizio sempre impeccabile e per la capacità di illustrare le etichette con competenza e passione.

By Antonello








martedì 14 ottobre 2025

Vitigni autoctoni protagonisti a Roma: un viaggio sensoriale da Nord a Sud

Go Wine ha inaugurato la nuova stagione con il tradizionale appuntamento di settembre, ospitato nelle eleganti sale del Grand Hotel Palatino. Un evento interamente dedicato alla biodiversità del vigneto italiano, con oltre 75 vitigni autoctoni in degustazione e un parterre di cantine che raccontano la ricchezza enologica del Paese.

Tra le realtà più interessanti, alcune etichette hanno saputo distinguersi per originalità e capacità di interpretare il territorio.

Abbiamo iniziato con Terre Rosse Vallania, Zola Pedrosa nelle Colli Bolognesi. Valentina ci ha fatto conoscere questa cantina, che esiste dal 1964 e dal 2020 è guidata dal giovane Enrico. IL nome della cantina prende spunto dal terreno dove si trovano le vigne, ricco di ferro e di una ricchezza minerale che si riflette sui vini. Valentina ha proposto due vini molto interessanti. IL primo è un vino frizzante di nome Perditempo, “un frizzante quasi metodo classico” come lo presenta, a ragione, Valentina. È un Pignoletto rifermentato in bottiglia, tipico dei Colli Bolognesi. Fresco, profumato, vinificato in acciaio e affinato almeno 8 mesi prima della sboccatura à la volée.  A seguire 995 Metodo Classico Dosaggio Zero, sempre da Pignoletto. Una bollicina raffinata, con sentori di fiori bianchi e pasticceria, bocca fresca e vellutata, perfetta per salumi e crescentine.

Annesa ci ha guidati alla scoperta dei vini della cantina Pasetti, con sede a Francavilla al Mare, Chieti, e vigneti nell’entroterra abruzzese in cinque località diverse. Abbiamo iniziato con il Collecivetta Pecorino 2024, un bianco giovane ma già espressivo, che ha colpito per la sua freschezza agrumata e la vena sapida.

Siamo passati alla linea Testarossa che, come recita il sito della cantina è “un’etichetta storica che nasce per celebrare la superba bellezza delle donne della famiglia Pasetti, aventi i capelli rossi”. Abbiamo iniziato con il Testarossa Trebbiano 2022. La fermentazione avviene in parte in contenitori di acciaio (90%) e in parte in barriques (10%), utilizzando lieviti selezionati. La barrique da maggiore complessità aromatica. Fresco e persistente al palato.

Poi è arrivato il momento del Testarossa Montepulciano d’Abruzzo 2021 Il colore rubino profondo anticipava un naso ricco di frutta matura, spezie dolci e una nota balsamica che aggiungeva profondità. In bocca, il sorso era pieno, avvolgente, con tannini ben integrati e una buona persistenza.

Infine, Harimann Montepulciano 2017. Potente con profumi di amarena sotto spirito, tabacco, liquirizia e un fondo minerale che ne sostiene la struttura. È un rosso da meditazione, da tavola importante, da silenzio condiviso.

Cambiamo regione dove Silvia ci ha condotti a Negrar di Valpolicella, e già dal nome si capisce che siamo nel cuore pulsante di una delle zone più iconiche del vino italiano. La cantina Franchini unisce tradizione contadina e produzione artigianale. Silvia ci ha raccontato la filosofia della famiglia: rispetto per la terra e attenzione a ogni fase della produzione.

Abbiamo avuto il privilegio di assaggiare due etichette che, pur diversissime, raccontano entrambe la stessa tensione verso l’eccellenza.

L’Amarone della Valpolicella 2018, bottiglia n. 55 di sole 162, si presenta con un rosso granato profondo, vivo. Al naso, l’intensità è immediata: ciliegia sotto spirito, prugna, tabacco dolce, cacao, e spezie. Al palato è vellutato, con tannini che accarezzano. La persistenza è lunga e lascia in bocca un sapore di frutta matura e spezie che invita a riprovare.

L’ Azzardo 2019, bottiglia n. 215 di 353, dove Il nome e l’etichetta, una carta francese con il Re di fiori, sono già una dichiarazione d’intenti.  Un blend ardito, composto da un numero quasi imbarazzante di vitigni autoctoni e internazionali. Nel bicchiere, il rosso rubino è profondo, con riflessi violacei. Al naso frutti rossi, mora, liquirizia, grafite, erbe officinali, e un tocco balsamico.

In bocca è dinamico con un tannino ben è presente ma gradevole. La struttura è importante, ma non pesante. La persistenza è calda, speziata, avvolgente.

Dall’enoteca segnaliamo la Coda di Volpe 2024 di Fontanavecchia, bianco campano fresco dal colore giallo paglierino con riflessi verdolini. Al naso sprigiona profumi di pera, pesca bianca, fiori gialli e note erbacee. Al palato è secco, sapido, armonico e elegante.

Lunae Bosoni, dalla Liguria, porta il Vermentino Nero: un rosso delicato, floreale, con tannini setosi e nel complesso molto piacevole.

Il Rosachiara 2024 di Poggio di Bortolone è un rosato Sicilia DOC da Frappato e Nero d’Avola, dal colore rubino brillante. Al naso offre note floreali, fragola e pesca rosa; al palato è fresco, equilibrato e piacevolmente sapido.

Infine, il Moscatello Passito 2020 di Tenuta SecoloIX è un Colline Pescaresi IGT dal profilo dorato e avvolgente, con sentori di albicocca essiccata, fichi, cedro e zenzero. Dolce ma mai stucchevole, sorprende per freschezza, equilibrio e persistenza

Grazie a GoWine per l’ospitalità e a tutti i produttori e sommelier per i loro racconti chiari e appassionati. Un evento utile per riscoprire vitigni poco conosciuti.

Al prossimo evento GoWine

By Antonello









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