giovedì 1 ottobre 2026

Vinòforum 2026: un viaggio tra calici, territori e persone

A Piazza di Siena, Vinòforum 2026 ha accolto produttori, operatori e appassionati del vino in un fitto programma di degustazioni, masterclass e incontri. Con oltre 96.000 presenze, la manifestazione ha proposto un ampio panorama di vini, prodotti e territori. Nel corso delle giornate ho avuto l'opportunità di partecipare ad alcune degustazioni particolarmente interessanti e di confrontarmi direttamente con produttori e realtà provenienti da diverse regioni italiane.

Tra gli incontri più interessanti della manifestazione c'è stato quello con Massimo Iafrate, relatore AIS Abruzzo, che mi ha accompagnato alla scoperta dei vini di Tenuta Secolo IX.

Il percorso è iniziato con il Moscatello Fonte Grotta, versione secca ottenuta da una vendemmia precoce, capace di esprimere una freschezza immediata, sostenuta da una marcata sapidità e una vivace acidità che raccontano con immediatezza il carattere del territorio.

A seguire, il Passito 2019, che Massimo definisce senza esitazioni «il nostro DNA». Un vino che racchiude identità, storia e memoria, profondamente legato alla tradizione di Tocco da Casauria, dove il Moscatello rappresenta ancora oggi uno dei simboli più riconoscibili del territorio. Non a caso, il paese si presenta con una definizione che lascia poco spazio ai dubbi: "il paese del Moscatello e della Ciambella".

La particolarità del vino emerge soprattutto all'assaggio. Nonostante un importante residuo zuccherino, la dolcezza non risulta mai dominante grazie a una sorprendente acidità e a una marcata sapidità che mantengono il sorso dinamico e invitante. Un equilibrio che ha stupito molti dei presenti e che rende il Passito 2019 particolarmente interessante anche in abbinamento ai formaggi erborinati, suggeriti durante la degustazione.

Una delle soste più piacevoli di Vinòforum è stata quella da Tenuta Stella, nel cuore del Collio goriziano. Ad aprire la degustazione è stata una Ribolla Gialla Metodo Classico 2021, affinata 36 mesi sui lieviti: fresca, tesa e precisa, capace di introdurre immediatamente il dialogo sul territorio e sulle scelte produttive della cantina.

Da lì il percorso è proseguito con il Tanni, un Pas Dosé Blanc de Blancs che riposa 60 mesi sui lieviti e nasce da una prima fermentazione in legno. Un vino di maggiore complessità e profondità, il cui nome richiama il soprannome della nipote del socio fondatore.

Il racconto si è poi spostato sul territorio. Qui la Ribolla cresce vicino ai boschi e viene raccolta prima della piena maturazione, una scelta che contribuisce a preservarne freschezza e acidità, caratteristiche particolarmente adatte alla produzione di spumanti.

Anche lo Chardonnay trova spazio nella produzione spumantistica della cantina, con volumi contenuti.

Nello stesso spazio era presente anche il Salumificio De Pascalis, realtà dei Monti Iblei specializzata nella lavorazione di carni di suino siciliano e cinghiale. Guidato nel percorso di degustazione da Luigi De Pascalis, ho avuto il piacere di provare una selezione dei loro salumi, un assaggio che mi ha permesso di conoscere più da vicino una produzione fortemente legata al territorio e alla tradizione norcina siciliana.

Molto interessante anche lo spazio dedicato alla Calabria e alle sue produzioni d'eccellenza. Ho avuto il piacere di partecipare a uno showcooking durante il quale ho potuto apprezzare prodotti della cucina locale abbinati ai vini del territorio, dal tagliere fino al dolce. Nel calice si sono alternati un Cirò Rosato da Gaglioppo, diversi rossi calabresi e, in chiusura, il Greco di Bianco Passito 2019.

Presente anche la Delegazione Lazio delle Donne del Vino, dove ho incontrato Serena Scarpel, delegata regionale, e ho avuto modo di assaggiare alcuni interessanti vini del territorio. L'associazione è molto attiva nella promozione delle produzioni al femminile e nella valorizzazione della cultura del vino attraverso eventi, degustazioni e progetti dedicati a realtà simbolo della regione come il Cesanese e il Frascati.

È stato inoltre un piacere ritrovare il Consorzio Parmigiano Reggiano e l'amico Alessandro Stocchi, presenza ormai familiare nelle grandi manifestazioni dedicate al gusto. Anche a Vinòforum il Parmigiano Reggiano è stato protagonista di diverse masterclass che hanno permesso al pubblico di approfondire differenze tra stagionature, territori e tecniche produttive, mettendo il formaggio a confronto con diverse tipologie di vino per comprenderne le potenzialità di abbinamento. Grande partecipazione anche al banco degustazione, dove il pubblico ha potuto confrontare direttamente le diverse stagionature attraverso l'assaggio.

Per chi desidera approfondire ulteriormente l'universo del Parmigiano Reggiano, sono in arrivo anche a Roma i corsi per Assaggiatore Parmigiano Reggiano, un percorso formativo che negli ultimi anni ha già coinvolto numerosi appassionati in città come Milano, Parma, Modena e Reggio Emilia, portandoli alla scoperta delle tecniche di assaggio e delle molte sfaccettature del celebre formaggio DOP.

Un grazie a Vinòforum e a tutto lo staff di MGLogos per l'organizzazione di un'edizione che ha confermato ancora una volta il grande interesse del pubblico per il mondo del vino e della gastronomia.

Antonello













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