mercoledì 23 settembre 2026

Enotirino 2026 a Bussi sul Tirino: degustazioni, cantine e musica nel cuore dell'Abruzzo

Tra i vicoli e i palazzi del centro storico di Bussi sul Tirino, il 29 agosto è tornato Enotirino, il wine festival che celebra il vino e le eccellenze agroalimentari dell'Abruzzo. Giunto alla sua terza edizione, l'evento ha trasformato il borgo in un percorso diffuso di degustazioni, incontri e musica, coinvolgendo cantine, produttori e appassionati provenienti da tutta la regione.

Oltre 70 cantine e più di 100 espositori hanno animato la manifestazione, organizzata dall'Associazione Enotirino ETS insieme al Comune di Bussi sul Tirino. Un appuntamento nato per raccontare il forte legame tra la Valle del Tirino e la viticoltura abruzzese, attraverso un viaggio tra tradizioni, produzioni e paesaggi che raccontano la ricchezza del patrimonio enologico regionale.

Il festival prende ispirazione dalla lunga tradizione vitivinicola della Valle del Tirino, un territorio strettamente legato ad alcune delle denominazioni simbolo dell'enologia abruzzese, dal Montepulciano al Cerasuolo, dal Pecorino al Trebbiano.

Tra le cantine presenti a Enotirino, Rosarubra ha portato in degustazione alcune delle proprie etichette. La tenuta di Riccardo Iacobone si trova a Pietranico, nel pescarese, in un contesto collinare circondato da boschi di querce, e conduce i vigneti secondo i principi dell'agricoltura biologica e biodinamica. Un progetto profondamente legato al territorio abruzzese e alla valorizzazione dei suoi vitigni più rappresentativi.

Durante l'incontro, Francesco Properzi Curti ha raccontato la filosofia produttiva di Rosarubra, fondata sulla valorizzazione del vitigno e sulla qualità della materia prima.

Nel corso della degustazione è emersa l'attenzione dell'azienda per l'equilibrio del vino, considerato un elemento essenziale per la qualità finale. Francesco ha sottolineato come acidità, tannino e sapidità debbano dialogare armoniosamente con le componenti più morbide, come alcol, zuccheri e polialcoli, per dare vita a vini capaci di esprimersi con naturalezza e armonia.

Tra le etichette presentate ho avuto il piacere di degustare la bollicina Moon Rosé, Brut Metodo Charmat Lungo da Pinot Nero e Petit Verdot. A seguire Triluna, blend ottenuto da Chardonnay, Sauvignon e Malvasia Aromatica provenienti da uve raccolte a mano e in leggera surmaturazione.

Tra i rossi figurava un Montepulciano in purezza caratterizzato da un percorso di affinamento tra acciaio e legno. Dopo una prima fase in acciaio, il vino passa in botte per poi tornare nuovamente in acciaio prima dell'imbottigliamento. Una scelta che favorisce una chiarificazione progressiva e poco invasiva, contribuendo a preservarne l'integrità espressiva.

Spazio infine all'Intimo, ottenuto da un blend composto da Montepulciano e Merlot provenienti da uve leggermente surmature. L'Intimo si è presentato come un rosso particolarmente morbido e avvolgente.

Francesco ha infine ricordato anche il progetto Rosarubra Zen, situato a Città Sant'Angelo, uno spazio dedicato all'accoglienza e all'esperienza gastronomica legata ai vini dell'azienda.

Il percorso è poi proseguito con Tenuta Arabona, che ha proposto una degustazione dedicata ad alcune delle proprie etichette più rappresentative. L'azienda, a conduzione familiare, si trova a Manoppello, in provincia di Pescara, e porta avanti dal 1991 una produzione biologica profondamente legata al territorio abruzzese e ai suoi vitigni tradizionali.

La cantina, che dispone di circa 25 ettari vitati, ha portato in degustazione alcune etichette realizzate con fermentazioni condotte da lieviti indigeni e affinamenti finalizzati a valorizzare l'espressione del territorio.

A guidare il percorso è stata Jessica Simone, che ha illustrato sia gli aspetti produttivi sia le caratteristiche dei vitigni impiegati nelle diverse etichette proposte.

Dopo aver provato lo Spumante Metodo Martinotti da Passerina, è stata presentata la linea Mia Natura, espressione autentica di Tenuta Arabona. Si tratta di vini a fermentazione spontanea, ottenuta su pied de cuve con lieviti indigeni, imbottigliati senza chiarifica e sottoposti soltanto a una leggera filtrazione.

In degustazione il Pecorino in purezza, ottenuto attraverso una criomacerazione a 0 °C seguita da fermentazione a temperatura controllata in assenza di vinacce.

A seguire, il Montepulciano d'Abruzzo in purezza, che dopo la svinatura effettua una criomacerazione a 0 °C per tre giorni, seguita da fermentazione a temperatura controllata con macerazione delle vinacce e da un breve affinamento in acciaio.

Il percorso si è concluso con l'assaggio del Don Pasquale, un Montepulciano prodotto solo nelle migliori annate e dedicato al fondatore dell'azienda, il cui profilo è stato stilizzato sull'etichetta dal maestro Stefano Schiazza, noto pittore teatino. La vinificazione prevede una fermentazione con lunga macerazione delle vinacce a temperatura controllata, seguita da affinamento in acciaio, almeno 24 mesi in piccole botti di legno di terzo e quarto passaggio e infine in bottiglia.

Infine un salto nel Teramano, dove Peppe Stringini mi ha accompagnato alla scoperta di Torri Cantine. I vigneti dell'azienda si estendono per 60 ettari nei comuni di Colonnella, Controguerra e Torano, in provincia di Teramo, tra i 100 e i 300 metri sul livello del mare.

Ho degustato due Montepulciano d'Abruzzo appartenenti a due linee diverse, Bakan e Turan.

Il primo, Bakan, nasce da uve Montepulciano d'Abruzzo in purezza provenienti da agricoltura biologica certificata, selezionate manualmente in vigneto e vendemmiate intorno alla seconda decade di ottobre. Dopo la vinificazione in tini di acciaio termocondizionati e la fermentazione malolattica, il vino riposa per almeno sei mesi in vasche di cemento. Il percorso prosegue con 18 mesi di maturazione in grandi botti di rovere da 50 hl e con un ulteriore affinamento in bottiglia di almeno sei mesi.

Il secondo, Turan 2009, è ottenuto anch'esso da uve Montepulciano d'Abruzzo in purezza raccolte manualmente con vendemmia di fine ottobre. Alla fermentazione in tini di acciaio termocondizionati seguono la fermentazione malolattica e una maturazione di sei mesi in vasche di cemento. Il vino affronta quindi un invecchiamento di almeno 24 mesi in botti grandi, seguito da ulteriori sei mesi di affinamento in bottiglia, in totale assenza di ossigeno.

Un grazie all'Associazione Enotirino per la splendida organizzazione e per l'opportunità di conoscere diverse realtà vitivinicole abruzzesi nello splendido borgo di Bussi sul Tirino

Antonello







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