Nel cuore della verde e bella Umbria (si sente che sono umbro e sono di parte?) [IM1] dal 19 al 21 settembre 2025, a Montefalco, culla del Sagrantino, si è svolta “Enologica – Abbinamenti”, rassegna organizzata dal “Consorzio Tutela Vini Montefalco” in collaborazione con “Miriade & Partners srl”. Ringraziamo entrambi per l’invito. L’evento era[IM2] dedicato ai vitigni tutelati dal Consorzio e alla cucina locale, il tutto arricchito da arte e musica.
Leggi Montefalco e pensi subito Sagrantino vinificato in
rosso nella sua versione secca, dimenticando invece che il Sagrantino nasce
come vino passito. Per secoli, infatti, è
stato usato esclusivamente come vino passito da messa. Da qui il nome che
richiama il “sacro”. Solo negli anni ’70 del secolo scorso si è iniziato a
vinificare in versione secca, intuendone il potenziale.
Però l’evento non si limita ad esplorare il Sagrantino nelle
varie declinazioni offerte dai produttori, ma esalta e mette in rilievo anche
altri vitigni coltivati nella zona, per esempio Grechetto e Trebbiano Spoletino.
Abbiamo partecipato con entusiasmo ai banchi d’assaggio e a
uno show cooking ospitato presso il suggestivo complesso di San Francesco.
Tra le cantine protagoniste, Colle
Ciocco ha saputo distinguersi con una selezione che intreccia tradizione e
sperimentazione. Il Tempestivo in Bolla – Ancestrale, prima annata per
questo intrigante metodo ancestrale, ottenuto da Trebbiano Spoletino. Fresco,
vibrante e leggermente torbido, esprime il carattere più autentico del vitigno
con note agrumate, floreali e una bollicina gentile. Il Montefalco
Sagrantino 2019 è un vino di grande struttura e profondità, con tanniniben
integrati. Il bouquet è ampio: mora selvatica, ciliegia nera, erbe aromatiche e
spezie. Un rosso che promette longevità e si presta a meditazione o abbinamenti
decisi. Infine, il Montefalco Sagrantino Passito 2019 che, come
descritto in precedenza, è Il più tradizionale tra i vini dolci umbri, ottenuto
da uve appassite per oltre tre mesi. Intenso, profondo, con un ottimo equilibrio.
Note di frutta scura, cioccolato e spezie lo rendono perfetto con formaggi
stagionati o dolci a base di frutta secca.
Un altro momento
particolarmente piacevole è stato l’incontro con la Cantina Le Cimate,
guidati dalla cortese e preparata Signora Alessandra, che ci ha accompagnato in
un racconto appassionato della tenuta e dei suoi vini. Tra le etichette
presentate, segnaliamo il Brut Nature “Giovanni Bartoloni – Dedicato a te”
Metodo Classico da Trebbiano Spoletino, elegante e verticale, con perlage fine
e note agrumate, di crosta di pane e frutta secca. Un omaggio al papà
dell’attuale titolare che racchiude memoria e modernità. Il Trebbiano Spoletino, vino bianco di
grande personalità, dalla splendida etichetta che raffigura il caratteristico
grappolo allungato. Al palato è teso, sapido, con una bella progressione
aromatica che ne sottolinea l’identità territoriale. Infine, il Sagrantino
“Donna Giulia” 2019, dedicato alla figlia dell’attuale titolare. Questo
Sagrantino nasce da un piccolo appezzamento e viene prodotto in sole 1.333
bottiglie numerate. Noi abbiamo avuto il piacere di degustare la n. 683. Le
uve, raccolte e selezionate a mano, danno vita a un rosso potente ma fine, con
tannini ben cesellati e un profilo aromatico che spazia dalla frutta scura alle
spezie dolci. Anche questa bottiglia ha una splendida etichetta disegnata
dall’artista Beatrice Fedeli. Dulcis in fundo, due passiti, entrambi
prodotti in tiratura limitata di circa 1.000 bottiglie, hanno chiuso la
degustazione presso il banco Le Cimate con grazia e profondità, offrendo due
interpretazioni opposte ma complementari della dolcezza umbra. Il Passito da
Sagrantino si presenta come un vino potente e meditativo, figlio di un
vitigno naturalmente ricco di tannino e struttura. Le uve, appassite a lungo,
regalano un sorso denso, profondo, con note di frutta scura, cioccolato
fondente e spezie. Perfetto con formaggi stagionati, cioccolato o da solo, in
silenzio. Il Passito da Trebbiano Spoletino, invece, è dorato nel colore
e fruttato al naso, con sentori di albicocca disidratata, miele e fiori secchi.
Al palato è fresco, con una dolcezza più
gentile e una spalla acido-sapida che lo rende sorprendentemente versatile. È
il vino che accompagna con leggerezza una crostata di frutta, un pecorino
erborinato, o una conversazione serena. Due anime diverse. Entrambe raccontano
l’Umbria con autenticità e carattere.
A seguire, anche Scacciadiavoli
ha saputo sorprenderci con una selezione di Metodo Classico che interpreta con
personalità il territorio umbro. Tre le bollicine in degustazione: Il Brut
Rosé, vivace e floreale, con note di agrumi e frutti rossi, perfetto come
aperitivo o in abbinamento a piatti delicati. Il Pas Dosé da blend
paritario di uve bianche e rosse tradizionali del territorio, un incontro tra
struttura e freschezza. Sorso deciso, asciutto e minerale. Infine, il Pas
Dosé da Trebbiano Spoletino, più verticale e salino, con una spinta acida
che ne esalta la vocazione gastronomica.
Tra i vini fermi, si
confermano due grandi classici della denominazione: Il Trebbiano Spoletino
Spoleto DOC, bianco di grande tensione e profondità, capace di raccontare
il territorio con eleganza e precisione. Il Montefalco Sagrantino DOCG,
rosso potente e austero, che esprime al meglio la forza tannica e la vocazione
meditativa del vitigno.
Tra un banco d’assaggio e un
altro abbiamo partecipato allo show cooking, intitolato “La cucina incontra
il vino”, curato dal progetto Chef in Case, ideato da Alessandro
Lestini e Arcadio J. Chiappini. Presentato da Claudio Ciotti, delegato AIS
Umbria per la zona Montefalco-Spoleto, l’evento ha proposto una visione moderna
e dinamica della cucina, giocando con il concetto di “case” come contenitore di
esperienze preziose.
Attraverso ricette esclusive e originali, lo show ha
celebrato la riscoperta dei sapori più autentici del territorio, in un dialogo
armonico tra gastronomia e vino.
Abbiamo avuto il piacere di degustare due piatti che
incarnano l’anima più autentica della cucina umbra, reinterpretati con
creatività e rispetto per la materia prima.
Il cotechino di cinghiale, sapido e avvolgente, ha
offerto una lettura rustica ma raffinata della tradizione norcina, con una
consistenza morbida e un profilo aromatico intenso. In abbinamento, il Montefalco
Rosso “Volo del Falco” di Tenute Baldo ha accompagnato con
discrezione e finezza, valorizzando le sfumature speziate e la succulenza del
piatto.
Ancora più sorprendente la salsiccia di cinghiale con uva
Sagrantino e pane Antonucci, un incontro tra dolcezza e forza, dove la
frutta e il pane artigianale creano un contrappunto gustativo che amplifica la
profondità della carne. A sostenere questa sinfonia, il Sagrantino 2018
di Terre dei Nappi, vino di grande struttura e carattere, ha saputo
esaltare le note più complesse e persistenti della preparazione.
Aspettiamo con trepidazione la
prossima edizione nella splendida Umbria!!
By Antonello







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