giovedì 30 ottobre 2025

Nel cuore dell’Umbria: racconti di vino, cucina e passione

Nel cuore della verde e bella Umbria (si sente che sono umbro e sono di parte?) [IM1]  dal 19 al 21 settembre 2025, a Montefalco, culla del Sagrantino, si è svolta “Enologica – Abbinamenti”, rassegna organizzata dal “Consorzio Tutela Vini Montefalco” in collaborazione con “Miriade & Partners srl”. Ringraziamo entrambi per l’invito. L’evento era[IM2]  dedicato ai vitigni tutelati dal Consorzio e alla cucina locale, il tutto arricchito da arte e musica.

Leggi Montefalco e pensi subito Sagrantino vinificato in rosso nella sua versione secca, dimenticando invece che il Sagrantino nasce come vino passito. Per secoli, infatti, è stato usato esclusivamente come vino passito da messa. Da qui il nome che richiama il “sacro”. Solo negli anni ’70 del secolo scorso si è iniziato a vinificare in versione secca, intuendone il potenziale.

Però l’evento non si limita ad esplorare il Sagrantino nelle varie declinazioni offerte dai produttori, ma esalta e mette in rilievo anche altri vitigni coltivati nella zona, per esempio Grechetto e Trebbiano Spoletino.

Abbiamo partecipato con entusiasmo ai banchi d’assaggio e a uno show cooking ospitato presso il suggestivo complesso di San Francesco.

Tra le cantine protagoniste, Colle Ciocco ha saputo distinguersi con una selezione che intreccia tradizione e sperimentazione. Il Tempestivo in Bolla – Ancestrale, prima annata per questo intrigante metodo ancestrale, ottenuto da Trebbiano Spoletino. Fresco, vibrante e leggermente torbido, esprime il carattere più autentico del vitigno con note agrumate, floreali e una bollicina gentile. Il Montefalco Sagrantino 2019 è un vino di grande struttura e profondità, con tanniniben integrati. Il bouquet è ampio: mora selvatica, ciliegia nera, erbe aromatiche e spezie. Un rosso che promette longevità e si presta a meditazione o abbinamenti decisi. Infine, il Montefalco Sagrantino Passito 2019 che, come descritto in precedenza, è Il più tradizionale tra i vini dolci umbri, ottenuto da uve appassite per oltre tre mesi. Intenso, profondo, con un ottimo equilibrio. Note di frutta scura, cioccolato e spezie lo rendono perfetto con formaggi stagionati o dolci a base di frutta secca.

Un altro momento particolarmente piacevole è stato l’incontro con la Cantina Le Cimate, guidati dalla cortese e preparata Signora Alessandra, che ci ha accompagnato in un racconto appassionato della tenuta e dei suoi vini. Tra le etichette presentate, segnaliamo il Brut Nature “Giovanni Bartoloni – Dedicato a te” Metodo Classico da Trebbiano Spoletino, elegante e verticale, con perlage fine e note agrumate, di crosta di pane e frutta secca. Un omaggio al papà dell’attuale titolare che racchiude memoria e modernità.  Il Trebbiano Spoletino, vino bianco di grande personalità, dalla splendida etichetta che raffigura il caratteristico grappolo allungato. Al palato è teso, sapido, con una bella progressione aromatica che ne sottolinea l’identità territoriale. Infine, il Sagrantino “Donna Giulia” 2019, dedicato alla figlia dell’attuale titolare. Questo Sagrantino nasce da un piccolo appezzamento e viene prodotto in sole 1.333 bottiglie numerate. Noi abbiamo avuto il piacere di degustare la n. 683. Le uve, raccolte e selezionate a mano, danno vita a un rosso potente ma fine, con tannini ben cesellati e un profilo aromatico che spazia dalla frutta scura alle spezie dolci. Anche questa bottiglia ha una splendida etichetta disegnata dall’artista Beatrice Fedeli. Dulcis in fundo, due passiti, entrambi prodotti in tiratura limitata di circa 1.000 bottiglie, hanno chiuso la degustazione presso il banco Le Cimate con grazia e profondità, offrendo due interpretazioni opposte ma complementari della dolcezza umbra. Il Passito da Sagrantino si presenta come un vino potente e meditativo, figlio di un vitigno naturalmente ricco di tannino e struttura. Le uve, appassite a lungo, regalano un sorso denso, profondo, con note di frutta scura, cioccolato fondente e spezie. Perfetto con formaggi stagionati, cioccolato o da solo, in silenzio. Il Passito da Trebbiano Spoletino, invece, è dorato nel colore e fruttato al naso, con sentori di albicocca disidratata, miele e fiori secchi. Al palato è  fresco, con una dolcezza più gentile e una spalla acido-sapida che lo rende sorprendentemente versatile. È il vino che accompagna con leggerezza una crostata di frutta, un pecorino erborinato, o una conversazione serena. Due anime diverse. Entrambe raccontano l’Umbria con autenticità e carattere.

A seguire, anche Scacciadiavoli ha saputo sorprenderci con una selezione di Metodo Classico che interpreta con personalità il territorio umbro. Tre le bollicine in degustazione: Il Brut Rosé, vivace e floreale, con note di agrumi e frutti rossi, perfetto come aperitivo o in abbinamento a piatti delicati. Il Pas Dosé da blend paritario di uve bianche e rosse tradizionali del territorio, un incontro tra struttura e freschezza. Sorso deciso, asciutto e minerale. Infine, il Pas Dosé da Trebbiano Spoletino, più verticale e salino, con una spinta acida che ne esalta la vocazione gastronomica.

Tra i vini fermi, si confermano due grandi classici della denominazione: Il Trebbiano Spoletino Spoleto DOC, bianco di grande tensione e profondità, capace di raccontare il territorio con eleganza e precisione. Il Montefalco Sagrantino DOCG, rosso potente e austero, che esprime al meglio la forza tannica e la vocazione meditativa del vitigno.

Tra un banco d’assaggio e un altro abbiamo partecipato allo show cooking, intitolato “La cucina incontra il vino”, curato dal progetto Chef in Case, ideato da Alessandro Lestini e Arcadio J. Chiappini. Presentato da Claudio Ciotti, delegato AIS Umbria per la zona Montefalco-Spoleto, l’evento ha proposto una visione moderna e dinamica della cucina, giocando con il concetto di “case” come contenitore di esperienze preziose.

Attraverso ricette esclusive e originali, lo show ha celebrato la riscoperta dei sapori più autentici del territorio, in un dialogo armonico tra gastronomia e vino.

Abbiamo avuto il piacere di degustare due piatti che incarnano l’anima più autentica della cucina umbra, reinterpretati con creatività e rispetto per la materia prima.

Il cotechino di cinghiale, sapido e avvolgente, ha offerto una lettura rustica ma raffinata della tradizione norcina, con una consistenza morbida e un profilo aromatico intenso. In abbinamento, il Montefalco Rosso “Volo del Falco” di Tenute Baldo ha accompagnato con discrezione e finezza, valorizzando le sfumature speziate e la succulenza del piatto.

Ancora più sorprendente la salsiccia di cinghiale con uva Sagrantino e pane Antonucci, un incontro tra dolcezza e forza, dove la frutta e il pane artigianale creano un contrappunto gustativo che amplifica la profondità della carne. A sostenere questa sinfonia, il Sagrantino 2018 di Terre dei Nappi, vino di grande struttura e carattere, ha saputo esaltare le note più complesse e persistenti della preparazione.

Aspettiamo con trepidazione la prossima edizione nella splendida Umbria!!

By Antonello








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