lunedì 30 marzo 2026

Una serata con Go Wine: degustazioni e incontri alla presentazione della Guida 2026

Lo scorso 19 marzo 2026, allo Starhotels Metropole di Roma, Go Wine ha presentato il volume Cantine d’Italia 2026 – La Guida per l’enoturista.

La presentazione è stata affiancata da un ampio banco d’assaggio che ha riunito cantine selezionate nel volume, rappresentative di diverse zone vitivinicole italiane. Alcune erano presenti direttamente, altre raccontate attraverso enoteche tematiche allestite per l’occasione.

La Guida Cantine d’Italia 2026 si è confermata uno strumento prezioso per chi ama viaggiare attraverso il vino. 911 le aziende selezionate con un repertorio ricco di informazioni, note di degustazione e riferimenti utili. All’interno del volume Go Wine ha assegnato 270 Impronte d’eccellenza per l’Enoturismo, riconoscimento attribuito alle cantine che hanno ottenuto i punteggi più alti su sito, accoglienza e vini. La Guida segnala inoltre oltre 5.140 vini e 1.642 indirizzi per mangiare e dormire.

Le degustazioni

Ho iniziato il mio percorso dal Piemonte con Anna Maria Abbona di Farigliano, assaggiando l’Alta Langa Extra Brut San Bartolomè 2021 e, a seguire, il Dogliani Superiore San Bernardo 2019. L’Alta Langa, da Pinot Nero 85% e Chardonnay 15%, ha mostrato finezza dopo una lunga permanenza sui lieviti. Il Dogliani, Dolcetto in purezza, ha confermato la tipica immediatezza del vitigno, sostenuta da una vinificazione e un affinamento in acciaio che ne preservano freschezza e autenticità.

Dalla Langa sono passato alla Toscana con Mormoraia di San Gimignano e la sua Vernaccia di San Gimignano Riserva Antalis 2022. Le uve provengono dal vigneto più vecchio dell’azienda e la lavorazione, tra pressatura soffice, fermentazione in legno e un lungo affinamento sulle fecce, dà vita a un vino complesso, con note floreali e una struttura equilibrata e finale persistente.

Il viaggio è proseguito in Alto Adige con Colterenzio di Appiano, dove ho degustato tre etichette: lo Chardonnay Since 83 2024, il Sauvignon Lafóa 2023 e il Pinot Nero Riserva St. Daniel 2023. Lo Chardonnay Since 83 2024, affinato in legno e sulle fecce, si è presentato luminoso, con note di frutta gialla e un tocco di nocciola. Il Sauvignon Lafóa 2023, nato da un progetto pionieristico degli anni Ottanta, ha mostrato intensità aromatica e una struttura elegante. L’etichetta della linea Lafóa, disegnata dallo studio Guardenti di Lucca e introdotta nel 1993, si riconosce subito per la scultura in bronzo di Guido Anton Muss che campeggia al centro. L’opera, collocata all’ingresso della casa colonica di Luis Raifer, rappresenta lo “spirito” protettore della tenuta e diventa nell’etichetta un simbolo di radici, energia e luce. Attorno alla figura centrale si intrecciano elementi che richiamano l’humus e le forze della terra, mentre lo sfondo, ispirato all’Art Nouveau, evoca il mondo vegetale con linee morbide e naturali. Non è un caso che ricordi Klimt: l’affinità stilistica è voluta e perfettamente coerente con l’estetica del progetto. Infine, il Pinot Nero Riserva St. Daniel 2023 ha offerto un profilo fine, con aromi di ciliegia e spezie e un finale equilibrato.

Sono tornato poi in Piemonte con Cascina Gilli di Castelnuovo Don Bosco e la sua Freisa d’Asti Il Forno 2024, un vino in acciaio dal colore rubino intenso, profumi di lampone e rosa e un sorso fresco e vellutato.

Sempre in Piemonte ho incontrato Gianni Doglia di Castagnole delle Lanze con il Ruché di Castagnole Monferrato 2024, caratterizzato da aromi floreali e fruttati, una trama tannica leggera e una buona persistenza.

Ho concluso il percorso in Puglia con Masseria L’Astore di Cutrofiano. Pietro mi ha guidato tra gli Alberelli di Negroamaro e Primitivo, entrambi in purezza e provenienti da vigne storiche. Il Negroamaro ha mostrato un profilo balsamico, note di prugna e tabacco dolce, sostenuto da freschezza e un tannino di grande finezza. Il Primitivo ha offerto un corredo olfattivo ampio e un sorso ricco ma equilibrato. A chiudere, il Passito di Malvasia Nera, affinato in legno, con profumi di fico, gelso e susina e un equilibrio riuscito tra dolcezza, freschezza e sapidità.

Grazie a Go Wine per l’invito. Il prossimo appuntamento sarà il 21 aprile, dedicato a Barolo, Barbaresco e Roero: un’altra occasione per raccontare territori e vini che continuano a emozionare.

By Antonello









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