mercoledì 29 aprile 2026

Vinitaly: Territori della Campania: unicità e longevità

Mentre il Vinitaly si avvicina, Verona si accende con Vinitaly and the City, un percorso di eventi che anima il centro storico fin dai giorni precedenti all’apertura ufficiale della fiera.

Tra questi, sabato 11 si è svolta la masterclass Territori della Campania: unicità e longevità, ospitata nella Sala Lounge degli Affreschi di Palazzo del Capitanio, trasformata per l’occasione in un vero “salotto dei vini rari”, con Paolo Massobrio di Golosaria, Tommaso Luongo, Presidente AIS Campania, e la presenza di Luciano D’Aponte, responsabile della promozione agroalimentare per la Regione Campania.

L’incontro ha offerto una panoramica sulle peculiarità dei diversi territori campani e sul ruolo che tradizione, ambiente e competenze locali svolgono nella costruzione della longevità. È emersa con forza la necessità di valorizzare i vini della regione, con l’obiettivo – come ha sottolineato Tommaso Luongo – di arrivare un giorno a sentire qualcuno dire: “Questo Mosella mi ricorda un vino campano”.

La degustazione è stata un viaggio nello spazio e nel tempo, con annate dal 2024 al 2012.

Villa Matilde Avallone ha aperto con il Falerno del Massico 2024, Falanghina dal paglierino luminoso e un profilo profondo ed elegante, tra frutta matura tropicale, fiori d’arancio e ginestra, per un sorso vellutato e persistente.

 Antonio Mazzella ha portato la Biancolella Vigna del Lume 2023, fresca, floreale e leggermente sapida.

Il Poggio ha presentato la Coda di Volpe 2020. Giallo paglierino con riflessi verdolini, al naso richiama albicocca, scorza di pompelmo, lime, mela, fiori di campo, tiglio, finocchietto selvatico e note minerali. Il sorso è pulito e fresco, segnato da una decisa sapidità e da una persistenza agrumata molto netta.

Villa Diamante ha mostrato il Fiano Vecchie Vigne La Congregazione 2020, ampio, minerale, fruttato e speziato, con la tipica pietra focaia e un gusto avvolgente e persistente.

Fattoria Alois ha proposto il Morrone Pallagrello Bianco 2018, paglierino riflessi oro, frutta gialla all’olfatto. Fresco, sapido e persistente.

Rocca del Principe ha portato il Fiano 2018, paglierino, elegante nei sentori fruttati e floreali, con erbe aromatiche e richiami di idrocarburi.

Cantine Tora ha presentato la Falanghina Kissos 2019, un bianco dorato e avvolgente, con note di ginestra, frutta esotica e un sorso caldo e persistente.

Marisa Cuomo ha offerto il Fiorduva 2016, celebre blend di Ripoli, Fenile e Ginestra. Vino dal colore giallo intenso con riflessi dorati. All’olfatto sprigiona profumi di albicocca e fiori di ginestra, arricchiti da note di frutta esotica. Al palato è morbido e avvolgente, caratterizzato da una importante persistenza aromatica di albicocca secca, uva passa e canditi.

La Sibilla ha chiuso con la Cruna de Lago 2012, Falanghina dei Campi Flegrei da una vigna di 65 anni: un bianco strutturato e complesso, affinato sei mesi sulle fecce fini e un anno in bottiglia.

È stata un’esperienza che ha mostrato quanto la Campania sappia unire storia e territorio con uno stile tutto suo. Una degustazione che ha attraversato annate, suoli e interpretazioni diverse, confermando il carattere autentico di questi vini. Un tassello prezioso di questo Vinitaly, in attesa del prossimo incontro.

Un grazie sincero a Paolo Massobrio e Tommaso Luongo e AIS Campania per l’accoglienza e per aver reso possibile un incontro capace di raccontare, con misura e profondità, la vera anima dei territori campani.

By Antonello








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