venerdì 9 ottobre 2026

“Buono… non lo conoscevo!”: Go Wine porta a Roma i vitigni meno noti d’Italia

Si è svolto a Roma, lo scorso 22 settembre, l'appuntamento con "Buono… non lo conoscevo!", l'evento di Go Wine dedicato al volto meno conosciuto della viticoltura italiana. L'edizione 2026 ha coinciso con il ventesimo anniversario dell'iniziativa, nata proprio nella Capitale e divenuta nel tempo un appuntamento atteso da appassionati e operatori interessati alla scoperta dei vitigni autoctoni meno noti. Oltre ottanta vitigni provenienti da tutta la Penisola hanno trasformato l'Hotel Palatino in un percorso attraverso storie, tradizioni e varietà che resistono lontano dalle logiche del mercato.

Tra gli aspetti più interessanti della manifestazione spiccava l'Enoteca delle rarità. Una selezione di venti vini ottenuti da vitigni coltivati da uno o pochissimi produttori, espressioni spesso difficili da incontrare anche per gli appassionati più curiosi. Un'occasione per scoprire come il patrimonio viticolo italiano non sia composto soltanto dalle denominazioni più celebri, ma anche da una ricchezza di varietà che raccontano identità locali, memoria agricola e percorsi di recupero portati avanti con grande determinazione.

Il percorso ideale attraversava l'Italia da Nord a Sud. Dalla Valle d'Aosta arrivava il Vuillermin de La Vrille, testimonianza di una viticoltura di montagna che continua a preservare varietà storiche. Dal Piemonte erano presenti interpretazioni dell'Uvalino, mentre la Liguria si raccontava attraverso la Lumassina. Tra le proposte del Nord-Est trovavano spazio il Gruajo veneto e il Tazzelenghe friulano, vitigno dal nome curioso e dalla forte personalità.

Il viaggio proseguiva nel Centro Italia con il Pugnitello toscano, il Cesenese Nero laziale e il Pampanaro del Frusinate, esempi di come anche aree enologiche molto note continuino a custodire patrimoni varietali meno diffusi. Dal Sud e dalle Isole arrivavano invece vini ottenuti da uve come Aglianicone, Ottavianello, Mantonico, Nocera e Granatza, a conferma della straordinaria ricchezza che caratterizza il vigneto italiano.

Dietro ogni etichetta non c'era soltanto il piacere della degustazione, ma anche il racconto di uomini e donne che hanno scelto di investire nella salvaguardia di queste varietà. Un impegno che contribuisce a mantenere vivo il rapporto tra vino, storia locale e cultura agricola.

In fondo, è proprio questa l'idea alla base del progetto promosso da Go Wine. L'associazione, nata ad Alba e impegnata nella diffusione della cultura del vino e dell'enoturismo, ha sviluppato nel tempo un percorso dedicato alla valorizzazione delle varietà italiane meno note. Il titolo stesso della manifestazione, "Buono… non lo conoscevo!", richiama la sorpresa che accompagna l'incontro con un vino capace di raccontare qualcosa di inatteso.

L'appuntamento di Roma ha infine segnato l'avvio di un nuovo tour che nei prossimi mesi toccherà diverse città italiane. Un itinerario che continuerà a raccontare, in diverse città italiane, vini, storie e vitigni spesso poco conosciuti dal grande pubblico. Perché, a volte, le scoperte più interessanti nascono proprio da un calice che invita a dire: «Buono... non lo conoscevo».

Un grazie a Go Wine per questa bella e originale iniziativa che, attraverso la valorizzazione dei vitigni meno conosciuti, contribuisce a far conoscere e preservare una parte importante della biodiversità vitivinicola italiana.

Antonello








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