Il 30 settembre, presso il ristorante I Belcastro di Roma, si è svolta la serata “Racconti di Vite” organizzata da Roberta Marchese Ragona, che ha unito vino, gastronomia e divulgazione in un percorso costruito tra Nord e Sud Italia.
L'occasione era la presentazione del libro Da
risparmiatore a investitore di Alfonso Selva,
consulente finanziario di Allianz Bank. Un tema insolito per una cena
degustazione, ma che si è inserito con naturalezza all'interno di una serata
dedicata ai racconti, alle persone e ai territori.
L'intervento di Selva, seguito con attenzione dai presenti,
è stato l'occasione per raccontare la nascita del volume e il percorso
professionale che lo ha portato a raccogliere oltre trent'anni di esperienza
nel settore della consulenza finanziaria. L'autore ha spiegato come l'obiettivo
del libro sia quello di fornire strumenti utili per comprendere meglio il mondo
degli investimenti attraverso un linguaggio accessibile anche ai non addetti ai
lavori.
Roberta ha quindi
introdotto il percorso della serata spiegando come l'idea fosse quella di
attraversare l'Italia attraverso i racconti delle aziende presenti, mettendo
insieme territori, vitigni e tradizioni differenti. Un viaggio da Nord a Sud
costruito attorno a tre vini selezionati per accompagnare il menu preparato da I
Belcastro, pensato per valorizzare le diverse tappe del percorso
gastronomico.
Da qui la serata è entrata nel vivo con il percorso
enologico ideato da Roberta.
La prima portata, composta da Pop Corn Calabria, Pop
Corn Norcia e Fiore di Zucca, è stata accompagnata dal Rotari
AlpeRegis Trento DOC Brut Millesimato 2021, presentato da Fabrizio De Simone, Brand Ambassador del Gruppo
Mezzacorona.
I due "pop corn" erano in realtà originali
interpretazioni gastronomiche: il Pop Corn Norcia, una polpettina di salsiccia
servita con salsa smoke BBQ, cipolla di Tropea caramellata e ricotta salata, e
il Pop Corn Calabria, preparato con polpettine di melanzane fritte accompagnate
da salsa tartara. A completare il piatto,
il fiore di zucca, che contribuiva ad arricchire una proposta costruita su
sapori e consistenze differenti.
Prima di entrare nel dettaglio della degustazione, Fabrizio ha ripercorso la storia di Mezzacorona,
cooperativa nata nel 1904 grazie all'iniziativa di diciotto contadini e
diventata oggi una delle più importanti realtà vitivinicole italiane.
Particolare attenzione è stata dedicata al Trento DOC e alla
sua identità territoriale.
L'AlpeRegis Brut Millesimato 2021 nasce da Chardonnay di
montagna in purezza e matura per quarantotto mesi sui lieviti. Un affinamento
considerevole che contribuisce a definire un profilo elegante ma allo stesso
tempo molto immediato nella beva.
Nel bicchiere emergono richiami alla frutta esotica, alla
nocciola e alla mandorla tostata, mantenendo uno stile che Fabrizio ha definito più moderno e meno
concentrato sulle classiche note di crosta di pane e pan brioche.
Dalle montagne del Trentino la degustazione si è poi
spostata in Calabria con Cantine Spadafora, azienda fondata nel 1915 e
arrivata oggi alla quarta generazione.
A presentare i vini è stato Antonio
Zimatore, che, come annunciato fin dall'inizio della serata, ha
preferito raccontare le etichette a diretto contatto con gli ospiti, passando
tra i tavoli e confrontandosi con loro durante la degustazione.
Con la seconda portata, carpaccio con salsa tartufata,
tartare di manzo e chips di patata della Sila, è arrivato nel calice Arsù’ra
Magliocco Rosa 2025, chiamato ad accompagnare un insieme di sapori che
spaziava dalle note più delicate della carne a quelle più intense della salsa
tartufata.
Arsù’ra è stato presentato come un rosato versatile,
capace di accompagnare preparazioni molto diverse tra loro, caratteristica
emersa chiaramente anche nell'abbinamento scelto per la serata. Nel bicchiere
ha mostrato equilibrio, freschezza e una notevole facilità di beva.
La chiusura del percorso gastronomico era affidata invece
alle pizze della degustazione, Perle dell'Orto Calabro e Donna Irene,
accompagnate da Pepe Rosso 2025.
La Donna Irene proponeva un incontro tra passata di
pomodoro San Marzano, mozzarella fior di latte, spianata piccante e Nduja Nero
di Calabria, mentre la Perle dell'Orto Calabro puntava su una
combinazione più vegetale composta da vellutata di zucchine, melanzane fritte,
pomodorini, polvere di olive nere, perle di bufala e cipolla di Tropea
caramellata.
Su Pepe Rosso si è concentrata buona parte del
racconto di Antonio. Composto da Magliocco
all'80% e dal 20% di Merlot, il vino si presta particolarmente ad accompagnare
preparazioni caratterizzate da una componente speziata o piccante.
Secondo Antonio, Pepe
Rosso possiede la capacità di mitigare e armonizzare la percezione del
peperoncino senza annullarla. Un aspetto che lo rende particolarmente
interessante con ingredienti come salame piccante e 'nduja.
Durante il confronto con gli ospiti è emerso anche un altro
elemento interessante. Le note vegetali presenti sia nel Magliocco sia nel
Merlot consentono al vino di dialogare bene anche con preparazioni a base di
ortaggi e verdure, rendendolo meno scontato di quanto il nome possa far
pensare.
Lo stesso Antonio ha
inoltre spiegato che il vino può affrontare tranquillamente alcuni anni di
evoluzione in bottiglia e che la sua morbidezza è favorita anche da una
lavorazione che prevede una criomacerazione in vasca.
A conclusione della cena è stato servito Rupes Amaro
Calabro, ultimo richiamo alla Calabria e chiusura naturale di una serata
che, dal Trentino alla Calabria, ha raccontato territori, tradizioni e
abbinamenti attraverso il vino e la tavola.
Un grazie ad Alfonso Selva per
la presentazione del libro e per le informazioni fornite sugli investimenti, al
Ristorante I Belcastro per l'ottima cucina e l'accoglienza, a Roberta Marchese Ragona per l'organizzazione della serata, al Gruppo Mezzacorona
e a Cantine Spadafora per i vini portati in degustazione e a Fabrizio De Simone e Antonio
Zimatore per gli approfondimenti e il dialogo con gli ospiti durante la
degustazione.








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