martedì 3 febbraio 2026

Sangiovese Purosangue: il racconto di una giornata con EnoClubSiena da Armando al Pantheon

Sangiovese Purosangue è il nome evocativo scelto da Davide Bonucci, di EnoClubSiena, per il bell’evento organizzato a Roma lo scorso 19 gennaio, da Armando al Pantheon.

La prima a raccontarmi la sua realtà è stata Sofia di Istine, arrivata da Radda in Chianti con tre vini che rappresentano tre modi diversi di leggere le loro vigne. Il Chianti Classico 2023 come introduzione, poi la Gran Selezione Vigna Casanova dell’Aia 2021, nata dal primo terreno acquistato dalla famiglia, piantato negli anni ’80 e rinnovato nel 2014 e nel 2018. La Vigna Cavarchione 2021 invece guarda il borgo di Vertine, a Gaiole: un vigneto piantato tra il 2009 e il 2010, che nel bicchiere porta un carattere diverso, figlio di un’altra esposizione e di un’altra storia.

Da Podere Villanova, sempre Radda, Mauro mi ha fatto assaggiare i suoi Toscana IGT 2022 e 2021: due vini puliti, essenziali, figli di una cantina che preferisce parlare attraverso il frutto più che attraverso la comunicazione. Una semplicità che diventa stile.

Poi Tenuta Carleone di Castiglioni, Radda in Chianti. Il primo vino degustato è stato Il Guercio 2023, che nasce da un vecchio vigneto terrazzato sopra Lamole, a 650 metri di altitudine. Raccolta tardiva, fermentazione in cemento con grappoli interi e una macerazione lunghissima che gli regala un frutto ampio, fuori dagli schemi. Con Uno 2021 si torna al cuore della tenuta: Sangiovese in purezza da parcelle selezionate, pensato per essere elegante e longevo. Il Chianti Classico 2023 è la loro idea di “essenza di Radda”: la cantina è nel centro del Chianti Classico, dentro i confini storici, e il vino riflette esattamente quel luogo.

Da Selvapiana ho assaggiato il Vigneto Erchi Electae 2020, frutto di un podere acquistato nel 1998 e piantato a Sangiovese l’anno dopo. Hanno aspettato anni prima di imbottigliare la prima selezione, colpiti dalla qualità e dalla diversità rispetto al resto della tenuta. Il Vigneto Bucerchiale 2022 è il loro vino simbolo, prodotto solo nelle annate che lo meritano davvero. Il Chianti Rufina 2024 racconta il legame diretto tra Sangiovese e Rufina. La verticale 1993–1973 del Chianti Rufina Riserva ha chiuso il cerchio con due annate che mostrano quanto questo territorio sappia resistere al tempo.

Ho concluso con Villa Calcinaia dei Conti Capponi, a Greve in Chianti. Il Chianti Classico 2022 nasce da Sangiovese con un tocco di Canaiolo, raccolto a mano e maturato tra legno e cemento. La Riserva 2021 arriva dai vigneti più esposti e soleggiati, con macerazioni lunghe e un affinamento importante. La Vigna Contessa Luisa 2021 è un pezzo di memoria: piantata nel 1959 da Ferrante Capponi e dedicata alla madre, è oggi il vigneto più vecchio della tenuta, due ettari che guardano a ovest e ospitano una piccola comunità di varietà diverse, come si usava un tempo.

Ringraziamo Davide per l’invito e aspettiamo di rivederlo il prossimo 24 febbraio, sempre da Armando al Pantheon, con altri produttori per la seconda edizione romana del 2026 di Sangiovese Purosangue.

By Antonello







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