Mercoledì 1 luglio si è svolta a Roma, presso la Sala Artemide dell’Hotel Diana, a pochi passi da Termini, una serata organizzata da Go Wine dedicata alle bollicine italiane e al mondo del moscato. L’incontro ha proposto un percorso di degustazione costruito su due filoni principali. Il primo ha offerto un vero giro d’Italia delle bollicine, con una selezione di spumanti provenienti da diverse regioni e prodotti sia con metodo classico sia con metodo charmat. Accanto ai territori storicamente vocati, sono stati presentati anche vini che valorizzano vitigni locali attraverso interpretazioni frizzanti e spumanti: un panorama vario, che ha mostrato quanto l’Italia sappia essere creativa quando si parla di bollicine. Il secondo tema della serata è stato il Moscato Wine Festival in tour, che nel 2026 ha raggiunto la sua 25ª edizione. In degustazione sono stati proposti oltre venti vini: dal Moscato d’Asti alle molte espressioni del vitigno coltivate in diverse regioni italiane. Le versioni hanno spaziato dal secco allo spumante, fino ai passiti, offrendo un quadro completo della versatilità aromatica del moscato e delle sue interpretazioni territoriali.
Tra le etichette che mi hanno colpito durante la serata,
segnalo innanzitutto Villa Franciacorta, presente con due spumanti. Il
primo è Emozione, brut millesimato 2020, un blend di Chardonnay, Pinot
Nero e Pinot Bianco affinato 36 mesi sui lieviti: nel calice si è mostrato
giallo paglierino, con profumi fini e un sorso equilibrato, dove struttura e
freschezza si incontrano con naturalezza. Accanto a questo, il Bokè,
rosato brut da Pinot Nero in purezza, sempre 36 mesi sui lieviti, ha offerto
una bollicina elegante e una beva delicata, giocata su note floreali e una
piacevole armonia complessiva. Dal Trentino era presente De Tarczal con
il Trento Doc Extra Brut 2021, Chardonnay in purezza. Dopo la seconda
fermentazione e un lungo affinamento di almeno quattro anni sui lieviti, il
vino si è presentato giallo paglierino, con perlage fine. Al naso è risultato
fruttato e fragrante, mentre al palato ha mostrato un profilo secco, sapido e
vivace, con una chiusura fine e armonica.
Il percorso è poi proseguito in Puglia con D’Araprì,
storica realtà che si dedica esclusivamente alla produzione di spumanti metodo
classico. Il nome dell’azienda nasce dalle iniziali dei tre fondatori: D’Amico, Rapini e Priore. Due le etichette in
degustazione. Il Brut Millesimato RN 2020, da Bombino Bianco e affinato
almeno 36 mesi sui lieviti, si è mostrato dorato chiaro, con perlage sottile.
Il naso ha offerto note di pasticceria, ananas, banana e vaniglia, mentre il
sorso è apparso pieno, complesso e dinamico, con una persistenza che racconta
bene lo stile della casa. Il Rosé Brut, da Montepulciano e Pinot Nero,
con almeno 24 mesi sui lieviti, ha mostrato un colore salmone rosato con
riflessi porpora e oro. Al naso è risultato fresco e floreale, con richiami di
pane e tostatura. In bocca è vivace e avvolgente, secco ma rotondo, sapido e
persistente, con una bollicina finissima.
Per la parte dedicata ai moscati, G.D. Vajra ha
presentato il Moscato d’Asti 2025, annata di rese basse ma di grande
qualità. Il bouquet ha offerto pera, albicocca, fiori d’arancio e miele
d’acacia. Il sorso è stato cremoso ed elegante, vivace, con dolcezza fine e
acidità brillante, e un finale pulito e persistente. La cantina Caudrina
ha portato La Galeisa 2025, con uve raccolte a mano: al naso si è aperta
su pesche e albicocca, mentre al palato ha mostrato un buon equilibrio tra
acidità e residuo zuccherino, con una beva piacevole e tipica del vitigno.
Accanto a questa, lo Spumante d’Asti DOCG La Selvatica ha completato un
quadro aromatico ricco e variegato, fedele alla natura espressiva del moscato.
Un grazie a Go Wine per aver proposto una serata
ricca di spunti e di assaggi, capace di raccontare territori diversi con una
selezione attenta e ben costruita. Un appuntamento che ha permesso di scoprire
nuove etichette e di ritrovare stili familiari, in un clima piacevole e
partecipato.
Antonello








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