martedì 3 novembre 2026

Derthona a Roma 2026: il racconto del territorio

Negli spazi del WEGIL di Trastevere si è svolta la seconda edizione di Derthona a Roma, appuntamento organizzato dal Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi in collaborazione con Vinòforum. Al centro della mattinata la masterclass "Il Derthona a Roma: un confronto sull'annata 2024 con uno dei migliori bianchi italiani", guidata da Fabio Turchetti.

Ad aprire i lavori è stato Giampaolo Repetto, presidente del Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi, che ha illustrato l'evoluzione della denominazione. Repetto ha ricordato come il nome Derthona identifichi sempre più chiaramente il Timorasso e come il disciplinare stia evolvendo con l'introduzione del Piccolo Derthona e del Derthona Riserva.

Un'annata difficile che ha messo alla prova il Timorasso

Particolare attenzione è stata dedicata all'annata 2024, tra le più complesse degli ultimi anni a causa delle abbondanti precipitazioni e della forte pressione delle malattie fungine. Attraverso i vini in degustazione e gli interventi dei produttori sono emerse le difficoltà della vendemmia, che ha richiesto una gestione particolarmente attenta del vigneto e una rigorosa selezione delle uve.

Nel corso del confronto è stato sottolineato come la qualità sia stata preservata anche a costo di ridurre le quantità, confermando il ruolo decisivo del lavoro in vigneto e della selezione delle uve. Le testimonianze dei produttori hanno mostrato approcci differenti ma accomunati dall'obiettivo di affrontare le criticità climatiche senza compromettere l'identità del Timorasso.

Il Timorasso tra memoria e futuro

Con il susseguirsi dei calici, il confronto si è allargato a una riflessione più ampia sull'evoluzione del Timorasso. Tra gli interventi più attesi c'è stato quello di Walter Massa, protagonista della riscoperta del vitigno, che ha ricordato come la scelta di puntare sul Timorasso sia nata dalla volontà di valorizzare la storia e l'identità dei Colli Tortonesi e dei loro vitigni autoctoni.

Nel suo racconto è emerso il valore della continuità con le generazioni precedenti e l'importanza di preservare quei vitigni che, come ha sottolineato, "parlano in dialetto", capaci cioè di esprimere un'identità territoriale precisa senza inseguire modelli esterni o mode del momento. Un percorso che negli anni ha portato il Derthona a diventare uno dei simboli della rinascita enologica dei Colli Tortonesi.

Nelle battute finali dell'incontro è tornato anche il tema della capacità del Timorasso di evolvere nel tempo senza perdere identità. Massa ha ricordato come proprio l'osservazione delle prime annate abbia portato a comprendere il potenziale evolutivo del vitigno e alla scelta di prevedere affinamenti più lunghi rispetto a quelli normalmente riservati ai bianchi italiani.

Con il suo consueto stile diretto, il produttore ha infine contrapposto la fretta alla pazienza richiesta dalla natura, riportando al centro uno dei messaggi emersi durante la masterclass: il tempo resta uno degli ingredienti fondamentali del Derthona.

Tra eredità e futuro: il ruolo di Derthona Giovani

Accanto al racconto di chi ha contribuito alla rinascita del Timorasso, è emerso anche il ruolo delle nuove generazioni. Con Derthona Giovani, rappresentata durante l'incontro da Francesco Boveri, i Colli Tortonesi guardano al futuro senza rinunciare alle proprie radici.

Nata da un primo incontro tra giovani produttori e operatori del territorio nel giugno 2022 e costituitasi ufficialmente nel 2023, l'associazione riunisce oggi circa cinquanta ragazzi accomunati dalla volontà di creare nuove occasioni di confronto e collaborazione attorno al mondo del Derthona e dei Colli Tortonesi.

Nel corso dell'incontro è stato sottolineato come l'obiettivo non sia soltanto quello di promuovere il vino, ma di valorizzare il territorio nel suo insieme attraverso iniziative capaci di mettere in relazione produttori, appassionati e comunità locale. Degustazioni, momenti di aggregazione ed eventi diventano così strumenti per raccontare non solo il Timorasso, ma anche il patrimonio fatto di paesaggio, gastronomia, agricoltura e cultura che caratterizza i Colli Tortonesi.

Il confronto ha toccato anche il rapporto tra le nuove generazioni e il vino. È stata riconosciuta una maggiore distanza rispetto al passato, ma proprio per questo è emersa la necessità di costruire occasioni di incontro più immediate e partecipate, capaci di avvicinare i giovani a un patrimonio che appartiene al territorio prima ancora che al settore vitivinicolo.

Alla base del progetto ci sono quattro concetti che ne guidano l'attività: aggregazione, per favorire il dialogo tra le realtà locali; valorizzazione, con l'obiettivo di mantenere il territorio al centro di ogni iniziativa; comunicazione, attraverso un linguaggio moderno e accessibile; e cultura, intesa come capacità di custodire le tradizioni aprendosi al tempo stesso all'innovazione.

Un territorio che continua a crescere

Uno dei temi emersi con maggiore forza durante la masterclass è stato il legame tra il Derthona e il territorio che lo esprime. Luigi Boveri ha ricordato come molte aziende lavorino su vigneti distribuiti in punti diversi dei Colli Tortonesi, con parcelle spesso distanti tra loro e dalla cantina. Una frammentazione che può complicare il lavoro, soprattutto durante la vendemmia, ma che allo stesso tempo rappresenta una ricchezza grazie alla presenza di suoli, esposizioni e microambienti differenti.

Proprio questa varietà di terroir contribuisce a rendere ogni Derthona un'interpretazione unica del Timorasso. Pur partendo dallo stesso vitigno, le differenze tra terreni e condizioni pedoclimatiche permettono infatti di ottenere vini capaci di esprimere sfumature differenti senza perdere la propria identità.

Le testimonianze dei produttori hanno mostrato come i Colli Tortonesi continuino ad attrarre nuove energie e nuovi investimenti. Accanto alle aziende storiche sono emerse realtà approdate più recentemente nei Colli Tortonesi e produttori provenienti da altre esperienze viticole, accomunati dalla scelta di confrontarsi con il Timorasso e con le sue potenzialità evolutive.

Derthona e gastronomia: il racconto di un territorio

Il racconto del Derthona si è intrecciato anche con quello delle eccellenze gastronomiche del territorio. Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto con il tartufo bianco, tema al centro dell'iniziativa "Derthona and Truffle".

Accanto al vino sono stati ricordati anche il Montebore, il Salame Nobile del Giarolo e la pesca di Volpedo, prodotti simbolo della cultura agricola locale.

Un intreccio tra vino, gastronomia e territorio che ha contribuito a definire il senso più ampio dell'incontro romano.

Un ragionamento che, in fondo, ha riassunto il significato dell'intera giornata: il Derthona come espressione dell'incontro tra un vitigno recuperato, un territorio riscoperto e una comunità di produttori che continua a lavorare per valorizzarne l'identità e il potenziale evolutivo.

Ringraziamenti

Grazie al Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi e a Vinòforum per l'ospitalità e per aver reso possibile questa giornata di approfondimento. Un ringraziamento particolare va ai produttori e a tutti coloro che hanno condiviso storie, idee e prospettive, offrendo un racconto autentico del Derthona, dei Colli Tortonesi e delle persone che ogni giorno ne custodiscono e valorizzano il patrimonio.

Antonello









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