Lo scorso 4 maggio si è svolto a Roma, nello splendido Palazzo Ripetta, il Wine List Tour, dopo le tappe di Ortigia e Paestum. Per la prima volta nella capitale, l’evento ha riunito 45 sommelier e 250 etichette, con professionisti selezionati tra alcuni dei migliori indirizzi del gusto di Lazio, Toscana, Emilia-Romagna, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise e Sardegna.
Il format era chiaro e ben costruito: ogni sommelier
presentava 6 vini seguendo uno schema comune. Tre etichette dedicate all’“Assaggio
di Territorio”, per raccontare il luogo in cui lavora o a cui si ispira la
cucina del ristorante. Una “Chicca del Sommelier”, una bottiglia
scoperta durante studi o viaggi. Una proposta per “Le Bollicine”, scelta
per stile e visione produttiva. E infine “Il Vino al Calice”, un vino
tratto dalla selezione al calice del proprio locale, a testimoniare un modo di
bere sempre più diffuso.
Ideato da MWW, a curare il tutto è stato Marco Reitano, Chef Sommelier de La Pergola
(3 stelle Michelin), che ha ricordato come il sommelier sia spesso un
interprete silenzioso, a metà tra chi produce e chi desidera, e come eventi
così servano proprio a dare visibilità a questo ruolo.
Avrei voluto fermarmi con ogni sommelier, ma era impossibile.
Così mi sono lasciato guidare dall’istinto, seguendo le sensazioni del momento
e, allo stesso tempo, dando un’occhiata alle liste dei vini di ogni banco. Un
mix semplice, che ha finito per costruire da sé il mio percorso.
Il viaggio è partito con Francesca
Pellegrini, Assistant Sommelier da Arnolfo a Colle di Val d’Elsa.
Con lei il calice si è aperto sulle bollicine del Franciacorta Brut Monterossa
Cabochon Fuoriserie n.26, una partenza luminosa e precisa. Sono poi tornato
per il Chianti Classico Gran Selezione 2021 – Vigneto Bellavista, Castello
di Ama, un vino che porta con sé la profondità e l’eleganza del suo
territorio.
Sono rimasto in Toscana con Sara
Sanesi, Sommelier al Pepenero di Prato. Il suo percorso iniziava
con il Verdicchio di Matelica 2022 Maccagno Trentennale di Gagliardi,
un bianco che unisce freschezza e struttura, per poi passare al Sassocarlo
di Fattoria Bacchereto, Malvasia e Trebbiano in una lettura toscana
sincera e diretta.
Da lì il passaggio a Firenze è stato naturale. Con Clizia Zuin, Sommelier all’Atto di Villa Monica,
l’Ornellaia Bianco 2022 ha mostrato un volto più ampio e raffinato del
Sauvignon Blanc, mentre Hortense 2022 di Tenuta Fratini, con il
suo taglio bordolese, ha portato la Toscana più contemporanea e internazionale.
Con Federico Simoncini,
Head Sommelier del ristorante Santa Elisabetta, Firenze, il viaggio ha
cambiato latitudine: il Domaine Briotet D’Aprigny, Côte de Beaune AOC 2023
ha portato nel bicchiere un soffio di Borgogna, senza interrompere il filo del
racconto.
Fabiana Gargioli, di Armando
al Pantheon, mi ha riportato alla semplicità delle cose fatte bene con il Prosecco
Col Fondo “Vitale” Brut Nature 2024 di Malga Ribelle. Un Prosecco
come si faceva una volta, rifermentato in bottiglia, raccontato direttamente
dal produttore presente all’evento. Accanto, Silvia di Barbaglia Vini,
Alto Piemonte, con il Boca DOC 2019, ha aggiunto un rosso che parla di
colline, boschi e pazienza.
Con Nicola Galati, di Uliassi
a Senigallia, il viaggio si è allargato ancora: prima le Azzorre con Vinha
Centenaria Pico 2023, Arinto dos Açores, Verdelho e Alicante Branco; poi il
ritorno nelle Marche con il Bianchello Augustus 2022 di Lucarelli
Vigneti; e infine la Sicilia con Ziller 47 di Tenuta Gorghi Tondi,
un assaggio fresco e lineare.
Carlo Pagano, di Existo
Osteria Molisana, ha riportato il racconto al centro Italia con il Villa
Cliternia Pas Dosé 2022, metodo classico di Tintilia, un vino pulito,
diretto, che parla la lingua della sua terra.
Con Riccardo Nocera, Glass
Hostaria, Roma, ho ritrovato il Collio Riserva 2019 di Gradis’ciutta,
un blend che rimane sempre riconoscibile. Per l’assaggio del territorio, il Punto
2023, Sauvignon della famiglia Cotarella, e Vulc Num 2024,
Bellone di Tenimenti Leone, hanno completato un quadro fatto di
precisione e identità.
A chiudere il percorso, con Daniele
Montuori, il Malbec 2018 La Fage Vp di Domaine Cosse
Maisonneuve, un assaggio che ha dato un ultimo cambio di passo prima di
lasciare i bicchieri.
È stato un pomeriggio di incontri brevi ma intensi, di
quelli che ti arricchiscono davvero.
Il giorno successivo il progetto ha vissuto un momento di
prestigio con la prima edizione del Premio Eccellenza della Sala Italiana,
ospitato al Senato della Repubblica e promosso da Milano Wine Week
e Wine List Italia. È stato un riconoscimento dedicato ai professionisti
della sala — 30 le personalità premiate — che, con competenza, visione e
rigore, hanno contribuito alla crescita della ristorazione italiana. Un
passaggio che ha segnato l’avvio di un vero sistema di valorizzazione della
sommellerie e del servizio, ampliando il percorso iniziato con il Wine List
Tour.
Un grazie a MWW e a Federica
Reitano e al Reitano Group per l’invito, e a tutti i sommelier
che hanno condiviso un momento del loro lavoro. Ci si rivede il prossimo anno,
con nuovi assaggi e nuove storie da ascoltare.







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