Domenica 12 aprile si è svolto l’evento “Vernaccia di San Gimignano DOCG, Finocchiona IGP e Pane Toscano DOP: un dialogo tutto toscano”, che ha riunito tre prodotti che, più che eccellenze, sono tre voci della stessa identità territoriale.
È stato un vero gioco di squadra: il Consorzio
della Vernaccia di San Gimignano, il Consorzio della Finocchiona IGP
e il Consorzio del Pane Toscano DOP hanno costruito un racconto
condiviso, dove vino, salume e pane non competono, ma si sostengono e si
valorizzano a vicenda.
Ho avuto modo di parlare con Daniele
Pardini, Direttore del Consorzio di Promozione e Tutela del Pane
Toscano DOP, che ha raccontato il Pane Toscano con la precisione di chi ne
conosce ogni dettaglio: il colore scuro, la totale assenza di sale, la mollica
alveolata, la crosta friabile e croccante, il profumo che richiama la nocciola
tostata. Un pane essenziale, pensato per accompagnare e non per dominare, nato
per dialogare con ciò che gli sta accanto.
Con Francesco Seghi, Direttore
del Consorzio della Finocchiona IGP, il discorso si è spostato sulla
speziatura, sulla dolcezza naturale del grasso, sulla fragranza dei semi di
finocchio che definiscono il carattere del salume. Una morbidezza che si apre
al palato e un’aromaticità che rimane, riconoscibile e tipica, senza mai
risultare eccessiva.
Poi c’era la Vernaccia di San Gimignano, presentata
attraverso il lavoro del suo Consorzio con Francesco:
un vino che nasce in un territorio vario, dove suoli sabbiosi, argillosi e più
antichi contribuiscono al suo profilo fatto di freschezza, sapidità e una
verticalità che lo caratterizza da sempre. Nel bicchiere questa identità è
emersa in modo diretto: un sorso limpido, teso, che resta leggero ma preciso,
fedele allo stile che la Vernaccia porta con sé.
Nel piatto e nel bicchiere, l’incontro tra Vernaccia,
Finocchiona e Pane Toscano non è stato un semplice gioco di contrasti, ma un
vero dialogo a tre. La Finocchiona portava la sua morbidezza, la dolcezza del
grasso, la speziatura dei semi di finocchio che rimaneva sul palato come una
scia aromatica. La Vernaccia arrivava subito dopo, fresca e tesa, e ripuliva
tutto con una precisione quasi geometrica: asciugava, alleggeriva, rimetteva
ordine, rilanciava.
Il Pane Toscano, con la sua assenza di sale e la sua mollica
ariosa, diventava il punto di equilibrio: assorbiva la parte più ricca del
salume, accoglieva il vino senza sovrastarlo, lasciandogli lo spazio per
mostrarsi. Era il terzo elemento necessario, quello che teneva insieme gli
altri due senza mai farsi notare troppo.
Il percorso dei vini ha accompagnato questo dialogo con una
progressione studiata, capace di mostrare la varietà delle interpretazioni
della denominazione. La Tenuta Le Calcinaie 2025 ha aperto il tasting
con immediatezza e freschezza, un frutto nitido che ha trovato nel pane sciapo
un alleato naturale. Il Podere Le Volute 2025 ha aggiunto una nota più
morbida, quasi vellutata, che ha dialogato con la speziatura della Finocchiona
senza perdere tensione. La Fattoria di Fugnano “Da Fugnano” 2025
ha portato un passo più deciso, una struttura che ha iniziato a spingere
verso abbinamenti più intensi. La Collemuccioli Riserva 2024 ha segnato
il punto di svolta: più profondità, più stratificazione, una Vernaccia che non
teme il confronto con la grassezza del salume. La Mormoraia “Antalis”
Riserva 2022 ha mostrato la maturità della denominazione, un sorso ampio e
avvolgente che ha trovato nella Finocchiona un contrappunto aromatico
sorprendente. Infine, Casa Lucii “Mareterra” Riserva 2016 ha chiuso il
cerchio con un vino che porta il tempo dentro il bicchiere: complesso, disteso,
capace di abbracciare sia il pane che il salume senza perdere la sua identità.
Alla fine della giornata resta soprattutto la sensazione di
aver incontrato un pezzo autentico di Toscana.
A Daniele, Francesco Seghi e Francesco, e
ai Consorzi della Vernaccia di San Gimignano, della Finocchiona IGP
e del Pane Toscano DOP, va il mio ringraziamento: per la disponibilità,
per la passione e per la qualità dei prodotti che portano avanti ogni giorno.
E l’appuntamento ora è già al Wine Fest “Regina Ribelle”, il 30 e 31 maggio 2026, nella splendida San Gimignano, per celebrare ancora una volta la Vernaccia e il territorio che la rende unica.
By Antonello







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