martedì 26 maggio 2026

Only Wine: a Città di Castello il futuro del vino prende forma

Si è svolta a Città di Castello, dal 25 al 27 aprile, l’edizione XIII di Only Wine, il salone dedicato ai giovani produttori e alle piccole cantine italiane. Negli anni è diventato un appuntamento riconoscibile, un luogo dove scoprire nuove realtà e osservare da vicino come il vino italiano stia cambiando attraverso lo sguardo delle nuove generazioni.

Il borgo ha fatto da cornice a tre giorni intensi di degustazioni, incontri e masterclass, riempiendosi di un pubblico curioso e attento. Accanto al cuore della manifestazione, ospitato a Palazzo Vitelli, il centro storico si è trasformato in un vero contenitore di iniziative grazie a Extra Wine e alle proposte collaterali di alto livello, permettendo al pubblico di vivere gli spazi cittadini e ammirare le bellezze artistico‑culturali e i palazzi rinascimentali che hanno ospitato gli eventi oltre alle splendide mostre della Fondazione Burri, che ho avuto modo di visitare.

Nella conferenza stampa che ha preceduto l’evento, Pietro Marchi, Presidente di AIS Umbria, ha definito Only Wine un osservatorio sul presente e sul futuro del vino, mentre Tiziana Croci, Delegata AIS di Città di Castello, ha ricordato il lavoro dei sommelier che hanno accompagnato il pubblico nelle degustazioni. L’ideatore Andrea Castellani ha parlato di una comunità in crescita, e il selezionatore Francesco Saverio Russo ha messo l’accento sulla qualità delle realtà scelte: «La selezione è ogni anno un lavoro complesso e stimolante, che ci permette di individuare realtà autentiche, capaci di esprimere identità, ricerca e visione. Only Wine è una vetrina importante perché racconta non solo i vini, ma soprattutto le storie e le scelte dei produttori.»

Per l’edizione 2026 sono arrivati oltre cento vignaioli italiani e una presenza internazionale sempre più ampia, con cantine provenienti da Champagne, Borgogna, Grecia, Spagna e Svizzera. Accanto a loro erano presenti anche consorzi come Mandrolisai, Collio Bianco da Uve Autoctone e Giovani Produttori di Gavi DOCG.

Nell’area AIS allestita nel parco di Palazzo Vitelli sono stati organizzati quattro Speed Wine pensati per far entrare il pubblico nell’identità dei vini di Only Wine: Wine Vibes – il Sagrantino; Nobili Effervescenze; L’Equivoco del Nome (il “falso” Gamay); Sospiri di Vite e di Tabacco, un viaggio nella meditazione pura.

E passiamo alle degustazioni.

Ho iniziato il mio giro con Edoardo di Montelio, nell’Oltrepò Pavese, con tre Metodo Classico della linea Classese: il Pinot Nero 2021 (sboccatura 06/25, 36 mesi sui lieviti, extra brut), il Brut Riserva 2018 blanc de noir (72 mesi sui lieviti) e il Rosé extra brut, anch’esso 36 mesi sui lieviti. Una verticale che racconta finezza, profondità e un’idea precisa di territorio.

Poi un salto in Champagne, da Patrick Bigar di Rilly‑la‑Montagne, Premier Cru al 95% sulla scala di classificazione. I suoi vini, rotondi e raffinati, portano la firma del terroir del Montagne de Reims. Il primo assaggio è stato Emile Paris, Brut dedicato alla nonna: 60% Pinot Nero, 20% Chardonnay e 20% Meunier, fine ed elegante. Il secondo, dedicato alla figlia Maria, è un 1er Cru (35% Pinot Nero, 50% Chardonnay, 15% Meunier), 48 mesi sui lieviti: giallo paglierino, frutta fresca, pesca, bollicina fine, un finale leggermente mielato e di brioche.

Dalla Francia alla Spagna, con Mariana di Bodegas José Pariente. Il Las Fincas 2024, Verdejo da vecchi vigneti su suoli pietrosi e sabbiosi, passato in barrique, è ampio, morbido e complesso. Il rosato Victoria, omaggio alla fondatrice della cantina”, nasce da Garnacha, Tempranillo e Viognier: un equilibrio naturale tra complessità e finezza. Le tre uve vengono vendemmiate insieme, pressate direttamente mantenendo il raspo nelle varietà rosse; dopo la fermentazione il vino resta quattro mesi sulle fecce.

Il viaggio è poi tornato in Borgogna, con Marion Denis. Lo Chardonnay Pernand‑Vergelesses è un bianco vivace e leggero, perfetto per sushi, pesci d’acqua dolce in salsa bianca, paste e risotti ai frutti di mare, capace di esaltare la doppia consistenza dei piatti grazie alla sua freschezza. Il Pinot Nero Pernand‑Vergelesses dell’appellation è invece solido e polposo, con tannini delicati e una naturale vocazione per carni saporite.

In Liguria ho incontrato Marco e Barbara de Il Mulino di Barry, viticoltura eroica a Castiglione Chiavarese. Il Beppin, Bianchetta genovese in purezza, è un bianco d’acciaio: paglierino con riflessi verdognoli, mela verde, fiori bianchi, freschezza e un finale sapido. Il Risseu, dal nome dei mosaici dei sagrati genovesi, è un blend di autoctoni della Riviera Ligure: fermentazione che parte in acciaio a 16–18 °C e si chiude in barrique, poi 20% di ritorno in acciaio e il resto in affinamento sulle fecce fini in barrique per sei mesi.

Il percorso si è concluso in Friuli, con Alessia e Francesco di Ronco dei Pini. Il Merlot Limes 2022, 600 bottiglie, nasce al confine tra collina e pianura: 21 mesi in barrique nuove di rovere francese, poi tre mesi in acciaio e tre in bottiglia. Rubino impenetrabile, frutti neri maturi, note balsamiche, cacao, tabacco, spezie dolci; in bocca è vellutato, tannini avvolgenti e un finale lunghissimo e minerale. Lo Schioppettino Hasos 2022, 380 bottiglie, prende il nome dall’incisione “H‑AS OS” sulla spada del Davide con la testa di Golia di Caravaggio: “L’umiltà uccise la superbia”. Affina 24 mesi in barrique nuove e sei in bottiglia. Rubino intenso, frutti di bosco maturi, visciola, prugna, spezie fini, cenni balsamici, cacao e tabacco; al palato è strutturato e avvolgente, con tannini setosi, freschezza che allunga il sorso e una chiusura sapida e persistente.

Un ringraziamento sincero va ai produttori, agli organizzatori, ai sommelier AIS e a tutti coloro che hanno reso questa edizione di Only Wine un luogo di incontro, ascolto e scoperta. Portiamo a casa vini, volti e storie: il patrimonio più prezioso di una manifestazione che continua a crescere senza perdere autenticità.

 By Antonello











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