giovedì 8 ottobre 2026

Festival del Tortellino 2026: Bologna celebra il suo re della tavola

Lo scorso weekend Bologna ha reso omaggio a uno dei simboli più autentici della sua tradizione culinaria con il ritorno del Festival del Tortellino, ospitato nella suggestiva cornice di Palazzo Re Enzo. La manifestazione, organizzata dalla RistoAssociazione Tour-tlen, ha trasformato il cuore della città in un grande palcoscenico dedicato alla pasta ripiena più famosa d'Italia.

Per un'intera giornata, visitatori, appassionati di gastronomia e curiosi hanno potuto degustare ben 21 diverse interpretazioni del tortellino, realizzate da altrettanti chef provenienti da Bologna e da altre realtà del territorio. Accanto all'immancabile versione tradizionale in brodo di gallina o cappone, non sono mancate proposte creative e contemporanee, capaci di sorprendere anche i palati più esigenti.

Tra sapori di mare, ingredienti di stagione, richiami alla cucina di montagna e contaminazioni provenienti da altre tradizioni gastronomiche, il tortellino ha dimostrato ancora una volta la sua straordinaria versatilità, senza perdere il legame con le proprie radici.

Il festival non si è limitato alla degustazione dei tortellini. L'evento ha infatti valorizzato molte delle eccellenze enogastronomiche dell'Emilia-Romagna, grazie alla presenza dei vini dei Colli Bolognesi, dei dolci preparati dall'Associazione Pasticceri di Bologna e delle specialità proposte dai produttori locali.

Più che una semplice manifestazione gastronomica, il Festival del Tortellino si conferma un appuntamento capace di raccontare la cultura e l'identità della città. Il tortellino, riconosciuto anche come De.Co. (Denominazione Comunale) dal Comune di Bologna nel 2021, rappresenta infatti una vera e propria icona del patrimonio culinario locale.

L'iniziativa ha offerto ai visitatori l'opportunità di incontrare chef, produttori e professionisti del settore, creando un momento di condivisione che va oltre il cibo e celebra il valore delle tradizioni tramandate nel tempo.

L'entusiasmo registrato durante la giornata conferma il ruolo del Festival del Tortellino come uno degli appuntamenti gastronomici più attesi dell'autunno bolognese. Un evento che continua a unire tradizione, creatività e solidarietà, visto che una parte del ricavato viene destinata a finalità benefiche.

Ancora una volta Bologna ha dimostrato come il cibo possa essere un potente strumento di valorizzazione del territorio, capace di raccontare una storia fatta di passione, qualità e cultura. E al centro di questa storia, naturalmente, rimane lui: il tortellino, piccolo capolavoro della cucina emiliana che continua a conquistare generazioni di buongustai.

By Mario












mercoledì 7 ottobre 2026

Racconti di Vite ai Belcastro: da Trento alla Calabria tra vino, pizza e racconti

Il 30 settembre, presso il ristorante I Belcastro di Roma, si è svolta la serata “Racconti di Vite” organizzata da Roberta Marchese Ragona, che ha unito vino, gastronomia e divulgazione in un percorso costruito tra Nord e Sud Italia.

L'occasione era la presentazione del libro Da risparmiatore a investitore di Alfonso Selva, consulente finanziario di Allianz Bank. Un tema insolito per una cena degustazione, ma che si è inserito con naturalezza all'interno di una serata dedicata ai racconti, alle persone e ai territori.

L'intervento di Selva, seguito con attenzione dai presenti, è stato l'occasione per raccontare la nascita del volume e il percorso professionale che lo ha portato a raccogliere oltre trent'anni di esperienza nel settore della consulenza finanziaria. L'autore ha spiegato come l'obiettivo del libro sia quello di fornire strumenti utili per comprendere meglio il mondo degli investimenti attraverso un linguaggio accessibile anche ai non addetti ai lavori.

Roberta ha quindi introdotto il percorso della serata spiegando come l'idea fosse quella di attraversare l'Italia attraverso i racconti delle aziende presenti, mettendo insieme territori, vitigni e tradizioni differenti. Un viaggio da Nord a Sud costruito attorno a tre vini selezionati per accompagnare il menu preparato da I Belcastro, pensato per valorizzare le diverse tappe del percorso gastronomico.

Da qui la serata è entrata nel vivo con il percorso enologico ideato da Roberta.

La prima portata, composta da Pop Corn Calabria, Pop Corn Norcia e Fiore di Zucca, è stata accompagnata dal Rotari AlpeRegis Trento DOC Brut Millesimato 2021, presentato da Fabrizio De Simone, Brand Ambassador del Gruppo Mezzacorona.

I due "pop corn" erano in realtà originali interpretazioni gastronomiche: il Pop Corn Norcia, una polpettina di salsiccia servita con salsa smoke BBQ, cipolla di Tropea caramellata e ricotta salata, e il Pop Corn Calabria, preparato con polpettine di melanzane fritte accompagnate da salsa tartara. A completare il piatto, il fiore di zucca, che contribuiva ad arricchire una proposta costruita su sapori e consistenze differenti.

Prima di entrare nel dettaglio della degustazione, Fabrizio ha ripercorso la storia di Mezzacorona, cooperativa nata nel 1904 grazie all'iniziativa di diciotto contadini e diventata oggi una delle più importanti realtà vitivinicole italiane.

Particolare attenzione è stata dedicata al Trento DOC e alla sua identità territoriale.

L'AlpeRegis Brut Millesimato 2021 nasce da Chardonnay di montagna in purezza e matura per quarantotto mesi sui lieviti. Un affinamento considerevole che contribuisce a definire un profilo elegante ma allo stesso tempo molto immediato nella beva.

Nel bicchiere emergono richiami alla frutta esotica, alla nocciola e alla mandorla tostata, mantenendo uno stile che Fabrizio ha definito più moderno e meno concentrato sulle classiche note di crosta di pane e pan brioche.

Dalle montagne del Trentino la degustazione si è poi spostata in Calabria con Cantine Spadafora, azienda fondata nel 1915 e arrivata oggi alla quarta generazione.

A presentare i vini è stato Antonio Zimatore, che, come annunciato fin dall'inizio della serata, ha preferito raccontare le etichette a diretto contatto con gli ospiti, passando tra i tavoli e confrontandosi con loro durante la degustazione.

Con la seconda portata, carpaccio con salsa tartufata, tartare di manzo e chips di patata della Sila, è arrivato nel calice Arsù’ra Magliocco Rosa 2025, chiamato ad accompagnare un insieme di sapori che spaziava dalle note più delicate della carne a quelle più intense della salsa tartufata.

Arsù’ra è stato presentato come un rosato versatile, capace di accompagnare preparazioni molto diverse tra loro, caratteristica emersa chiaramente anche nell'abbinamento scelto per la serata. Nel bicchiere ha mostrato equilibrio, freschezza e una notevole facilità di beva.

La chiusura del percorso gastronomico era affidata invece alle pizze della degustazione, Perle dell'Orto Calabro e Donna Irene, accompagnate da Pepe Rosso 2025.

La Donna Irene proponeva un incontro tra passata di pomodoro San Marzano, mozzarella fior di latte, spianata piccante e Nduja Nero di Calabria, mentre la Perle dell'Orto Calabro puntava su una combinazione più vegetale composta da vellutata di zucchine, melanzane fritte, pomodorini, polvere di olive nere, perle di bufala e cipolla di Tropea caramellata.

Su Pepe Rosso si è concentrata buona parte del racconto di Antonio. Composto da Magliocco all'80% e dal 20% di Merlot, il vino si presta particolarmente ad accompagnare preparazioni caratterizzate da una componente speziata o piccante.

Secondo Antonio, Pepe Rosso possiede la capacità di mitigare e armonizzare la percezione del peperoncino senza annullarla. Un aspetto che lo rende particolarmente interessante con ingredienti come salame piccante e 'nduja.

Durante il confronto con gli ospiti è emerso anche un altro elemento interessante. Le note vegetali presenti sia nel Magliocco sia nel Merlot consentono al vino di dialogare bene anche con preparazioni a base di ortaggi e verdure, rendendolo meno scontato di quanto il nome possa far pensare.

Lo stesso Antonio ha inoltre spiegato che il vino può affrontare tranquillamente alcuni anni di evoluzione in bottiglia e che la sua morbidezza è favorita anche da una lavorazione che prevede una criomacerazione in vasca.

A conclusione della cena è stato servito Rupes Amaro Calabro, ultimo richiamo alla Calabria e chiusura naturale di una serata che, dal Trentino alla Calabria, ha raccontato territori, tradizioni e abbinamenti attraverso il vino e la tavola.

Un grazie ad Alfonso Selva per la presentazione del libro e per le informazioni fornite sugli investimenti, al Ristorante I Belcastro per l'ottima cucina e l'accoglienza, a Roberta Marchese Ragona per l'organizzazione della serata, al Gruppo Mezzacorona e a Cantine Spadafora per i vini portati in degustazione e a Fabrizio De Simone e Antonio Zimatore per gli approfondimenti e il dialogo con gli ospiti durante la degustazione.

Antonello









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