Ho iniziato il
percorso dagli spumanti. Il Viglianti Pas Dosé Metodo Classico, da uve
autoctone della zona di Careri e Bianco. Spumante dal perlage fine, con note di
crosta di pane, miele d’acacia e fiori bianchi. Accanto, il Marrelli Wines
Brut Millesimato 2017, Greco Bianco e Mantonico, si presenta paglierino
brillante, profumi di zagara, burro e crosta di pane, e un sorso fresco e
setoso.
Tra i bianchi,
il Pecorello Ois 2025 di Russo & Longo: un profilo fresco,
mediterraneo, ricco di frutta bianca, erbe e un tocco salino. Poi il Greco
Bianco Particella Cinquantotto 2023 di Antonella Lombardo, un vino dorato,
con profumi di frutta gialla, agrumi, fiori e una bocca sapida e croccante.
Il rosato è
stato Puntalice Bio 2024 di Senatore Vini, Cirò DOC: colore “rosa
petalo”, profumo intenso e floreale, gusto pieno e morbido. Un rosato che resta
impresso per equilibrio e pulizia.
Tra i rossi,
segnalo il Nerello Eleuteria 2017 di Tenuta del Travale, un vino dalla
parte più interna della Calabria, con un carattere fine e una bella profondità.
Il finale è
stato dedicato ai vini dolci, con due mondi diversi ma complementari. I Moscati
di Saracena, come il Saracena Passito 2021 di Cantine Viola, ricco
di frutta candita, miele e fiori; e il Mastro Terenzio 2015 di Feudo dei
Sanseverino, più maturo e avvolgente. E poi il Greco di Bianco, in più
interpretazioni: – Greco di Bianco DOC 2014 Umberto Ceratti – Greco
di Bianco DOC 2021 Tenuta Dioscuri – Greco di Bianco 2018 Cantine
Jelasi – Greco di Bianco DOC 2023 Cantina Lucà tutti accomunati da note
di miele, agrumi canditi, erbe mediterranee e quella sapidità che è la firma
del vitigno.
Tra un
bicchiere e l’altro, formaggi e salumi calabresi hanno fatto da ponte perfetto,
fino ai dolci finali che hanno chiuso la degustazione.
Un grazie a
Vinoforum per l’invito e l’organizzazione impeccabile, e alla Regione Calabria
e ad Arsac per aver portato a Roma una selezione così rappresentativa della
loro terra.
By Antonello









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