giovedì 25 giugno 2026

Alta Langa: il tempo che parla - Masterclass “Lunghi Affinamenti”

All’interno della terza edizione di Alta Langa Roma, il programma prevedeva tre masterclass. L’ultima della giornata — quella a cui ho preso parte — è stata condotta da Marco Reitano, sommelier del ristorante Tre Stelle Michelin La Pergola, e dedicata al tema dei Lunghi Affinamenti.

In apertura Reitano ha introdotto Giovanni Minetti, presidente del Consorzio Alta Langa. Quest’ultimo ha offerto una lettura ampia e profonda del territorio, preparando così il terreno alla degustazione che sarebbe seguita.

Ci sono degustazioni che insegnano, altre che emozionano, e poi ci sono quelle che rivelano. La masterclass dedicata all’Alta Langa “Lunghi Affinamenti” appartiene a quest’ultima categoria: un percorso che non si limita a raccontare un territorio, ma lo fa vivere attraverso il tempo, le altitudini, le scelte stilistiche dei produttori.

Calice dopo calice, l’Alta Langa si è mostrata per ciò che è davvero: un Metodo Classico di profondità, capace di unire rigore piemontese e finezza assoluta. Dai 60 mesi di Gancia ai 100 mesi di Banfi, dalla precisione tagliente di Contratto alla nobiltà del Pinot Nero di Fontanafredda, ogni vino ha aggiunto un tassello a un mosaico complesso e affascinante.

Questa non è stata una semplice degustazione. È stata una narrazione liquida, un viaggio attraverso quattro interpretazioni che parlano la stessa lingua ma con accenti diversi. E proprio per questo meritano di essere raccontate.

Gancia Cuvée 60 Mesi – Riserva 2011

Un inizio che è già un manifesto. La lunga sosta sui lieviti si sente: note di crosta di pane, nocciola, un tocco di miele scuro. In bocca è ampio, maturo, quasi “dorato”, ma con una freschezza che tiene tutto in equilibrio. Un Alta Langa che parla la lingua della tradizione, con un’eleganza senza tempo.

Fontanafredda Vigna Gatinera – 72 Mesi Riserva

Il più aristocratico del gruppo. Blanc de Noirs, 72 mesi, Pas Dosé: un trittico che crea un vino profondo, serio, quasi meditativo. Note di frutta secca, spezie leggere, un tocco balsamico. In bocca è ampio ma rigoroso, con una chiusura lunga e minerale. Un Alta Langa che racconta la nobiltà del Pinot Nero in purezza.

Contratto Special Cuvée – Riserva Pas Dosé 2016

La lama della serata. Il Pas Dosé mette a nudo il territorio: gesso, limone, fiori bianchi, una verticalità quasi tagliente. La bollicina è finissima, il sorso è puro, scolpito, essenziale. Un vino che non fa sconti e non cerca di piacere: pretende attenzione, e la ripaga con una precisione straordinaria.

Banfi Cuvée Aurora 100 Mesi – Riserva 2013

Qui il tempo diventa protagonista assoluto. 100 mesi sono un atto di fede, e il risultato è un vino profondo, complesso, stratificato. Profumi di pasticceria secca, agrumi canditi, fiori appassiti. Il sorso è cremoso, avvolgente, ma sorprendentemente vivo. Un Alta Langa che guarda dritto negli occhi i grandi Metodo Classico europei.

Questi quattro vini, messi uno accanto all’altro, hanno mostrato l’essenza dell’Alta Langa: tempo, altitudine, precisione, identità. Non un territorio che vuole imitare, ma un territorio che vuole esprimersi.

E’ stato un viaggio attraverso quattro modi diversi di interpretare la stessa terra. E tutti, a modo loro, hanno lasciato un segno.

Un grazie sentito al presidente Minetti, al Consorzio Alta Langa, a Federica Reitano e alla Reitano Consulting per un’organizzazione attenta e curata e a Marco Reitano per una conduzione precisa, appassionata e di grande chiarezza. Una masterclass che ha raccontato un territorio in movimento e un metodo classico che continua a crescere, annata dopo annata.

By Mario











Nessun commento:

Posta un commento

Alta Langa: il tempo che parla - Masterclass “Lunghi Affinamenti”

All’interno della terza edizione di Alta Langa Roma , il programma prevedeva tre masterclass. L’ultima della giornata — quella a cui ho pres...