Lo scorso 6 luglio, a Palazzo Valentini, si è svolta l’edizione romana del Concours Mondial de Bruxelles – Sauvignon Selection by CMB, un appuntamento che ogni anno mette in luce le migliori espressioni del vino italiano. La cerimonia ha portato nella capitale produttori, degustatori e operatori da tutto il Paese, trasformando per un giorno le sale del palazzo in un grande laboratorio dedicato alla qualità.
L’Italia ha ottenuto risultati importanti: 475 vini
premiati, con 22 Gran Oro, 172 Oro e 281 Argento. Veneto e Sicilia
guidano la classifica dei riconoscimenti più prestigiosi, mentre per numero
totale di medaglie svetta la Puglia, seguita da Veneto e Toscana. Un risultato
che arriva dopo lunghe sessioni di assaggio condotte da 320 degustatori
internazionali, e che colloca il nostro Paese al secondo posto tra le 51
nazioni partecipanti.
La giornata romana ha riunito 53 cantine e 121 vini premiati
ai banchi d’assaggio, con la partecipazione di stampa e operatori. La cerimonia
ha visto la presenza del Presidente del CMB Baudouin
Havaux, del Vicesindaco della Città Metropolitana Pierluigi Sanna e dell’Ambasciatrice del
Giappone Hikariko Ono, in occasione dei
160 anni di relazioni diplomatiche tra i due Paesi.
Uno dei temi centrali dell’edizione è stato il nuovo
progetto CMB Experience Certified, pensato per creare un ponte diretto
tra il concorso e il mondo della ristorazione, ma anche per dare continuità al
percorso di valorizzazione delle aziende e dei territori premiati.
L’iniziativa, come ha spiegato il Presidente del CMB Baudouin Havaux, nasce per generare nuove
occasioni di incontro tra produttori, operatori e pubblico, rafforzando la
presenza delle etichette vincitrici nei contesti di consumo più significativi.
A Roma sono stati presentati i primi dieci locali che proporranno almeno cinque
vini premiati, costruendo una rete di indirizzi attenti alla qualità: dal
ristorante stellato Idylio by Apreda alle enoteche, bistrot e salumerie
distribuite in città, grazie alla collaborazione con Divina Italia.
Non sono mancati i riconoscimenti speciali: il trofeo
Vinolok per il miglior rosé è andato al Talamonti Rosé 2025, mentre
la Rivelazione Vino d’Italia 2026 è Foja D’or Riserva 2019 di Emilio
Franzoni, che ho particolarmente apprezzato tra i banchi di
assaggio. Il miglior spumante è René 2017 di Feudo Disisa. Premi
anche per la linea Calici DiVini di Pam Panorama, con un Grand
Oro assegnato al Valdobbiadene DOCG Superiore di Cartizze Dry “Cilium”.
Oltre al già citato Emilio Franzoni, tra i banchi d’assaggio
mi hanno colpito diverse realtà, ognuna con una storia e un calice da
ricordare. Costantino e Figlio con il Quarter Bianco 2025, un
blend di Zibibbo, Catarratto, Chardonnay e Müller-Thurgau dalle Terre
Siciliane, fresco e sorprendente nella sua immediatezza. Dalle Marche, Fontezoppa
con la Vernaccia di Serrapetrona Pepato 2022, una versione che unisce
carattere e finezza. Tenuta della Cascinassa ha portato il Timorasso
Ramblè 2023, espressione pulita e ben definita del vitigno. Dal Friuli, Cimolai
con il Prosecco 2025 Borgo delle Rose, lineare e ben costruito. Dal
Veneto, Tenute Falezza con Campo Piano Garganega Chardonnay 2025,
che gioca su equilibrio e morbidezza. Il Barolo Monroj 2022 di Teo
Costa ha mostrato una bella profondità, mentre dal Veneto Cantina del
Commendator Pozzobon ha presentato il Montello DOCG 2021 Rosso del
Commendator, intenso e strutturato. Ca’ Lufera ha portato Ottantadue
2022, Merlot in purezza, e Sergio Gozzellino il Barbera d’Asti
Superiore DOCG 2022, una delle espressioni più convincenti del vitigno.
A completare la giornata, tre masterclass dedicate ai vini
dolci, alle eccellenze del territorio romano e alle molte sfumature del rosé,
che hanno arricchito il percorso di degustazione con approfondimenti tecnici e
storie di produttori.
Antonello







.jpg)
.jpg)






Nessun commento:
Posta un commento